I Trotti de La Chétardie costituiscono un ramo cadetto della famiglia Trotti, antica casata attestata nel contesto comunale e signorile di Alessandria fin dal XII secolo. Il ramo francese prese forma alla fine del XV secolo e, nel corso dell’età moderna la famiglia consolidò la propria posizione nel regno di Francia attraverso carriere militari, ecclesiastiche e amministrative, integrandosi nelle reti nobiliari dell’Angoumois e acquisendo il titolo di marchese. La famiglia si estinse nel corso del XVIII secolo.
Storia Fonti e documentazione genealogica La ricostruzione delle origini e dello sviluppo genealogico della famiglia Trotti de La Chétardie si fonda grazie alla documentazione conservata presso gli Archivi Dipartimentali della Charente, in particolare nel fascicolo "J 1563". Nel XVIII secolo fu condotta un’indagine specificamente dedicata alla genealogia dei Trotti de La Chétardie, successivamente rinvenuta negli archivi di famiglia e di grande utilità per la conoscenza puntuale delle linee di discendenza. L’ultimo marchese di La Chétardie, che fu ambasciatore a Berlino e in Russia, manifestò particolare interesse costante per le ricerche sulla propria ascendenza, come attesta la copia di una lettera inviata da Berlino al cugino il 18 gennaio 1738, conservata nello stesso fascicolo..
Sebbene la documentazione genealogica mirasse a stabilire "l’antichità della nobiltà dei Trotti de La Chétardie", come affermato dall’ambasciatore, le informazioni fornite devono essere vagliate e considerate con prudenza. La storia e l’evoluzione della famiglia, tuttavia, costituisce un caso significativo di ascesa sociale graduale, paziente e nel complesso efficace, pienamente conforme alle dinamiche dell’Ancien Régime.
Origini italiane e formazione del ramo francese Nel 1487 Giovanni Trotti - figlio di Agostino e Isabella Dal Pozzo, appartenenti al ramo cadetto dei Trotti di Pasturana - giunse in Francia al seguito di Luisa di Savoia, figlia di Filippo II duca di Savoia, che andava in sposa a Carlo, conte d’Angoulême. Gli atti notarili del settecenteschi indicano "Jean Trottin de La Chétardie" come maggiordomo della contessa consorte d’Angoulême e nel 1516 come «segretario di Madame Louise d’Angoulême».. La solidità di queste indicazioni non sono certa e risulta più verosimile che egli abbia rivestito una funzione di livello inferiore nella sua casa. Dopo la morte della duchessa, assunse l’incarico di maggiordomo presso Philippe de Chabot, ammiraglio di Francia..
Una lettera del marchese de La Chétardie a Charles René d'Hozier,Archivi Dipartimentali della Charente, Nouveau d’Hozier 320, dossier 5458, fol. 26. mostra che il genealogista nutriva dubbi sulle origini italiane dei Trotti de La Chétardie. In quella missiva il marchese risponde con tono prudente ma fermo, sottolineando che coglie l’occasione per acquisire personalmente informazioni che lo riguardano in modo diretto, ribadendo di non voler indulgere in fantasie genealogiche e di avere un unico obiettivo: stabilire con certezza da dove provenga la sua famiglia, qualunque risulti essere l’origine, inclusa quella ipotesi di discendenza dal Valois che d’Hozier riteneva plausibile sulla base di alcuni documenti mostratigli.
In ogni caso, nell'anno 1500 Giovanni Trotti sposò Marguerite Chétard; Poiché la moglie era la figlia maggiore di una famiglia priva di eredi maschi, Giovanni fu tenuto ad aggiungere al proprio cognome quello di La Chétardie, al quale erano legati il feudo e il castello dei Chétard, e ad associare nel medesimo stemma le armi delle due famiglie. Nacque, così, la famiglia Trotti de La Chétardie.
La struttura genealogica: dai Trotti italiani ai Trotti de La Chétardie Dall’unione tra Jean e Marguerite nacquero quattro figli: tre femmine e un maschio, Giuseppe, Joseph, nato nel 1510 e morto nel 1583. Joseph contrasse due matrimoni e dai due legami ebbe complessivamente cinque figlie e un figlio, Gabriel. Nato nel 1559 e morto nel 1615, Gabriel si sposò tre volte e generò tre linee distinte.
