La Val di Cembra è una valle del Trentino posta sulla sinistra idrografica del fiume Adige: collocata in posizione centrale nella provincia, mette in comunicazione Trento e la Piana Rotaliana con le valli di Fiemme e Fassa, assieme alle quali forma la vallata scavata dal torrente Avisio. A differenza di Fiemme e Fassa, valli larghe e circondate da cime elevate, la Val di Cembra è una gola stretta e profonda scavata nel porfido, fiancheggiata da montagne di modesta altitudine. Il paesaggio della bassa e della media valle è caratterizzato da terrazzamenti naturali modellati da secoli a fini agricoli.
Nella valle, abitata fin dal Mesolitico, si sono succeduti Reti, Romani e Longobardi. Frammentata in varie unità ecclesiastiche e giurisdizionali nel Medioevo, da metà Ottocento acquisisce un'identità più unitaria. Le principali attività economiche sono l'agricoltura, rappresentata in massima parte dalla viticoltura e dalla conseguente produzione di vino, e l'estrazione del porfido, mentre il turismo è nettamente meno sviluppato rispetto a Fiemme e Fassa.
Culturalmente e politicamente, la valle si considera composta dai comuni che rientrano nella Comunità della Valle di Cembra, ossia Giovo, Cembra Lisignago e Altavalle in sponda destra, e Albiano, Lona-Lases, Segonzano e Sover in sponda sinistra. Dal punto di vista geografico però la Val di Cembra inizia più a monte, alla stretta di Stramentizzo, appena a valle dell'abitato di Molina di Fiemme: essa comprende così le comunità di Capriana, Valfloriana e Stramentizzo, che tuttavia sono sempre state legate a Fiemme.
Geografia fisica Geologia
Per oltre metà del suo corso, partendo dalla sorgente sulla Marmolada, l'Avisio scorre nelle Dolomiti, formando le valli di Fassa e Fiemme. A partire dalla stretta di Stramentizzo, dove il torrente riceve in sponda sinistra il Rio Cadino, comincia la Val di Cembra; essa termina alla forra di San Giorgio, dopo la quale l'Avisio s'immette in Val d'Adige con un conoide di deiezione largo e lungo . Talvolta viene incluso nella Val di Cembra tutto il tratto terminale del torrente, fino alle sue foci presso il Ponte dei Vodi.
Lunga , disposta sull'asse nordest-sudovest e delimitata da rilievi di modesta altitudine, la valle si presenta come una profonda incisione scavata nell'orlo meridionale della piattaforma porfirica atesina, una formazione vulcanica di epoca paleozoica. Il substrato roccioso è costituito interamente da rioliti, nello specifico porfidi quarziferi formatisi nel Permiano inferiore (270 milioni di anni fa). Le parti alte dei versanti sono state modellate dai ghiacciai, un'origine evidente soprattutto sulle cime della sponda sinistra, smussate e arrotondate dall'azione erosiva e ricoperte di striature e scalfitture; sono frequenti i massi erratici, altra testimonianza della passata attività glaciale. I versanti bassi sono, invece, il risultato della pura erosione fluviale di quello che era il fondovalle wurmiano: al termine dell'ultima glaciazione la valle dell'Avisio si trovò sopraelevata rispetto a quella dell'Adige, che era più bassa, e il torrente procedette quindi a un'erosione retrograda, tuttora in atto, che ha formato un canale estremamente angusto.
Nella parte più a monte, la Val di Cembra è caratterizzata da versanti ripidi, rocciosi e spogli, che storicamente hanno scoraggiato tanto l'insediamento quanto la coltivazione. Proseguendo verso la foce si trovano invece vari terrazzamenti naturali, posti tra i 200 e i 350 metri dal fondovalle e spesso separati da gole e vallette laterali: questi gradoni sono stati prodotti dai depositi morenici di ghiaie, ciottoli fluviali, sabbie e frammenti di porfido lasciati durante l'interglaciazione Riss-Würm e successivamente riscavati dall'acqua. La formazione di morene risulta notevole anche nelle valli laterali, in particolare in quelle del Rio Brusago e del Rio Regnana. Nella valle del Regnana, l'erosione piovana del manto morenico, profondo fino a quaranta metri, ha formato le piramidi di Segonzano (in dialetto òmeni de Segonzàn): si tratta di piramidi di terra, di varie forme e dimensioni (coniche, con o senza masso sulla cima, oppure a lama), un fenomeno unico in provincia, ma che conta numerosi esempi in Alto Adige.
