Casa Ottolenghi, talvolta indicata anche come Villa Ottolenghi, è un'abitazione privata progettata dall'architetto italiano Carlo Scarpa, tra il 1974 e il 1979. È situata nel comune di Bardolino, nei pressi del lago di Garda in Veneto.
Storia Antefatti e commissione L'avvocato veneziano Carlo Ottolenghi, padre del proprietario Alberto, commissionò il progetto a Scarpa per via di una conoscenza personale, in seguito trasformatasi in un rapporto di amicizia. A permettere l'incontro tra i due fu Giuseppe Mazzariol, caro amico di Scarpa e professore alla IUAV e all'Università degli Studi di Venezia. Oltre ad aver contribuito alla stesura di alcune pubblicazioni riguardanti l'opera di Carlo Scarpa, Mazzariol l'aveva anche incaricato di realizzare il restauro della Fondazione Querini Stampalia di Venezia, della quale all'epoca era presidente. Il rapporto tra Mazzariol e Ottolenghi era anch'esso scaturito dalla condivisione di alcune esperienze professionali, ed era rafforzato dalla comune militanza dei due nelle file del Partito Socialista Italiano.Dal Co, p. 28
Quando nel 1974 Carlo Ottolenghi commissionò a Scarpa la realizzazione della casa, destinata al figlio Alberto, l'architetto stava realizzando uno dei suoi progetti più significativi, il Memoriale Brion di Altivole. Nonostante Ottolenghi fosse consapevole che la decisione di affidare il progetto ad un architetto esigente come Scarpa avrebbe comportato dei compromessi, anche per via del buon rapporto tra i due scelse di dare una certa libertà all'architetto veneto.Dal Co, p. 30
Realizzazione La famiglia Ottolenghi mise a disposizione per la costruzione un terreno di . Scarpa decise di rispettare gli ulivi e le viti già presenti, inserendo il fabbricato negli spazi liberi e in parte già dissodati del terreno. La posizione scelta per la casa era quasi adiacente ad uno degli angoli della proprietà, al contrario di altre opere di Scarpa come il Memoriale Brion e Villa Veritti in cui gli edifici erano posizionati al centro del lotto disponibile.
Nel giugno del 1975 il comune di Bardolino approvò i piani costruttivi, a cui in seguito furono apportate varie modifiche. Proprio per questo motivo non esistono delle planimetrie univoche firmate da Scarpa, ma solo quelle disegnate dopo la morte dell'architetto dai suoi assistenti Giuseppe Tommasi e Luigi Rodighiero.
Descrizione La casa ha un impianto portante costituito da nove pilastri cilindrici, composti da rocchi di calcestruzzo, pietra di Prun e di Trani. Questa soluzione strutturale contribuisce all'irregolarità della pianta dell'edificio, che non segue un concetto di visione unitaria. L'ambiente centrale è il soggiorno, articolato su varie altezze per seguire il naturale andamento del terreno.
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
Categoria:Architetture di Bardolino Categoria:Architetture di Carlo Scarpa Ottolenghi