Palazzo Perucca della Rocchetta è un palazzo storico di Torino costruito nella metà del Settecento in via Barbaroux 27Inizialmente il civico era 29 all'angolo con Piazzetta Università dei Mastri Minusieri, nel Quadrilatero Romano.
Dal 2016 il palazzo ospita, assieme all'attiguo Palazzo Siccardi, la biblioteca civica dedicata a Bianca Guidetti Serra.
Storia
La famiglia Perucca, di Livorno Ferraris da almeno quattro generazioni, riceve il titolo di Conte nel 1733 con feudo in Rocchetta Nervina nella persona di Gian Alberto Perucca, il cui padre Ludovico (morto nel 1737) fu avvocato e lo zio Giuseppe Maria (morto nel 1726) fu canonico e fondatore dell'opera pia di Loreto https://www.suorediloreto.it/Conventino/storia.htm a Livorno Ferraris A. Manno, Il Patriziato Subalpino, Vol. X, pp. 339-340, https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0100026591.
Il Conte Giovanni Alberto Perucca della Rocchetta (1709-1787) ha quindi bisogno di un immobile di rappresentanza nella capitale e a metà del Settecento dà incarico a Gian Giacomo Planteri, o più probabilmente ad un architetto della sua scuola, della costruzione del palazzo. Frequentando la corte sabauda, diventa direttore del Monte di San Giovanni Battista (da cui nacque la Compagnia di San Paolo) nel 1771 Walter E. Crivellin e Bruno Signorelli, Per una storia della Compagnia di San Paolo (1563-1853), Compagnia di San Paolo, Torino 2005 https://www.fondazione1563.it/pdf/storia-della-Compagnia-di-San-Paolo-(1563-1853)%E2%80%93Vol-II.pdf. Mantiene inoltre un'attività di mecenatismo finanziando i lavori della cattedrale livornese di S. Lorenzo e guadagnandosi una lapide commemorativa al suo interno Cfr. G. De Gregory, Istoria della vercellese letteratura ed arti, Torino, 1820, vol. III, p. IV, pp. 345-346; G. F. Giuliano, Biografie livornesi, Vercelli, 1970, pp. 95-97, https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0100021884, così come suo figlio Ignazio Ludovico Perucca della Rocchetta (che premorì al padre nel 1786), anch'esso mecenate della erigenda cattedrale livornese e anche lui commemorato con una lapide https://catalogo.cultura.gov.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0100021882.
Anche se non esiste alcun documento ufficiale al riguardo, le cronache dell'epoca riportano che il palazzo ospitò nel 1787 Giuseppe Balsamo conte di Cagliostro, occultista e avventuriero, dopo che Luigi XVI gli aveva ordinato di abbandonare la Francia. Torino fu una delle prime tappe della sua fuga, accompagnato dalla moglie Lorenza Serafina Feliciani, scegliendo questo palazzo per il suo soggiorno in base alla astrologia. In quel periodo infatti il palazzo ospitava il caffè Saturno, pianeta esoterico per eccellenza. Cagliostro tornò nel palazzo nel 1788 per una brevissima permanenza, poiché Vittorio Amedeo III non gradì il suo arrivo https://www.storiepiemontesi.it/1788-il-breve-soggiorno-torinese-del-conte-di-cagliostrohttps://iltorinese.it/2021/04/28/la-casa-di-cagliostro-mistero-in-via-barbaroux/.
L'edificio fu colpito da una bomba dirompente (novembre 1942) e incendiaria (settembre 1942) durante i Bombardamenti di Torino https://www.museotorino.it/view/s/07f1762672314a4f99558ab48a148996.
L'esistenza del caffè esoterico Saturno fu rievocata nel 1986 da un Trompe l'oeil dell'artista italo-americana Alessandra Panieri in collaborazione con Quirico Migheli e Luca Rastello, poi cancellato da successive ristrutturazioni dell'immobile Luca Rastello, Repubblica 24 settembre 2006, https://bct.comune.torino.it/sites/default/files/approfondimenti/2020-06/tocentro_rassegna_stampa_0.pdfhttps://bct.comune.torino.it/sites/default/files/approfondimenti/2020-06/tocentro_storia_palazzo_siccardi_0.pdf.
Venne occupato abusivamente in varie occasioni e fu oggetto di più progetti di riqualificazione fino a che, agli inizi degli anni Duemila, fu destinato a diventare parte della nuova sede della Biblioteca civica Torino Centro, con sala polivalente, archivio storico e archivio editoriale, inaugurata dopo un completo restauro nel maggio 2016 .
La proprietà è tuttora privata https://risorse.comune.torino.it/delibere//2018/2018_83479.pdf.
Descrizione Il palazzo costituisce uno dei più significativi e conservati esempi di palazzo settecentesco torinese. Presenta un caratteristico androne con volta a vela lunettata di tipo planteriano, il corpo centrale presenta una breve rientranza verso cortile, sottolineante il valore polare dell'androne nella sequenza scenografica degli spazi di ingresso e di cortile Politecnico di Torino, Dipartimento casa-città, Beni culturali ambientali nel Comune di Torino, Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino 1984.
Note
Bibliografia Luisella Pejrani Baricco, Francesca Bosman, Torino, Via Barbaroux 27. Indagini archeologiche a Palazzo Siccardi, in Quaderni della Soprintendenza archeologica del Piemonte, A. 26 (2011), p. 315-317 Patrizia Spagnolo, Palazzo Siccardi: la biblioteca che sembra un museo, Torino storia, A. 1 n. 10, Torino 2016, pp. 46-49
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