Gli scacchi di Carlo Magno sono un gruppo di pezzi degli scacchi medievali.

Risalgono probabilmente all'XI secolo: difatti, nonostante il nome, non hanno alcun legame storico con Carlo Magno (VIII-IX secolo).

Storia

Gli scacchi giunsero in Europa attorno all'anno 1000, derivando da giochi come il persiano shatranj, a sua volta derivato dall'indiano chaturanga, nei quali gli attuali alfieri e torri erano rispettivamente elefanti e carri.

La leggenda aveva descritto gli scacchi "di Carlo Magno" come un dono diplomatico inviato al re franco dal califfo abbaside Hārūn al-Rashīd, che attorno all'802 inviò un'ambasciata a Carlo in ottica della loro alleanza, il che li renderebbe di gran lunga i più antichi scacchi europei. In realtà, non vi è nessuna fonte che confermi il legame dei pezzi con Carlo Magno, e anche gli storici - Eginardo, Notkero Balbulo - non fanno menzione del gioco in riferimento all'ambasciata abbaside, ricordando piuttosto il vero elefante inviato come dono, ossia Abu l-Abbas.

Per quanto attiene la realtà storica, gli studiosi concordano nel riferire gli scacchi al finire dell'XI secolo e all'Italia meridionale, all'epoca interessata dalla creazione di un forte e centralizzato dominio normanno. In particolare, sulla scorta di affinità con la manifattura degli avori salernitani, gli scacchi "di Carlo Magno" sono stati in genere ricollegati all'area di Salerno o della vicina Amalfi. Accogliendo questa ipotesi, di solito si pensa che i pezzi furono creati per una commissione di altissimo livello, forse per Roberto il Guiscardo o papa Gregorio VII. Tuttavia, probabilmente già circa un secolo dopo, furono a loro volta donati a un re di Francia (forse Filippo II o Filippo III), e sicuramente dal XIII secolo furono conservati nel tesoro della basilica di Saint-Denis, dove sono menzionati per la prima volta a inizio XVI secolo, inventariati (in numero di 30, anziché i previsti 32 di un set completo) nel 1598 e associati per la prima volta a Carlo Magno nel 1625.

A seguito degli sconvolgimenti della rivoluzione francese, 14 dei 30 pezzi andarono perduti, e i 16 pezzi superstiti dal 1794 furono conservati nel Cabinet des medailles della Biblioteca nazionale francese a Parigi, ove tuttora si trovano.

Descrizione I pezzi sono intagliati in blocchi di avorio, in origine con decorazioni rosse e dorate. I pezzi sono imponenti - 15 cm di altezza: i due re pesano quasi 1 kg l'uno - il che suggerisce che non fossero destinati a essere maneggiati in una comune partita, quanto piuttosto avessero carattere cerimoniale. Come detto sopra, i successivi alfieri sono elefanti e le torri sono carri.

Poiché sono andati perduti 16 dei 32 pezzi originali (15 dei 16 pedoni e uno dei quattro carri), quelli superstiti sono: due re; due regine; tre carri (torri); quattro cavalieri (cavalli); quattro elefanti (alfieri); un pedone.

Note

Bibliografia

Voci correlate Storia degli scacchi Scacchi di Lewis

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Categoria:Storia degli scacchi