Rhialto il Meraviglioso è una raccolta di racconti di Jack Vance, appartenente al genere science fantasy, pubblicata nel 1984, e costituisce il quarto e ultimo libro nel Ciclo della Terra Morente. In Italia è stato pubblicato per la prima volta nel febbraio 1986, nella collana "Il libro d'oro della fantascienza" dell'editore Fanucci, per la traduzione di Gianluigi Zuddas. È stato poi ristampato, sempre nella stessa traduzione, nel 2013, sempre in edizione Fanucci.
Contenuti Il libro è composto da un breve saggio introduttivo (Premessa), che descrive la situazione nel XXI eone, periodo in cui si svolgono le prime due delle tre storie, più tre racconti (La Murthe, Il cristallo di Punta Eclisse, Le pietre Ioun). Tuttavia, Il cristallo di Punta Eclisse è un racconto di dimensioni tali da poter essere considerato una novella, se non un vero e proprio romanzo breve.
L'ordine degli scritti, in tutte le edizioni, è il seguente:
Premessa (titolo originale: Foreword) La Murthe (titolo originale: The Murthe) Il cristallo di Punta Eclisse (titolo originale: Fader's Waft) Le pietre Ioun (titolo originale: Morreion)
I tre racconti sono disposti in ordine cronologico rispetto allo svolgersi degli eventi. Da notare che Le pietre Ioun, nonostante sia l'ultimo dei racconti in ordine cronologico, fu il primo a essere scritto e fu anche pubblicato, come racconto a sé stante, nell'antologia Flashing Swords n.1, curata da Lin Carter nel 1975.
Ambientazione TitoloTitolo originaleAnno di pubblicazione (USA)Anno di pubblicazione (ITA)Il crepuscolo della TerraThe Dying Earth19501963Le avventure di Cugel l'AstutoThe Eyes of the Overworld19661974La saga di CugelCugel's Saga19831989Rhialto il MeravigliosoRhialto the Marvellous19841986 Rhialto il Meraviglioso riprende l'ambientazione della Terra Morente già vista nelle prime tre opere del ciclo: un futuro remotissimo del nostro pianeta, in cui il Sole è ormai esausto ed in procinto di spegnersi da un giorno all'altro, in cui la Luna è scomparsa e in cui la superficie è per lo più brulla e fredda. Le civiltà sono regredite a stadi pre-industriali, se non addirittura medievali: sono raggruppate in nazioni decadenti e sono pervase da fanatismi religiosi di ogni tipo. Il mondo è pieno di mostri ed esseri sovrannaturali, probabilmente creati dalla magia nei millenni precedenti.
Come nelle opere precedenti, la magia è onnipresente e accettata come un dato di fatto, anche se la sua pratica richiede studi lunghissimi e complessi. Il protagonista, Rhialto, fa parte di una congrega che riunisce i ventiquattro maghi più potenti della sua epoca (questo numero varierà nel corso dei racconti): stregoni che hanno assunto poteri ormai semi-divini e che vivono una vita lussuosa e opulenta insieme alla nobiltà dell'epoca.
Gli eventi iniziano, col primo racconto, nel XXI eone, cioè millenni dopo gli eventi narrati nel libro precedente, La saga di Cugel. I racconti sono infatti quasi completamente scollegati da quanto avvenuto in precedenza: gli unici punti di collegamento con le altre opere sono alcune località (Ascolais, Almeria) e il mago Phandaal il Grande, che però viene solo citato.
Racconti La Murthe (The Murthe)
Rhialto, facendo colazione sulle terrazze del suo palazzo, sente una musica sconosciuta provenire dalla foresta oltre il fiume e si rende conto ben presto di essere l'unico a sentire questa nenia. Si avventura nei boschi fino a uno stagno, nel quale vede riflessa l'immagine di una bellissima donna dai capelli bianchi, che però non è presente in superficie. Mentre tenta di comunicare con lei, viene aggredito da una figura invisibile e gettato nel lago, dove sente un freddo innaturale. Tornato a casa, malato, passa giorni sui libri perché è convinto di avere incontrato "la Murthe", una strega sconfitta millenni addietro dal leggendario mago Calanctus, ma mai veramente uccisa.
