Il monumento a Giuseppe Garibaldi, inaugurato il 30 aprile 1895, è un'opera realizzata da Ettore Ferrari oggi situata in piazza Garibaldi a Macerata, spazio antistante l'antica Barriera di Porta Romana (gli attuali Cancelli).

Storia

Committenza L’idea di realizzare un monumento a Giuseppe Garibaldi a Macerata nasce subito dopo la morte di quest’ultimo, avvenuta il 2 giugno 1882. A distanza di pochi giorni, la loggia massonica “Alberico Gentili” di Macerata lancia un appello per ampliare la commissione incaricata di realizzare il monumento commemorativoL’informazione si ricava da una lettera, datata 27 giugno 1882, con la quale il conte Domenico Graziani invita a far parte dell’associazione l’onorevole Cesare Filippucci. Cfr. Biblioteca Comunale Mozzi Borgetti di Macerata (BCMC), 27.17.F.6 (2).. Il 16 settembre 1882, il circolo garibaldino di Macerata aderisce all’iniziativa dando anche un contributo economicoLettera conservata nella cartella Oblazioni in: Archivio di Stato di Macerata (ASMC), Comune di Macerata, b. 594..

In un primo momento, il comitato valuta la possibilità di collocare il monumento nella ex chiesa di San Paolo, già trasformata in Sala Garibaldi, per rafforzarne il valore anticlericaleCapriotti, 2011, p. 94..

Il 30 aprile 1883 si tiene una importante commemorazione allo Sferisterio, in una data simbolica per MacerataCfr. il foglio sciolto del Vessillo delle Marche (1883) in cui sono pubblicati i discorsi pronunciati dalle autorità in quell'occasione. Cfr. BCMC, 27.17.F.6 (3).: il 30 aprile 1849 molti maceratesi avevano infatti seguito Garibaldi per partecipare alla difesa di Roma e alla vittoria di Porta San Pancrazio, dedicata dallo stesso Garibaldi alla cittàA Macerata Garibaldi aveva formato infatti la sua legione; cfr. Spadoni, 1907 a e b..

Nel 1886, Gualtiero Mancini, reduce maceratese, indirizza una lettera a Ercole Ciccarelli, anch’egli garibaldino, proponendosi come tramite con lo scultore Ercole Rosa per realizzare il monumentoAlcune minute di questo scambio epistolare tra Rosa, Natali e Mancini sono conservate nella cartella Carte diverse, mentre gran parte del carteggio originale è conservato nella cartella Corrispondenza. Cfr. ASMC, Comune di Macerata, b. 594.. Rosa era originario delle Marche, ma attivo a Roma, e accetta l'incarico gratuitamente per motivi personali (era nato a San Severino Marche) e patriottici. Promette quindi l'invio di un bozzetto di un monumento alto tre metri, raffigurante Garibaldi con un leone che calpesta lo stemma francese, simbolo della vittoria del 30 aprile. Tuttavia, nonostante le sollecitazioni, il bozzetto non viene mai inviatoCapriotti, 2010, pp. 94-95..

A causa dei ritardi di Ercole Rosa, il comitato inizia a valutare un sostituto. Nella bozza del verbale della riunione del 26 marzo 1890Tutti i verbali sono conservati nella cartella Verbali della Presidenza e del Comitato dal 30 aprile 1887 al 1895, in ASMC, Comune di Macerata, b. 596. compare per la prima volta il nome dello scultore Ettore Ferrari, artista che codifica in Italia l'iconografia garibaldina e al quale viene assegnato il compitoPassalalpi Ferrari, 1998..

Progetti Nel processo di realizzazione del monumento vengono proposti da Ferrari vari bozzetti, per trovare la soluzione più adatta dal punto di vista artistico e per individuare la soluzione urbanistica più appropriata.

A seguito di una visita alla città di Macerata, finalizzata ad individuare i luoghi più adatti per collocare il monumento, Ettore Ferrari realizza i primi due bozzetti, destinati rispettivamente a piazza De Vico (oggi piazza Cesare Battisti) e a piazza Annessione, subito all'interno della Barriera di Porta Romana.