Dal primo matrimonio, contratto nel 1583 con Hélie de Coulonges, nacquero una figlia deceduta in giovane età e un figlio, Charles, che divenne capostipite della linea primogenita, centrale per la ricostruzione della casata. Dal secondo matrimonio, celebrato nel 1590 con Jacqueline de Nossay, nacque Gabriel II, signore del Bureau e della Péruse. Gabriel II, anch’egli sposato due volte, ebbe quattro figlie e un figlio, Joachim VI, nato nel 1675, che morì senza discendenza: con lui si estinse il secondo ramo.
Il terzo matrimonio di Gabriel, contratto nel 1602 con Françoise de Reclesne, diede tre figli: Joachim, nato nel 1604, priore di Saint-Cosme presso Tours e padrino di Joachim, futuro parroco della Saint-Sulpice; Françoise, badessa del monastero della Maddalena d’Essy in Normandia; e François, nato nel 1603, unico dei tre a sposarsi e ad avere discendenza, fondatore del terzo ramo. Nel 1629 François sposò Catherine Picquaute, dalla quale ebbe undici figli. Tre figlie entrarono in religione nella stessa abbazia di Essy in Normandia, accanto alla zia badessa; un’altra figlia entrò tra le Orsoline de L'Île-Bouchard. Uno dei figli divenne abate di Balerne, nella diocesi di Besançon; altri intrapresero la carriera militare, tra cui Gabriel IV, nato nel 1635, alfiere nelle Guardie Francesi, e Philippe, colonnello del reggimento di Beauce.
Tra i figli di François si distingue Jean-François IV, cavaliere, al quale vengono attribuite due opere di carattere morale: Instructions pour une jeune princesse ou l’idée d’une honnête femme, pubblicata nel 1684, e Instructions pour un jeune seigneur ou l’idée d’un galant homme, apparsa nel 1683. Egli sembra avere vissuto presso il cugino, l’abate Joachim, parroco di Saint-Sulpice; Beauchet-Filleau lo confonde con il fratello maggiore, appartenente alla medesima linea. Quest’ultimo, primogenito del terzo ramo, è il conte Joachim V (*1640 †1705), che fu comandante nel Brisgau e successivamente governatore di Landrecies. Nel 1703 sposò Marie-Claire de Montalet de Villebreuil e da questo matrimonio nacque un unico figlio, Jacques-Joachim, nato nel 1705, destinato a diventare il più noto rappresentante della famiglia: ambasciatore in Russia] e favorito della zarina Elisabetta tra il 1739 e il 1744, morì a Hanau nel 1758.
La linea primogenita e la famiglia di Joachim de La Chétardie La linea primogenita, cui apparteneva l’ecclesiastico Joachim Trotti de La Chétardie, discende da Gabriel attraverso il figlio Charles, nato nel 1584 da Hélie de Coulonges. Dal primo matrimonio di Charles con Diane d’Harambure nacque un figlio nel 1611; è probabile che madre e bambino siano morti in seguito al parto. Due anni più tardi, nel 1613, Charles si risposò con Charlotte de Nesmond, figlia di Jean de Nesmond, signore di La Grange. Da questa unione nacquero quindici figli, quattro dei quali morirono in tenera età, circostanza che illustra con evidenza la realtà demografica del tempo e il livello elevato di mortalità infantile.
Le nascite dei figli della coppia La Chétardie–Nesmond, dieci femmine e cinque maschi, si succedettero dal 1615 al 1641. Joachim, futuro parroco della chiesa di Saint-Sulpice, nato nel 1636, fu il tredicesimo figlio; ricevette il nome di un fratello nato cinque anni prima e morto prematuramente. Tra gli undici figli sopravvissuti fino all’età adulta, sette figlie scelsero la vita religiosa: Anne entrò nel monastero di Santa Chiara di Nontron; Jeanne nel monastero di Santa Chiara di Aubeterre; Charlotte e Suzanne in quello di Santa Chiara di Clermont, dove Charlotte divenne badessa; Olive nel convento di Sant’Andrea d’Angoulême; Catherine presso la Visitazione di La Rochefoucauld. Se si aggiunge Joachim, che dopo gli studi alla Sorbona entrò a ventun anni nel seminario di Saint-Sulpice della compagnia dei sacerdoti di San Sulpizio, risulta evidente il radicamento profondo della famiglia nell’ambiente della Chiesa cattolica.