Guarito, si consulta col suo amico e confratello Ildefonse il Maestro, che funge anche da reggente per la congrega di maghi. Ildefonse è dello stesso parere di Rhialto, ma mentre i due stanno tornando allo stagno per controllare, si imbattono in Zanzel, un altro mago dell'associazione, che ha appena catturato un uomo mostruoso, cosparso di penne sulla schiena. Zanzel è convinto di aver sottomesso un demone, o addirittura un archveult (esseri demoniaci di un altro pianeta e temibili stregoni, nemici giurati dei maghi della Terra) e intende ucciderlo. Ma l'essere, che dice di chiamarsi Lehuster, sostiene invece di essere un mago proveniente dal passato con un terribile avvertimento per loro.
Riuniti quanti più maghi possibili nel palazzo di Ildefonse, la congrega tiene una riunione alla presenza di Lehuster. I maghi acconsentono a risparmiare la vita al prigioniero in cambio delle sue informazioni e Lehuster dice di provenire dal XVIII eone, periodo immediatamente successivo alla presunta sconfitta della Murthe da parte di Calanctus. Spiega anche che la vittoria del leggendario mago è avvenuta per un soffio, dopo che la strega, il cui vero nome è Llorio, aveva "esqualmato" quasi tutti i maghi più potenti dell'epoca. L'esqualmazione è un incantesimo che trasforma progressivamente gli uomini in donne: un mago esqualmato non solo cambia sesso, ma diventa immediatamente una strega al soldo di Llorio. Calanctus, nel XVIII eone, è riuscito a sconfiggere Llorio, ma poi, mosso a pietà, l'ha esiliata su un altro pianeta invece di ucciderla: la strega, però, è fuggita dall'esilio e si è teletrasportata nel futuro per sfuggire al suo nemico- qui Lehuster l'ha inseguita. Il mago pennuto conclude il suo discorso dicendo che, a suo parere, alcuni dei maghi presenti sono già sotto l'effetto dell'esqualmazione.
La maggior parte dei maghi della congrega non dà credito alle parole di Lehuster, ma Rhialto e Ildefonse si rinchiudono immediatamente nel palazzo di Rhialto, gettando un incantesimo di protezione sul castello. Dopo essersi esaminati attentamente a vicenda, sicuri di potersi fidare l'uno dell'altro, cominciano ad elaborare un piano per affrontare Llorio. Non volendo sfidare la strega in uno scontro aperto per paura di essere esqualmati, i due decidono di creare una replica esatta di Calanctus per spaventare la Murthe. Usando un misto di magia e tecnologia, creano un androide in tutto e per tutto identico a Calanctus, utilizzando vecchi libri come riferimento. Nel frattempo, il palazzo di Rhialto viene preso d'assedio dagli altri maghi della confraternita, ormai tutti esqualmati, a dimostrazione che Lehuster diceva la verità. Infine, compare sotto le mura del castello anche Llorio in persona.
L'androide però non è ancora abbastanza convincente e Rhialto e Ildefonse temporeggiano. Nel palazzo spunta Lehuster, che in qualche modo ha aggirato gli incantesimi di protezione: siccome lui ha conosciuto personalmente Calanctus, si offre di mettere a punto l'androide e i due maghi acconsentono. Lehuster fa un lavoro anche troppo buono e l'umanoide si convince di essere davvero Calanctus: preso dalla furia, esce ad affrontare Llorio. Mentre Rhialto e Ildefonse si occupano di immobilizzare i loro ex confratelli, l'androide ha una piccola scaramuccia con la Murthe. La strega si accorge in poco tempo di avere a che fare con un impostore e annienta il finto Calanctus con uno dei suoi incantesimi più distruttivi, dando fondo alle sue energie, perché considera la battaglia ormai vinta. Quando tutto sembra perduto, Lehuster piomba sul campo di battaglia rivelando la sua vera forma: lui è il vero Calanctus, e aspettava solo l'occasione di vedere prosciugate le riserve magiche della sua nemica per intervenire.
Calanctus ha la meglio su Llorio in poco tempo e la strega chiede di essere uccisa piuttosto che tornare in esilio. Le streghe che la circondano, intanto, iniziano a tornare alla loro forma di maghi uomini, uscendo anche dal suo controllo. Mentre Rhialto, Ildefonse e gli altri maghi riparano nel castello, Calanctus aiuta Llorio ad alzarsi e i due si incamminano verso il fiume: dalle loro frasi è lasciato intendere che tra i due sta nascendo del tenero.