Per quello di piazza De VicoASMC, Comune di Macerata, b. 593., Ferrari progetta una statua su podio, inserita sotto un arco. Per il bozzetto destinato a piazza Annessione, la statua, sempre su alto podio, è inserita in una struttura ad arco trionfale, il cui fornice, affiancato da due coppie di colonne, è sovrastato da un attico dedicatorio e da un coronamento di trofei. In entrambi i casi si tratta di statue che celebrano la figura dell’eroe.

La discussione all'interno del comitato, riunito il 16 luglio 1892, fa emergere le prime critiche sulle collocazioni proposte da Ferrari. Ettore Ciccarelli sostiene che collocare la statua al centro di piazza De Vico sarebbe un errore perché il monumento intralcerebbe il passaggio e perderebbe di solennità, risultando schiacciato dal portico, fino a sembrare una statua incassata nel muro o posta sotto un’arcata, più simile a un arredo religioso che a un’opera celebrativa. Una scelta del genere non avrebbe reso onore a un eroe così legato alla città. Per questo egli propone al comitato di collocare l’opera fuori dalla Barriera di Porta RomanaLa documentazione archivistica è discussa da Capriotti, 2011, pp. 97-98..

Un anno dopo viene presentato da Ferrari un terzo progetto, testimoniato da due bozzettiEntrambi i bozzetti sono conservati presso l'Archivio di Stato di Macerata. ASMC, Comune di Macerata, b. 593.. Egli propone un monumento allegorico, con la figura della Vittoria alata che sovrasta il busto di Garibaldi, da posizionare fuori Porta Romana. In questo caso, il comitato mette in discussione aspramente la scelta allegorica. Sigismondo Ciccarelli sostiene che Garibaldi perderebbe così la sua centralità, garantita al contrario da una statua su basamento. In più, si osserva che un monumento allegorico sarebbe stato più adatto a un giardino. Per quanto riguarda il posizionamento, invece, si difende la collocazione centrale di fronte a Porta Romana, controbattendo la proposta del presidente Aristide Gentiloni Silveri di collocarla in una posizione più lateraleCapriotti, 2011, pp. 100-101..

Il 31 maggio 1893 viene definito il progetto ufficialeBCMC, b. 127.. Il comitato approva di rispettare il primo progetto proposto da Ferrari, ovvero una statua in bronzo con una base in pietra d’Istria, nella quale porre da un lato la dedica e dal lato opposto il nome dei comuni che contribuiranno all’erezione del monumento. Negli altri due lati avrebbero dovuto essere raffigurati due episodi storici: la partenza di Garibaldi da Macerata e la vittoria di San Pancrazio. Successivamente, il progetto viene ridimensionato in base alle condizioni proposte da Ferrari, che chiede di aver maggior libertà nella realizzazione dei bassorilievi del basamentoCapriotti, 2011, p. 101..

Dall'inaugurazione a oggi

Inaugurazione L’inaugurazione avviene due anni dopo, nel 1895, con il monumento posto di fronte alla Barriera di Porta Romana, rivolto verso la città.Diversi anni prima, a causa dell’estrema lentezza delle procedure di decisione, un episodio aveva anticipato ironicamente questo evento. Nel gennaio del 1891, per beffeggiarsi del comitato, alcuni maceratesi innalzano in piazza Mazzini un pupazzo di neve raffigurante Garibaldi, per stimolare il comitato ad accelerare i lavoriEpisodio riportato nella cronaca del Vessillo delle Marche del 31 gennaio 1891, in Capriotti, 2011, p. 97.. Davanti al 'monumento di neve' viene posta l'iscrizione: "Durevole quanto lo zelo della presidenza del comitato che ai maceratesi avealo promesso di bronzo, rimprovero sprone ed esempio".Ibidem. La beffa viene ritratta in alcune foto messe in vendita con lo scopo di raccogliere qualche soldo in più, per trasformare quel gioco temporaneo nel monumento che la comunità aspettava.Ibidem.

Il 30 aprile 1895 il monumento viene inaugurato, rispettando la data simbolica della battaglia di Porta San Pancrazio del 1849 per confermare la vicinanza della città all’impresa garibaldina. I festeggiamenti si svolgono dal 25 al 30 aprile, con corse di cavalli, gare di velocipedistica e di tiro, tombola, fuochi d’artificio, luci colorate e teatri aperti per tutti.Natali, 1895, pp. 72-73.

Il momento dell’inaugurazione è celebrato anche dall’ode dedicata a Ettore Ferrari da parte di Paolo Vitale.Vitale, 1895.

