La Chiesa di San Michele è una chiesa ubicata nella città di Calatafimi Segesta, in provincia di Trapani.

Storia

I primi cenni storici di questa chiesa li troviamo a partire dal 1486, anno in cui sappiamo essere stata la sede della Confraternita di San Michele Arcangelo. Il 7 Settembre 1596 la chiesa fu ceduta ai Frati del Terz'Ordine di San Francesco che la ampliarono. Il culto a San Michele fu molto vivo nella città di Calatafimi. La festa veniva celebrata l'8 maggio di ogni anno e, per antico privilegio degli AjutamiCristo - signori di Calatafimi nella prima metà del XVI secolo - era accompagnata da iorni quindici di franchezza di ogni gabella, cioè per quindici giorni non si pagava la gabella sulle merci. La Chiesa subì vari ampliamenti e ricostruzioni, i più importanti nei primi del novecento, poi nel 1931, poi nei primi anni '60, e infine dopo il terremoto del 1968. Da questa chiesa, per antica tradizione, si snoda la processione cittadina del Corpus Domini.

Il convento Il 20 Aprile 1597, Padre Masseo Curatulo di Calatafimi fondò e iniziò la costruzione dell'attiguo convento. Con la soppressione degli ordini religiosi il convento fu incamerato dallo Stato ed ora è sede della Biblioteca Comunale di Calatafimi. Il 16 Maggio 1860, giorno successivo alla Battaglia di Calatafimi, padre Luigi Mistretta da Santa Ninfa e padre Bianchi si recarono sul luogo della battaglia per soccorrere i feriti e ospitarono e curarono circa venti garibaldini feriti, tra cui Giuseppe Bandi e Guido Sylva.

Descrizione

La facciata in stile neoclassico mostra nei resti del campanile non più ricostruito i segni del sisma del 1968. In alto notiamo la scritta DIO SOLO È GRANDE, posta nei primi del '900 dal rettore della Chiesa, in risposta al parere negativo sulla richiesta di voler rimuovere due lapidi poste sul prospetto della Chiesa in memoria delle riunioni dei patrioti calatafimesi, che aspiravano all'unità dell'Italia, nel convento attiguo, e della partecipazione della città ai moti liberali del 1812, 1820 e 1848.

La chiesa presenta una pianta basilicale a tre navate. Il tetto rifatto a capriate, il pavimento in terracotta, i pilastri e le colonne scarificati dell'intonaco mostrano i segni degli interventi successivi al terremoto.

Nel vestibolo si trovano due acquasantiere murate, di cui una, proveniente dalla Chiesa di San Sebastiano, presenta tre medaglioni in cui sono scolpiti: San Sebastiano, la Madonna col Bambino e lo stemma della città, e riporta la data del 1526.

Nella navata destra si trovano: Sant'Isidoro, statua lignea proveniente dall'omonima Chiesa; Crocifisso ligneo quattrocentesco; Nostra Signora del Sacro Cuore, statua del XX secolo; San Francesco riceve le stimmate, tela seicentesca d'ignoto autore; Beato Arcangelo Placenza da Calatafimi, statua lignea di Vincenzo Genovese, fine del XIX secolo; Reliquie del Beato Arcangelo Placenza, arrivate nella Chiesa di San Michele nel 1741; Madonna del Carmine, tela di autore ignoto; urna con il corpo reliquiario in cera plasmata di Santa Vincenza.

La navata destra si chiude con la cappella di Santa Lucia, vergine e martire, dove si trovano: Santa Lucia, statua lignea cinquecentesca in un maestoso altare barocco in marmi intarsiati; acquasantiera marmorea cinquecentesca, poggiata su colonna tuscanica trecentesca.

Nella navata sinistra si trovano: pulpito ligneo, scolpito dal calatafimese Mariano Mucaria, 1957. San Pasquale Baylon, tela di autore ignoto; Sant'Onofrio, statua lignea del XVI secolo; Cristo alla colonna, statua lignea del XVII secolo; Madonna Addolorata, tela d'ignoto; San Michele, statua lignea; Sacra Famiglia con i Santi Gioacchino ed Anna, tela d'ignoto proveniente dalla Chiesa del Carmine; Santa Rosalia incoronata da Maria e dal Bambino Gesù in una gloria di angeli, tela d'ignoto proveniente dalla Chiesa del Carmine; San Giuseppe con il bambino Gesù, statua in cartapesta del XX secolo; San Biagio ed un devoto, tela d'ignoto del 1746 proveniente dalla Chiesa del Carmine, e posta in questa chiesa nel 1877.

