Biografia Nacque a Cornuda (provincia di Treviso) il 31 gennaio 1894, figlio di Emilio e Amelia Vedana.. Arruolatosi nel Regio Esercito fu assegnato alla specialità alpini.. Combatté durante la prima guerra mondiale, raggiungendo il grado di capitano all'età di 23 anni. Dal 10 giugno 1917, come comandante della 257ª Compagnia mitraglieri del 6º Reggimento alpini, combatté durante la battaglia dell'Ortigara, venendo decorato di una medaglia d'argento al valor militare.. Terminata la Grande Guerra sposò la signorina Teresa Carmen Masotti, da cui ebbe tre figli: Gino nel 1919, Emilio nel 1921 e Cosetta nel 1927.

Dopo l'entrata in guerra del Regno d'Italia, avvenuta il 10 giugno 1940, si trovava presso il battaglione alpini "Gemona", 8º Reggimento alpini, in forza alla 3ª Divisione alpina "Julia". A partire dal 28 ottobre prese parte alla campagna contro la Grecia, assumendo il comando del battaglione nel dicembre 1940, sostituendo il maggiore Antonio Perelli colpito da nefrite.. Per il coraggio dimostrato in combattimento venne decorato con una seconda medaglia d'argento al valor militare. Terminate le operazioni il battaglione alpini "Gemona" rimase in Grecia fino al 28 marzo 1942, quando si imbarcò sul piroscafo Galilea che salpò da Patrasso come parte di un convoglio navale. Il Galilea fu affondato da un sommergibile britannico, e dei 1.000 appartenenti al battaglione "Gemona" perirono in 872..

Dopo la tragedia del Galilea egli venne incaricato di riorganizzare il Battaglione alpini “Gemona, di cui assunse il comando. Assegnata all'ARMIR la 3ª Divisione alpina "Julia" partì per combattere sul fronte orientale contro l'Unione Sovietica. Destinata ad operare nel Caucaso, la divisione fu invece mandata nell'ansa del Don.. Il 16 dicembre 1942 l'Armata Rossa lanciò l'Operazione Piccolo Saturno contro le posizioni tenute dall'8ª Armata. Il 30 dicembre 1942, nella zona di Nowo Kalitwa, i russi attaccarono quota "Signal" (176,2 msl), un elemento quest'ultimo difeso dai tedeschi e molto importante per la linea difensiva dell'8º Reggimento alpini. Per cercare di respingere l’attacco venne richiesto l’intervento del Battaglione "Gemona" che mandò la 69ª Compagnia.. Poco prima delle 12:00, non ricevendo notizie sul risultato dell’azione, decise di recarsi in prima linea per avere notizie di prima mano. Sporgendosi da una trincea venne però ferito da alcune pallottole di una raffica di mitragliatrice che lo colpirono in più parti del corpo. Sull’ambulanza che lo trasportava all’ospedale da campo, venne fatto salire anche il figlio Gino, tenente della 13ª Batteria, Gruppo "Conegliano", 3º Reggimento artiglieria da montagna, colpito anch’esso da una pallottola. Subito dopo salito il figlio, si spense sull’ambulanza. Il 31 dicembre, in mezzo alla neve, gli fu fatto il funerale alla presenza del generale Gabriele Nasci e di suo figlio Gino. Fu insignito della terza medaglia d'argento al valor militare. Negli anni cinquanta del XX secolo a lui, e al fratello Luigi, venne intitolata la caserma di San Vito al Tagliamento..

Onorificenze

Note

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