Ricollocazione Inizialmente collocato al centro del piazzale esterno di Porta Romana, già nel 1902 si inizia a discutere un possibile spostamento del monumento, che occupava uno snodo critico del traffico cittadino.

Lo spostamento viene attuato nel 1933, quando il monumento è trasferito sul lato sinistro della piazza, accanto a Palazzo Ugolini, dove tuttora si trovaCfr. cartella Restauro al monumento a Giuseppe Garibaldi dal 1895 al 1902, ASMC, Comune di Macerata, b. 593, in Capriotti, 2011, p. 103..

In tempi recenti, tra il 2015 e il 2019, si è riacceso il dibattito su una possibile ricollocazione del monumento nella posizione originaria al centro della piazza. Celebrazioni garibaldine A Macerata, dal 30 aprile 1873, la Società dei reduci garibaldini delle patrie battaglie si trovava nei locali in vicolo Monachesi, concessi in uso perpetuo dal marchese Giacomo Costa a quanti avevano preso parte con Garibaldi alle lotte per l'Unità d'Italia. Il Circolo, attivo nella stessa sede fino al 2012, si chiamava "Il Giardinetto" ed è oggi, con la denominazione di Circolo Ricreativo Pensionati – Ass. Naz. Garibaldina (ANG), situato in via Francesco Crispi. In via Garibaldi, sulla facciata di palazzo Cioci, il 30 aprile 1883 i maceratesi posero una targa commemorativa del passaggio di Giuseppe Garibaldi a Macerata nel gennaio 1849.

Ogni anno, il 30 aprile, si tiene di fronte al monumento un evento celebrativo per commemorare l'anniversario della vittoria di Porta San Pancrazio del 1849, con la deposizione di una corona ai piedi della statua.

Descrizione

Statua bronzea La statua, realizzata in bronzo, rappresenta Giuseppe Garibaldi in piedi. La figura ha una postura statica, ma alcuni elementi (come lo sguardo orientato verso l’orizzonte e il piede avanzato oltre il limite del piedistallo) suggeriscono un atteggiamento di vigilanza che richiama il modello del David repubblicano di MichelangeloCapriotti, 2011, p. 105.. I tratti del volto, asciutti e maturi, con fronte ampia, zigomi pronunciati, barba e baffi, conferiscono all’opera un’espressione di contenuta tensione interiore. Garibaldi è rappresentato con la tipica camicia dei volontari, il poncho e il fazzoletto, elementi tradizionalmente associati alla sua iconografia.

L’impianto generale della scultura privilegia un’immagine di equilibrio e compostezza, attraverso la quale Ferrari evidenzia il ruolo istituzionale dell’eroe piuttosto che il suo carattere rivoluzionario.

Sulla base bronzea della statua, a destra, è tracciata la firma di Ettore Ferrari.

Piedistallo marmoreo La base del monumento, realizzata in collaborazione col marmista Cesare RosaASMC, Comune di Macerata, b. 593, 15 marzo 1895, Lettera del vice presidente Pietro Natali., è ornata con una ghirlanda di foglie di quercia e ghiande, simbolo di forza, presente anche nell'emblema della Repubblica Italiana.

Nella parte frontale della base, Ferrari inserisce un altare pagano e uno scudo. Quest'ultimo è affiancato da due gladii romani, espressione della forza guerriera, ed è circondato in basso da una corona d’alloro, simbolo della gloria. Lo scudo è, inoltre, coronato da un berretto frigio, icona rivoluzionaria, e da due asce bipenneCapriotti, 2011, pp. 107-108.. Queste ultime, adottate come simbolo anche dal Fascismo, sono state scalpellate dopo la Seconda guerra mondiale. Al centro è scolpita a rilievo la dedica: «MACERATA / E PROVINCIA / A / G. GARIBALDI / MDCCCXCV». I rilievi laterali del piedistallo raffigurano due figure femminili. A destra il bassorilievo rappresenta la Vittoria, nell'atto di sostenere la palma della vittoria con la mano sinistra e lo scudo con la destra. All'interno dello scudo è riportata la data «XXX APRILE MDCCCXLIX», che si riferisce al giorno del trionfo di Porta San Pancrazio. A sinistra è effigiata la dea Roma, in atteggiamento guerriero, a seno scoperto e dotata di elmo, scudo e parazonioCapriotti, 2011, p. 108..