Sul lato destro la valle è separata dalla Bassa Atesina, per quasi tutta la sua lunghezza, dal Dossone di Cembra, un altopiano composto da varie cime (da nord: Monte Corno, ; Dosso del Colle, ; Monte dell'Orso, ; Lasta di Belvedere, ; Monte Novalìne, ; Monte Castión, ; Monte Pincaldo, ; Monte di Cembra, ; Monte Speggia, ): esso è largo nel punto a nord-est, presso il passo di San Lugano (), e si restringe procedendo verso sud-ovest fino ad arrivare ai in corrispondenza della Croce delle Serre a Giovo (). Chiude la fila il calcareo e solitario Monte Corona (), che si affaccia sulla Piana Rotaliana. Più complesso e movimentato è il fianco sinistro della valle: nel primo tratto è delimitato dalle punte meridionali del Lagorai, con varie vette tra cui Cimón del Trés (), Pala delle Buse () e Monte Fregasoga (); seguono il Dosso di Segonzano (), con la propaggine del Doss Venticcia () che sporge verso il fiume strozzando la valle e facendola brevemente deviare in senso est-ovest, e il Ceramonte (), che la separano dall'Altopiano di Piné. Nell'ultimo tratto, a fare da sponda sono le estremità settentrionali del Monte Calisio, in particolare il Monte Gorsa () e il Monte Barco ().
Idrografia
Il torrente Avisio percorre il suo tratto finale in Val di Cembra, con una pendenza media del 18%, prima di gettarsi nell'Adige nel comune di Lavis; incassato tra strette gole, spesso non è visibile dai paesi. Il suo bacino idrografico copre un'area di , sui circa complessivi delle valli dell'Avisio. Poco dopo l'imbocco della valle, la diga di Stramentizzo sbarra il corso del torrente e, tramite una galleria, ne convoglia parte delle acque all'Adige presso la centrale di San Floriano situata nella valle parallela a Egna, in Alto Adige; il fiume che esce dal lago artificiale di Stramentizzo, quindi, può quasi essere considerato un corpo d'acqua a sé stante.
Prima che il suo corso venisse irregimentato a scopo idroelettrico, l'Avisio era un corso d'acqua altamente imprevedibile, con una portata che, dai al secondo nei periodi di magra (estate e inverno), poteva raggiungere, ed eccezionalmente superare, i al secondo durante le piene. Nella Val di Cembra ha numerosi affluenti su entrambi i versanti: si tratta in gran parte di corsi d'acqua a carattere torrentizio, di portata modesta, in forte pendenza e di breve tragitto, spesso lunghi non più di . In destra orografica si contano oltre quindici immissari, che hanno formato vallette piccole e profonde: tra questi i più degni di nota sono Rio dei Molini, Rio dei Pezzi, Rio Scorzài e Rio Ischiele. In sponda sinistra ve ne sono oltre venti, fra cui i principali sono Rio delle Seghe (o Rio Longo), Rio Brusago e Rio Regnana.
All'altezza di Lases si dirama, insinuandosi tra l'Altopiano di Piné e il Monte Calisio, il solco che l'Avisio percorreva anticamente, quando si gettava nel Brenta prima di essere catturato dal bacino dell'Adige. All'imbocco di questo canale si trova il Lago di Lases, l'unico in sponda sinistra nonché il più grande della valle dopo quello artificiale di Stramentizzo.
In sponda destra, alcuni laghi di modeste dimensioni punteggiano il Dossone di Cembra, residui di antichi bacini glaciali: il maggiore è il Lago Santo (), sul monte Vallaccia sopra a Cembra, mentre tra i minori vanno citati il Lago Nero () sul Monte Corno sopra Capriana, il Laghetto di Vedes () sopra Grumes e il Lago di Valda (); tutti sono in fase più o meno avanzata d'intorbamento.
