La battaglia di Lipsia si svolse tra il 18 e il 20 aprile 1945, durante le fasi finali dell'invasione alleata della Germania nella seconda guerra mondiale.
Nel corso della sua offensiva attraverso la Germania centrale in direzione del corso del fiume Elba, il V Corps statunitense del generale Clarence R. Huebner ricevette il compito di catturare il centro di Lipsia, quinta città tedesca per numero di abitanti e importante polo industriale e culturale. Forzato il passaggio attraverso una catena di postazioni antiaeree che proteggeva Lipsia da ovest, i reparti di Huebner iniziarono l'assalto al centro abitato il 18 aprile 1945.
Pur inferiori in numero, le truppe tedesche a Lipsia opposero una resistenza fanatica combattendo strada per strada, ma i loro comandanti erano divisi sulla linea da seguire: il comandante della guarnigione militare, il colonnello Hans von Poncet, era intenzionato a battersi fino all'ultimo uomo, mentre il comandante della polizia cittadina, il generale Wilhelm von Grolman, considerava questa resistenza completamente insensata e suicida, e prese quindi contatto con gli statunitensi per affrettare la capitolazione della città. Alla fine, Poncet e gli ultimi irriducibili della guarnigione, asserragliati all'interno del monumento del Völkerschlachtdenkmal, furono convinti ad arrendersi nelle prime ore del 20 aprile, sancendo la fine della battaglia.
Antefatti Dopo aver attraversato il Reno nei giorni precedenti, il 1º aprile 1945 le punte avanzate della Ninth United States Army da nord e della First United States Army da sud si ricongiunsero a Lippstadt alle spalle della Regione della Ruhr, chiudendo in un'enorme sacca le forze tedesche ancora schierate lungo il Reno. Dentro la sacca della Ruhr rimasero intrappolate due armate della Wehrmacht e parte di una terza per un totale di più di soldati, costretti infine ad arrendersi il 18 aprile; le difese tedesche nel settore centrale del fronte occidentale furono completamente squarciate, aprendo agli Alleati la via per invadere la Germania centrale. Il Twelfth United States Army Group del generale Omar Bradley era ora pronto a sfruttare questo varco organizzando una rapida avanzata verso l'ultimo importante ostacolo geografico sul suo cammino, il corso del fiume Elba; nella convinzione di praticamente tutti gli alti ufficiali alleati sul fronte occidentale, superato l'Elba le forze di Bradley avrebbero quindi intrapreso la spinta verso l'obiettivo finale della campagna: la presa della capitale tedesca, Berlino.
All'inizio di aprile 1945 il Twelfth Army Group schierava in linea tre armate con cui sferrare la spinta verso est in direzione dell'Elba. La Third United States Army del generale George Smith Patton, schierata nel settore meridionale del fronte di Bradley, doveva dirigere a sud-est verso Chemnitz attraverso la regione collinare della Selva di Turingia, per poi spingersi ulteriormente verso sud per andare a liberare la Cecoslovacchia occidentale. La Ninth Army del generale William Hood Simpson, schierata nel settore settentrionale, doveva spingersi verso est fino a raggiungere l'Elba nella zona di Magdeburgo, passando a nord della regione montuosa dello Harz; infine la First Army del generale Courtney Hodges, schierata al centro delle forze di Bradley, doveva muovere parallelamente alle truppe di Simpson passando a sud dello Harz, puntando a raggiungere l'Elba nella zona di Dresda dopo aver preso strada facendo la grande città di Lipsia..
Per la sua spinta verso est Hodges schierava in linea due corpi d'armata, entrambi costituiti da una divisione corazzata e da due divisioni di fanteria; il V Corps del generale Clarence R. Huebner, schierato nel settore meridionale del fronte della First Army, doveva intraprendere la marcia su Lipsia. Le residue forze tedesche posizionate davanti agli statunitensi erano profondamente disorganizzate: dopo l'accerchiamento della Ruhr i tedeschi avevano tentato di ricostituire un fronte di resistenza riattivando l'11. Armee del generale Walther Lucht, incaricata di bloccare l'avanzata statunitense appoggiandosi alle montagne dello Harz; alle sue spalle un'ulteriore armata, la 12. Armee del generale Walther Wenck, doveva radunarsi per preparare una controffensiva che liberasse dall'accerchiamento le truppe tedesche intrappolate nella sacca della Ruhr. Questi piani erano quantomai fantasiosi: tanto le forze di Lucht quanto quelle di Wenck erano costituite da reparti messi insieme frettolosamente e alla rinfusa, spesso costituiti da reclute appena tratte dai centri di addestramento militare e dalle scuole ufficiali della Germania centrale; molte delle unità ufficialmente designate come "corpi d'armata" o "divisioni" erano in realtà kampfgruppe improvvisati, con organici ben al di sotto di quanto previsto per reparti con simili denominazioni..
