Il Letov Š-8 era un aereo da competizione monoplano sviluppato dall'azienda cecoslovacca Vojenská továrna na letadla Letov nella prima metà degli anni venti del XX secolo, e rimasto allo stadio di prototipo...

Storia del progetto Per la prima gara di velocità nazionale che si doveva tenere in Cecoslovacchia nel 1923, il Trofeo del Presidente della Repubblica, l'ingegnere Alois Šmolík progettò appositamente l'aereo da corsa Š-8... La stampa aeronautica dell'epoca lo acclamò come l'apice della perfezione aerodinamica. L'aereo era un monoplano ad ala alta di costruzione mista con un'ala sottile e simmetrica, sostenuta da due montanti collegati al carrello di atterraggio. Il velivolo era equipaggiato con uno dei migliori e più potenti motori dell'epoca, il britannico Napier Lion da 450 CV (330 kW), sovracompresso, azionante una speciale elica da corsa, ricoperto da una grande cappottatura e dotato di un radiatore anulare per il raffreddamento. La cabina di pilotaggio era situata dietro le ali, il che comportava per il pilota una visibilità molto scarsa durante il rullaggio. Il prototipo dell'Š-8 andò in volo per la prima volta nel corso del 1923.

Tecnica L'Š-8 era un velivolo che riproponeva l'impostazione, per l'epoca convenzionale, monomotore in configurazione traente, monoposto, velatura monoplana e carrello fisso. La fusoliera era costruita interamente in legno e rivestita in tela trattata, tranne che nella zona anteriore ricoperta di lamina in duralluminio, ed integrava l'unico abitacolo aperto destinato al pilota protetto da un piccolo parabrezza. La configurazione alare era monoplana ad ala lata, con ciascuna semiala collegata al carrello di atterraggio da un montante. Il carrello di atterraggio era di tipo classico, dotato di due elementi monoruota, congiunti alla fusoliera da una struttura ad "N", e un pattino di coda.

La propulsione era affidata ad un motore Napier Lion 12 cilindri a W, raffreddato a liquido, erogante una potenza pari a 450 hp (330 kW), collocato all'apice anteriore della fusoliera ed abbinato ad un'elica bipala in legno..

Impiego operativo

Durante i test sull'aereo, furono rilevate diverse carenze. Durante la calda estate del 1923, il radiatore non riuscì a raffreddare il motore, e pertanto si decise di spostarlo sotto la fusoliera. Fu quindi installato un radiatore di tipo cilindrico prodotto dalla società francese Lamblin. Venne rilevato che durante la fase di decollo, e a velocità prossime ai 300 km/h, iniziava a verificarsi una spiacevole reazione di coppia dell'elica, che tentava di far ruotare l'aereo attorno al suo asse longitudinale. Questo fenomeno non fu mai completamente eliminato.

Durante la prima gara, tenutasi nel 1923, si verificò un incidente quando il motore si surriscaldò, costringendo il pilota Alois Ježek a un atterraggio di emergenza. Il velivolo si ribaltò, intrappolando completamente il pilota all'interno della fusoliera. Alla fine Ježek dovette tagliare un lato della fusoliera con un coltellino tascabile per uscire. Egli riportò delle contusioni, ma l'aereo rimase praticamente intatto. La gara fu vinta dall'Aero A-18B in quanto anche il terzo concorrente, l'Avia BH-7B, precipitò al suolo. Per il 1924 l'S-8 venne modificato e la sua aerodinamica fu migliorata, in particolare nella zona del motore. Il radiatore fu ingrandito per evitare incidenti simili a quello del 1923 e fu montato diviso in due blocchi sul carrello di atterraggio. Durante la competizione, si sviluppò una serrata battaglia tra Jezek a bordo dell'S-8 e Josef Novakem a bordo dell'Aero A-18C migliorato. Il vincitore fu determinato solo alla fine della gara: Novak raggiunse una velocità media di 263,427 km/h sui 200 km, mentre Jezek rimase al secondo posto con 263,273 km/h. Tuttavia, Jezek stabilì il record nazionale di velocità a 271 km/h nel primo giro del percorso di 100 km. Nel 1925, l'attenzione di tutti fu concentrata sulla competizione tra BeleSe sull'Š-8 e Fritsche sull'Avia BH-21R modificato. Il Letov Š-8 si classificò al secondo posto, con una velocità di 294,884 km/h, mentre il BH-21R arrivò a 300,590 km/h.Nella prima edizione di Československá letadla: 1918-1945, V. Němeček afferma che nel 1925, lo Š-8 detenne a lungo il record nazionale di velocità con una prestazione di 342 km/h su un percorso di 300 km. Tuttavia, nella seconda edizione del libro non ne fa menzione. I lavori di sviluppo sull'S-8 proseguirono, allargando l'impennaggio verticale. Il pilota collaudatore Skala tentò con ogni mezzo di superare il limite dei 300 km/h. Nella quarta gara, l'S-8 era dato per favorito, ma il motore si surriscaldò e l'aereo fu irreparabilmente danneggiato. Dopodiché, tutti i lavori sull'S-8 cessarono definitivamente.

Note Annotazioni

Fonti

Bibliografia

Periodici

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Aeroplani da primato e competizione