Madonna col Bambino dormiente è un dipinto a olio su tela (116 x 95 cm) realizzato da Giovanni Francesco Barbieri detto Guercino intorno al 1647 e conservato in una collezione privata. Storia La prima menzione documentaria dell’opera compare nel Libro dei conti del Guercino (1629–1666), redatto dal fratello Paolo Antonio Barbieri, che registra i pagamenti ricevuti e le spese sostenute dal pittore e dalla sua bottega; dopo la morte di Paolo Antonio nel 1649, il registro fu proseguito dagli altri familiari fino al 1666. Alla data 23 novembre 1647 si legge: «Da un Gentiluomo di Reggio, si è riceuto dopie di Spagna n° 17 che a L. 15 fanno L. 255 per Madonina che staua al mio letto.» Si tratta dunque di un'opera che il pittore aveva dipinto per sua devozione personale e che poi ha venduto. Il Malvasia menziona nella Felsina pittrice per l'anno 1647: «Una B.V. col Bambino che dorme al sig. Zanelletti di Reggio.» Siamo certi che si tratta dell'opera in oggetto perché non vi è menzione di una Madonna col Bambino addormentato in nessun'altra fonte antica o moderna.
Nel Libro dei conti nell'anno 1638 al numero 181 alla data 5 «ottobre Dal Mag.to Mj Sebastiano Butricella di Cento si è riceuto ducat.ni di Venezia n. 60. Per il quadro della Madonna col Puttino a L. 5,5 fanno Schudi 78 L. 3» e col numero 182 alla data del 22 ottobre: «Dal Sopra detto Butricella, si è riceuto L. 100 per intiero pagam.to del Quadro sopra detto, Schudi 25.» Sulla base di questi documenti, Nicholas Turner ha proposto di collegare il dipinto oggetto con questo pagamento registrato nel Libro dei conti del 1638. L’opera è passata sul mercato antiquario a Milano nel 2008.
Descrizione Il recente intervento di restauro ha restituito una lettura più completa del dipinto, rendendo nuovamente visibile il brano di paesaggio sul lato sinistro, in precedenza oscurato, nel quale si distinguono ora due figure di viandanti, protette dalla mole di una fortezza e, più in lontananza, affiancate da alcune case coloniche. Sul lato opposto, le figure della Vergine e del Bambino addormentato emergono su un fondale scuro, creando un netto contrasto spaziale che concentra l’attenzione sul gruppo sacro. Maria è raffigurata a mezza figura, seduta accanto a un cuscino, mentre sostiene il corpo del Figlio addormentato, con il capo reclinato sul suo petto; il gesto avvolgente delle mani e l’abbandono del Bambino accentuano il carattere intimo e silenzioso della scena. L’impostazione raccolta dell’immagine e l’assenza di elementi narrativi accessori suggeriscono una destinazione privata dell’opera, probabilmente per un ambiente domestico, come supporto visivo alla meditazione e alla preghiera serale; in questo contesto, lo svolgersi lento e continuo della vita quotidiana, evocato dal paesaggio sullo sfondo, in un mondo pacificato dalla nascita del Salvatore, stabilisce un parallelo tra la palingenesi della natura resa possibile dall’avvento di Cristo e l’aspirazione alla serenità nell’esistenza di ogni uomo, offrendo una possibile chiave di lettura del significato devozionale alla base di opere di questa tipologia.
Stile L’analisi della resa cromatica dei tessuti induce a mettere in dubbio la datazione del dipinto al 1638 proposta da Turner. Il lenzuolo di un rosso scuro disposto in primo piano, le ombre profonde che modellano le pieghe del cuscino bianco, così come l’impiego di rossi e blu intensi e pienamente definiti nella veste del Bambino e nel manto della Vergine, rimandano infatti a soluzioni cromatiche più tarde. Tali caratteristiche trovano riscontro soprattutto nelle opere eseguite da Guercino a Bologna intorno al 1647–1648, una fase particolarmente feconda della sua attività, collocabile circa un decennio dopo la datazione ipotizzata da Turner. In questo senso, il gruppo della Vergine col Bambino può essere accostato a quello raffigurato nella parte superiore della Visione di san Bruno, grande tela consegnata nell’ottobre del 1647 ai padri certosini di Bologna per l’altare maggiore della loro chiesa; analoghe affinità si riscontrano inoltre nel gruppo collocato in alto a sinistra della pala con l’Estasi di san Filippo Neri per la Chiesa di Santa Maria in Galliera, portata a termine dal Guercino appena un mese dopo.
Note
Bibliografia
Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti sulla Madonna col Bambino