La battaglia L'avvicinamento a Lipsia
Le forze del V Corps iniziarono la spinta verso est il 5 aprile 1945, muovendo dalla zona attorno a Kassel. Le due divisioni di fanteria di Huebner guidarono il primo assalto contro la linea difensiva frettolosamente ricostruita dai tedeschi davanti a loro: la 69th Infantry Division a sud dovette scontrarsi con il più organizzato tra i reparti dell'11. Armee tedesca, il LXVII. Armeekorps, il quale contese per due giorni agli statunitensi il passaggio del fiume Werra; alla fine, le truppe statunitensi riuscirono a prendere la cittadina di Hann. Münden dopo duri scontri e a stabilirsi sulla riva orientale del Werra. Più fortunato fu l'attacco della 2nd Infantry Division, davanti alla quale erano schierati solo degli improvvisati reparti di reclute tedesche provenienti dal centro di addestramento di Hofgeismar: gli statunitensi ruppero la linea tedesca e il 6 aprile passarono d'assalto il corso del fiume Weser. L'11. Armee ricevette l'ordine di allestire una nuova linea difensiva lungo il fiume Leine, ma non ne ebbe il tempo: l'8 aprile la 2nd Division catturò intatto un ponte sul fiume poco fuori Gottinga, proclamata "città aperta" dai tedeschi, mentre la 69th Division attraversò il corso d'acqua su imbarcazioni; il giorno successivo le due divisioni si erano già spinte rispettivamente a Duderstadt ed Heilbad Heiligenstadt, circa 16 chilometri a est di Gottinga, fronteggiando solo una debole resistenza..
Davanti al completo disfacimento della resistenza tedesca il 10 aprile Bradley, che fino a quel momento aveva imposto alle sue armate di mantenere un allineamento ordinato nella loro avanzata verso est, tolse ogni restrizione e ordinò ai reparti statunitensi di spingersi in avanti alla massima velocità possibile. Nel settore del V Corps Huebner portò quindi in prima linea i reparti corazzati della 9th Armored Division, i quali si posero alla testa dell'avanzata; per due giorni i reparti della divisione avanzarono praticamente senza opposizione in direzione del fiume Saale. Solo il 12 aprile gli statunitensi, arrivati ormai a otto chilometri di distanza dal corso del fiume, incontrarono una resistenza organizzata: questa era rappresentata da una catena di postazioni di cannoni antiaerei tedeschi disposta ad arco da Bitterfeld a nord fino a Zeitz a sud, allestista fin dal maggio 1944 e arrivata progressivamente a contare circa pezzi antiaerei di calibro compreso tra il 75 mm e il 128 mm, una delle maggiori concentrazioni di armi antiaeree di tutta la Germania. Raggruppati in batterie da 12 o 36 pezzi, i cannoni antiaerei erano coordinati dalla 14. FlaK-Division della Luftwaffe, il cui quartier generale era collocato nella stessa Lipsia. La catena di postazioni contraeree era stata intesa originariamente per fornire protezione dai bombardamenti aerei strategici degli Alleati a una serie di impianti industriali e chimici compresi nelle vicinanze di Halle, Merseburg e Weissenfels, ma nell'aprile 1945 era divenuta la prima linea difensiva della stessa Lipsia: i cannoni godevano di ampi campi di tiro nelle pianure a ovest del Saale, ed erano micidiali contro i carri armati statunitensi..
La catena di postazioni antiaeree davanti Lipsia era ben nota agli aviatori alleati, che nei mesi precedenti l'avevano accuratamente mappata, ma le forze aeree statunitensi non avevano trasmesso queste informazioni all'esercito e la 9th Armored Division incappò inaspettatamente in questa linea difensiva: il 12 aprile violenti combattimenti costarono alla divisione la distruzione di nove carri armati. Davanti a questa inaspettata resistenza Huebner ordinò un cambio di piani: la 9th Armored Division abbandonò la via diretta per Lipsia e fu dirottata a sud-est, con il compito di aggirare il centro urbano da meridione e di proseguire l'avanzata alle sue spalle verso il fiume Mulde; la 69th Division fu inviata sulla scia delle forze corazzate, con il compito di attaccare Lipsia da sud, mentre la 2nd Division doveva proseguire l'avanzata e muovere sulla città da ovest. I corazzati della 9th Armored Division si rimisero in marcia verso la Saale il 13 aprile, incontrando tuttavia una dura resistenza nei pressi di Weissenfels; alla fine, gli statunitensi scovarono a sud-ovest della città un ponte intatto sulla Saale e passarono il fiume di slancio, portandosi entro sera anche oltre il successivo corso d'acqua, l'Elster Bianco, nelle vicinanze di Zeitz. Per i due giorni successivi i corazzati statunitensi dovettero aprirsi la via attraverso l'intrico di postazioni antiaeree tedesche, raggiungendo infine il 15 aprile il corso della Mulde una trentina di chilometri a sud-est di Lipsia; il 16 aprile i reparti della 9th Armored Division passarono il fiume e raggiunsero Colditz, sede di un importante campo di detenzione per prigionieri di guerra alleati (Oflag IV-C).
Nel frattempo, la 69th Division aveva ingaggiato una dura battaglia con la guarnigione di tedeschi rimasta asserragliata a Weissenfels; la città cadde infine il 14 aprile, e i reparti della divisione passarono d'assalto la Saale a bordo di imbarcazioni. Sulla via diretta per Lipsia, la 2nd Division aveva dovuto ingaggiare una dura battaglia contro le difese tedesche degli impianti industriali attorno a Merseburg, riuscendo infine a conquistare la città il 15 aprile. Quella stessa notte, un reggimento statunitense riuscì ad attraversare la Saale passando su un ponte ferroviario parzialmente distrutto: sfruttando la copertura del buio, i fanti statunitensi riuscirono ad avvicinarsi abbastanza alle batterie dei cannoni antiaerei tedeschi per rilevarle e comunicarne via radio la posizione alla propria artiglieria, iniziando a neutralizzarle una dopo l'altra. Non avvezzi al combattimento terrestre, molti artiglieri della Luftwaffe abbandonarono le loro posizioni e fuggirono in direzione di Lipsia.
Gli scontri per la città