Biografia
Nascita e formazione Nacque nella fortezza di Kalinjar, nel distretto di Banda, nell'Uttar Pradesh. La sua famiglia rajput della dinastia Chandela vantava una stirpe di guerrieri e sovrani, in particolare tra gli antenati Vidydhar, che aveva sconfitto Mahmud di Ghazni; suo padre era Keerat Pal Singh (ovvero Raja Kirat Rai o Keerat Rai), rajput dei Chandela e ultimo sovrano del forte, e sua madre era Kamalavati o Champabati della famiglia reale del regno confinante. Secondo un'altra fonte sarebbe nata nella storica città di Varanasi. Sua madre morì quando lei era in tenera età; fu cresciuta come una rajput da Shalivahan e, all'interno della fortezza, suo padre la educò in arti prerogativa del genere maschile, come la caccia, il tiro con l'arco e l'equitazione. Fu inoltre istruita dai precettori di corte apprendendo le arti utili a una futura sovrana. Matrimonio Secondo le cronache, durante una caccia si sarebbe innamorata a prima vista del sovrano di Gondwana Dalpat Shah, già impressionata dalla sua fama di avversario dei Mughal. Secondo alcuni storici, la Rani ricercò questa alleanza strategica tra Chandela e Gond contro il nemico comune, mostrando lungimiranza per una donna di diciotto anni.
Nonostante l'opposizione di altri rajput e le perplessità dello stesso Shalivaha contro questa alleanza, anche per motivi etnici, Durgavati insistette per portare avanti le nozze; nel 1542 le due dinastie confluirono in questo matrimonio.
Reggenza Dalpat Shah morì improvvisamente nel 1550 e l'erede al trono Vir Narayan era ancora minorenne, così Durgavati si ritrovò a essere la reggente di un vasto territorio, con il supporto dei ministri Adhar Kayastha (ovvero Aadhar Singh Kayastha) e Man Thakur (ovvero Mahesh Thakur), nonché Lakshmi Prasad Dixit. Amministrò in vece del figlio con efficacia e benevolenza un regno fatto di una moltitudine di popoli tribali. Spostò la capitale da Singorgarh a Chauragarh per la posizione strategica della sua fortezza. Si occupò del benessere della popolazione, compresa la creazione di bacini e cisterne idriche. Respinse 51 invasioni, di cui 3 mughal, grazie a un esercito consistente e ben approvvigionato. La prima di numerose vittorie fu contro gli afghani, dopo la cui sconfitta molti passarono dalla parte della Rani.
La sottovalutazione del pericolo dei mughal avrebbe decretato la fine del suo regno. Nel 1562 Akbar conquistò Malwa, portando l'impero mughal a confinare con il regno di Durgavati. Il suo luogotenente Abdul Majid Khan prese Rewa e avanzò verso Gondwana chiedendo la resa della sovrana, che avrebbe rifiutato sostenendo di preferire la morte. Ci fu una prima battaglia a Narrai, favorevole alla reggente nonostante la disparità numerica grazie alla conoscenza del territorio; respinto l'esercito nemico, la sovrana avrebbe voluto attaccare i mughal di notte, ma i suoi sottoposti le consigliarono di aspettare la luce del giorno e ciò si dimostrò fatale. Un'inondazione notturna dei fiumi Gaur e Narmada bloccò l'esercito gond e lo rediresse in direzione nemica come unica via di fuga. La mattina del 24 giugno 1564 lei e Vir Narayan sarebbero andati in battaglia a cavallo dell'elefante Sarman; nel contrattacco, essendo ben visibile agli arcieri da quell'altezza, sarebbe stata colpita da frecce nemiche e, pur di non consegnarsi all'avversario, si uccise pugnalandosi.
Eredità e impatto culturale A breve termine la sua amministrazione ha avuto effetti duraturi sul regno per le sue politiche sulla conservazione dell'acqua e sullo sviluppo agricolo.
È ricordata come una regina guerriera che ha protetto il proprio regno da 51 invasioni, ha regnato con determinazione e benevolenza e ha messo in discussione le regole dell'epoca sui ruoli di genere. Nella cultura dell'India centrale è celebrata in canzoni popolari, ballate e tradizioni locali; è stata ispiratrice di opere artistiche e letterarie. A Jabalpur c'è un'università a lei intitolata, così come un treno chiamato Durgavati Express da Jabalpur a Jammu Tawi. In un suo onore è stato emesso anche un francobollo.
Note
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