Ambiente In Val di Cembra il tessuto urbano consta di centri abitati dall'estensione limitata e di una rete viaria a carattere locale, mentre la copertura è prevalentemente boschiva e secondariamente agricola; questo, unitamente al fatto che l'alveo dell'Avisio in molti punti è una forra inaccessibile o quasi, la rende una delle valli meno antropizzate del Trentino. I vari segmenti del corso del torrente a valle della diga di Stramentizzo, anche se soggetti a variazioni del regime idrologico per scopi idroelettrici, ottengono nell'indice di funzionalità fluviale i gradi più alti, ossia "buono" o "elevato".
Nella valle vi sono varie aree protette, fra cui le Riserve Naturali Provinciali "Prati di Monte", "Laghetto di Vedes", "Paluda La Lot" e "Lago Nero" e i biotopi "Lagabrun", "Lona-Lases", "Monte Barco" e "Lac de Montesel".
Dal 2011 è attiva la Rete di Riserve Val di Cembra Avisio, la quale si occupa di tutela, educazione ambientale e valorizzazione del territorio; al 2026 ne fanno parte tutti i comuni della valle, inclusi Valfloriana e Capriana, le comunità territoriali di Val di Cembra e Val di Fiemme e alcune ASUC.
Clima
Geologicamente, le due sponde sono relativamente simili, ma la diversa esposizione solare e le variazioni di quota producono un panorama ambientale piuttosto variegato; la sinistra orografica, meno esposta al sole, è più fredda, umida e piovosa; emblematico il caso di Gresta, paese che perde completamente il sole tra novembre e marzo.
La valle ha un'altitudine media collinare e un clima misto fra prealpino e continentale, con una temperatura media annua di attorno ai 600 metri, ovvero più bassa rispetto a quella del fondovalle atesino. Storicamente, d'inverno, la temperatura minima supera raramente i 2-3 gradi, restando sotto zero nell'80% dei giorni; è altresì frequente l'inversione termica, con l'aria fredda che ristagna nel fondovalle, a causa della quale in Val di Cembra si registrano temperature più miti rispetto alla Val d'Adige, specie di notte e con cielo sereno. Va notato che il riscaldamento globale sta facendo aumentare i giorni estivi in cui si superano i , storicamente limitati a una dozzina, e al contempo riduce le giornate invernali in cui il termometro scende sotto zero.
Come per tutte le valli alpine, una buona parte delle precipitazioni è dovuta all'effetto Stau. Annualmente si registrano in genere di pioggia, oltre 200 in più rispetto a Bolzano (che dista appena ), ma ben 600 in meno rispetto alla fascia prealpina (a a sud). I giorni piovosi rappresentano in media un terzo del totale, più frequenti in autunno per via del passaggio di perturbazioni atlantiche, meno in inverno. In estate, i temporali di calore raramente si formano localmente in Val di Cembra, e quelli che più comunemente si formano a est difficilmente si spostano qui; essi possono comunque verificarsi come parte di una perturbazione su larga scala. Per contro, Cembra è la valle del Trentino più soggetta a grandinate, che avvengono generalmente tra maggio e settembre; probabilmente la causa è da ricercare nell'assenza di montagne particolarmente alte, che costituiscono un ostacolo ai fronti di aria fredda che provocano la grandine. Per le nevicate, che si verificano di solito dalla seconda metà di novembre fino a inizio marzo, si può stimare che l'accumulo annuo medio vada dai alle quote basse ai alle quote alte, ma la variabilità da un anno all'altro è altissima. Se la perturbazione è preceduta da un'inversione termica, la neve raggiungerà il fondovalle; altrimenti si fermerà a quote superiori a 800 metri. Nella stagione fredda, ampie parti del fondovalle restano perennemente all'ombra, favorendo una notevole formazione di brina, tanto che a volte il paesaggio sembra imbiancato senza che vi sia stata alcuna nevicata.