Anche nelle generazioni precedenti si incontrano numerose religiose appartenenti alla stessa stirpe. Una zia di Joachim fu badessa di Essy in Normandia; tre figlie di Joseph, bisnonno di Joachim e delle sue sette sorelle religiose, ricoprirono cariche monastiche di rilievo: Charlotte come gran priora dell’abbazia di Jouarre in Brie; Gabrielle come gran priora dell’abbazia di Fontevraud; Louise come badessa di Farmoustier in Brie. Il modello delle "demoiselles de La Chétardie", che in larga parte optarono per il monachesimo, rappresentava dunque un riferimento costante all’interno della famiglia.
Impegno militare e guerre di religione La famiglia non fu attiva soltanto nel campo ecclesiastico. Un altro figlio di Joseph e di Guyonne de Chauvigny, Jean, nato nel 1564, morì nel 1589 all’età di venticinque anni. Fu cavaliere dell’Ordine di San Michele e capitano delle guardie di Francesco duca di Montpensier; comandò un distaccamento delle truppe reali impegnato contro gli aderenti alla "religione pretesamente riformata" (R.P.R.). I documenti coevi riferiscono che, in odio a questa impresa, «la maison de La Chétardye a esté bruslée mais il en coûta plus de mille livres aux complices [...]».In italiano: "la casa di La Chétardye fu incendiata, ma i responsabili furono costretti a versare un risarcimento superiore alle mille lire".. L’episodio indica che durante le guerre di religione i La Chétardie combatterono al fianco delle forze cattoliche, probabilmente accanto ai Monluc, principi di Chabanais, nelle operazioni armate contro i protestanti, confermando in modo concreto l’orientamento confessionale della famiglia.
Il castello di La Chétardie
A seguito della distruzione della residenza dei La Chétardie alla fine del XVI secolo, il castello fu ricostruito all’inizio del XVII secolo. La nuova costruzione presentava una pianta rettangolare e un solo piano principale. Le due torri, leggermente distanziate dal corpo centrale e dotate di finestre smussate, sembrano appartenere all’edificio originario dell'XI secolo..
All’inizio del XVIII secolo il castello versava in pessime condizioni e fu oggetto di una nuova campagna di restauri, nel corso della quale assunse l’aspetto ultimo. L’avancorpo semicircolare sulla facciata ovest, opposto all’ingresso principale, è probabilmente anch’esso un’aggiunta settecentesca.
Estinzione della linea primogenita Accanto alle numerose sorelle religiose di Joachim de La Chétardie, tre fratelli e sorelle della stessa generazione rimasero laici: Marie, Joseph-André e Jean-François. Marie, primogenita, nata nel 1615, fu l’unica figlia a non entrare in convento; sposò in prime nozze Olivier du Pont, signore di Saint-Laurent, e in seconde nozze François de Polignac. Quanto ai fratelli, nessuno ebbe discendenza: Joachim aveva pronunciato i voti, Joseph-André morì nel 1658 a venticinque anni senza essersi sposato. Il titolo familiare passò quindi a Jean-François, nato nel 1622 e sposato nel 1651 con Catherine de Beaumont; anche lui morì senza figli. La linea primogenita dei Trotti de La Chétardie si estinse così all’inizio del XVIII secolo. Un atto dell’11 gennaio 1700 documenta la situazione: in quell’occasione Joachim Trotti de La Chétardie, parroco della chiesa di Saint-Sulpice, cedette una parte dei proventi delle decime della parrocchia di Exideuil al nipote Claude, conte di Polignac.Archivi Dipartimentali della Charente, 2 E 269.