La navata destra si chiude con la Cappella del SS. Sacramento, in cui si trovano: statua marmorea di San Michele Arcangelo, attribuita al Gagini, datata 1499. Sul piedistallo sono raffigurati con saio e cappuccio i confratelli della Congregazione di San Michele, probabili committenti dell'opera;

tela di Maria SS. degli Agonizzanti, proveniente dall'altare maggiore della Chiesa di Sant'Isidoro; corpo di un santo martire ignoto.

Nel presbiterio si trovano: Madonna delle Grazie, statua marmorea attribuita a Giuliano Mancino, proveniente dalla Chiesa del SS. Salvatore, e prima ancora dalla Chiesa del Carmine, dove veniva venerata come Madonna di Trapani; San Raffaele Arcangelo, tela d'ignoto proveniente dalla Chiesa di Santo Isidoro (XVII secolo); San Nicola vescovo, tela d'ignoto proveniente dalla Chiesa di Santo Isidoro (XVII secolo).

Il campanile accoglie 6 campane, di cui 2 provenienti dalla Chiesa di Santo Isidoro, e una fatta fondere nel 1777 dal priore padre Girolamo Marini.

Doveva esserci in questa chiesa una tela o una statua raffigurante San Trifonio, la cui processione era obbligo dei frati del Terz'Ordine in ringraziamento alla protezione dall'invasione di cavallette del 27 Maggio 1688.

In sagrestia si trovano: Beato Arcangelo da Calatafimi, olio su tela, XIX secolo; San Vincenzo Ferrer, tela di autore ignoto; San Cristoforo, tela di autore ignoto; Sacra Famiglia, tela di autore ignoto; Crocifisso, XIX secolo; San Giorgio, statua in alabastro; Immacolata in cartapesta, XVIII secolo.

Il crocifisso quattrocentesco Questa scultura è rappresentativa di una versione tarda del “gotico doloroso”. Il corpo del Cristo appare contratto e deformato; l'avanzamento sporgente delle ginocchia e l'imposto a "Y" delle braccia, come pure il leggero strappo delle carni all'altezza dei chiodi, la corona di spine intagliata a intreccio nello stesso legno del capo, le ciocche dei capelli che si adagiano sulla spalla, il piatto tavolato pettorale, siano da addebitare ad uno sguardo dato ancora ai crocifissi trecenteschi. Il Crocifisso, in gran parte dipinto, grazie a un intervento di restauro è stato riportato alla sua originale bellezza.

Il tappeto artistico

Nella Chiesa di San Michele negli anni cinquanta nasce il tradizionale tappeto artistico in onore del Santissimo Sacramento, grazie alla dedizione del rettore della Chiesa Monsignor Diego Taranto. Il tappeto in origine era realizzato con petali di fiori, adesso questi sono stati sostituiti da materiali alternativi, che garantiscono una maggiore varietà di tonalità (sale grosso, sabbia e segatura colorata). Molti giovani, ogni anno, partecipano alla realizzazione di questa opera d'arte temporanea.

La devozione all'Immacolata

Nella chiesa di S. Michele, la novena e la festa dell'Immacolata venivano celebrate per antichissima e tradizionale usanza all'alba, con vivo entusiasmo di tutto il popolo. Da questa chiesa l'8 dicembre di ogni anno si snoda la processione notturna della 'Mmaculatedda, una piccola statua della Vergine Immacolata, portata in processione per le vie del paese con le tradizionali "ciaccule di disa", ovvero fasci di ampelodesma. Questa processione nasce nel 1908, quando il calzolaio mastro Vincenzo Avila porta dalla sua casa alla Chiesa di San Michele una statua in cartapesta dell'Immacolata, per farla benedire dal rettore della Chiesa Sac. Antonino Amore. Il sacerdote volle che ogni anno quella statua venisse portata nella Chiesa di San Michele per la celebrazione della novena, visto che la tela dell'Immacolata che si trovava sull'altare maggiore era ormai molto deteriorata. L'antica statua è stata sostituita nel 1954, per interessamento del rettore Sac. Andrea Scandariato, con una nuova statua fatta realizzare da Luigi Santifaller.

Galleria d'immagini

Bibliografia Carlo Cataldo, Calatafimi Segesta: tra memoria e storia, Edizioni Campo, Alcamo 2008. Mons. Diego Taranto, Il SS. Crocifisso di Calatafimi e i ceti che da tre secoli lo festeggiano, 1997. Nicolò Mazzara, Calatafimi: Opere - Arte - Toponomastica e Canti popolari, Edizioni Sarograf, 1991. Notar Vito Pellegrino, Calatafimi Scoverto a' Moderni, Banca popolare cooperativa di Calatafimi, 1993.

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