Il cristallo di Punta Eclisse (Fader's Waft)
Hache-Moncour, uno dei più "giovani" tra i maghi unitisi alla congrega di Rhialto e Ildefonse, per un periodo ha idolatrato Rhialto, prendendolo a modello. Tuttavia, questa ammirazione si è ben presto tramutata in invidia e Hache-Moncour inizia a mettere in atto un elaborato piano per gettare il suo confratello in disgrazia: con una serie di sotterfugi, danneggia e umilia altri importanti membri dell'ordine, facendo ricadere regolarmente la colpa su Rhialto.
Durante una riunione dell'associazione nel palazzo di Ildefonse, nella quale non si parla altro che dei "brutti tiri" di Rhialto, Hache-Moncour sobilla i suoi confratelli fino a farli esplodere e a generare dal nulla una sorta di processo in contumacia contro il Meraviglioso, che in quel momento è assente per altri affari. Con Rhialto non presente, e impossibilitato a difendersi, Hache-Moncour prende subdolamente il ruolo di suo avvocato difensore, ma soltanto per allontanare i sospetti da sé stesso. Il "processo", più simile a una farsa che a un vero procedimento, si conclude con la condanna unanime di Rhialto nonostante l'assenza di prove e i maghi decidono di confiscare parte delle sue proprietà come risarcimento.
Tutta la congrega si teletrasporta nel palazzo di Rhialto, dove il suo nuovo (e incapace) maggiordomo non riesce a fermare l'avidità dei maghi, che finiscono col depredare senza ritegno la maggior parte degli oggetti magici e dei preziosi del loro confratello. Quando Rhialto torna al suo palazzo, trovandolo svuotato, si reca immediatamente da Ildefonse, chiedendo che sia convocato un nuovo processo.
Pur con qualche resistenza, il Meraviglioso ottiene una nuova udienza e, citando alla lettera il Perciplex (il codice dei maghi che tutti i suoi confratelli sono tenuti a seguire alla lettera) riesce a dimostrare di essere stato condannato ingiustamente. Messo all'angolo, Hache-Moncour si appella a un cavillo: il Perciplex che Rhialto sta utilizzando per difendersi è una copia e per un giusto processo occorre consultare l'originale, che si trova inciso su un cristallo magico nella torre di Punta Eclisse. Tutta la congrega si reca così, in massa, presso la torre.
Il Perciplex originale è inciso su un cristallo che proietta il codice su un muro, protetto da Sarsem, un sandestin, ovvero un essere infradimensionale, simile a un djinn, schiavizzato dai maghi tramite un incantesimo. Nel momento in cui salgono le scale, sia Rhialto che Ildefonse percepiscono il lancio di un incantesimo di stasi temporale, che però non riescono a fermare in tempo. Entrati nella stanza del Perciplex, lo trovano capovolto, ma non è tutto: Sarsem è scomparso e il codice mostra una nuova "sezione H" che nella copia di Rhialto non era presente. La condanna del Meraviglioso viene così confermata, ma Rhialto ha la certezza di avere a che fare con un falso e riesce a convincere di questo anche Ildefonse.
Non senza difficoltà, Rhialto e Ildefonse riescono a rintracciare Sarsem, che rivela la verità: si è venduto a Hache-Moncour, permettendogli di sostituire il Perciplex con un falso, in cambio di uno sconto sui suoi secoli di schiavitù. Il vero Perciplex è stato nascosto nel passato, nel XVII eone, dallo stesso Sarsem, che è forzato dal suo giuramento a non poterlo distruggere. Minacciando il sandestin, Rhialto si fa rivelare l'ubicazione del Perciplex e intraprende, da solo, un viaggio nel passato per recuperarlo, chiedendo a Ildefonse di proteggere le sue proprietà nel presente. Senza i suoi oggetti magici, i poteri del Meraviglioso sono molto diminuiti e per questo Ildefonse gli fa dono di Osherl, un altro sandestin, riottoso e infingardo come Sarsem, che però promette di ubbidire a Rhialto.