Biografia Ferdinando Canonici apparteneva ai marchesi di Montegibio e fu cavaliere del S. O. Gerosolimitano, eletto gonfaloniere di Ferrara e appartenente a diverse Accademie sia nazionali che straniere. Fu membro della Commissione Ausiliare del Camerlengato Apostolico per le Antichità e Belle Arti nella Legazione di Ferrara e “magna pars” della Commissione Comunale di Belle Arti.. Tra le sue amicizie si annoverano Antonio Canova e Leopoldo Cicognara..
Formazione Allievo dell'architetto Antonio Foschini, completò gli studi a Venezia.
La Certosa di Ferrara Pur da «dilettante di architettura»,. a lui si deve la progettazione (pare dapprima in subordine a Giuseppe Campana) che trasformò la Certosa ferrarese nel principale complesso cimiteriale e monumentale della città, sulla base di quattro chiostri replicanti l'originale claustro e due ampi portici curvilinei.. Disegnò per mezzo secolo chiostri, archi, tombe, monumenti, cappelle, lapidi, cancellate, commissionando nel mentre sculture e intrattenendo rapporti con altri architetti italiani, ricevendo così cariche onorifiche dalle Accademie di Venezia, Bologna (1851) e Ravenna (1861). Nell'ambito della critica successiva, la rilettura del clima culturale ferrarese dell'epoca riscontra, parallelamente allo sviluppo di particolari filoni pittorici, il merito a Canonici per «le ricerche filologico-restauratrici [...] la cui «ricostruzione-riedizione» annotata è la impresa pubblica culturalmente di maggior rilievo in tutta la prima metà del secolo».
Nel 1827 l'architetto Luigi Cambray propose Canonici e il marchese Gherardo Bevilacqua Aldobrandini a soci onorari dell'Accademia fiorentina, con la quale Ferdinando ebbe un fitto scambio epistolare e di progetti relativi alla Certosa (1849-1854).
Altre attività Tra i suoi svariati incarichi, vi sono i restauri al Teatro comunale (1849-1850), a Palazzo dei Diamanti, alla Basilica di San Francesco (1857-1860), il progetto di completamento del campanile della Cattedrale, quello in parte realizzato della Loggia dei Merciai sempre nel Duomo cittadino e la pavimentazione dell'adiacente Piazza delle Erbe (ora Piazza Trento e Trieste) con la creazione del celeberrimo “Listone”..
Alla sua morte, la Commissione municipale di Belle Arti di Ferrara pubblicò un manifesto nel quale si descrive il suo trasporto al «Comunale Cimitero, monumento che surse dal suo concetto ed ebbe incremento dalle sue quotidiane fatiche per oltre mezzo secolo». È sepolto nella Certosa da lui riprogettata. La lapide, con epigrafe di Giuseppe Antonelli, è affiancata da un busto-ritratto opera di Ambrogio Zuffi:
Scritti 1846 - Sulla Cattedrale di FerraraIndicato come pubblicato nel 1850 a Venezia, Gasperi in fol. con litografie del Pividor: 1849 - Proposta di un regolamento per un'accademia di belle arti e mestieri in Ferrara 1851 - L'antica Certosa di Ferrara accomodata a pubblico Campo-Santo da Ferdinando Canonici, Rovigo, Stab. Tip. di A. Minelli.
Omaggi Oltre al Ritratto del marchese Ferdinando Canonici attribuito a Giovanni Pagliarini, ora nella residenza comunale, vi è un ulteriore busto probabilmente dedicatogli, di autore ignoto, conservato nei depositi della Pinacoteca nazionale di Ferrara.
Nel 1890 il Comune presentò i suoi disegni eseguiti per la Certosa, all''Esposizione Nazionale d'Architettura a Torino.
Note
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