La stibioclaudetite (simbolo IMA: Scld) è un raro minerale del gruppo della claudetite; appartiene alla famiglia degli "ossidi e idrossidi" e possiede composizione chimica .

Etimologia e storia La stibioclaudetite prende il nome per via della sua relazione con la claudetite e per la sua composizione chimica (il prefisso deriva da stibium, il nome latino dell'antimonio). A sua volta la claudetite prende il proprio nome in onore di Frédéric Just Claudet (1826 - 1906), chimico che per primo descrisse questo minerale.

Classificazione Nella classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009, la stibioclaudetite compare con il nome provvisorio IMA 2007-028 ed è elencata nella classe "4. Ossidi (idrossidi, V[5,6] vanadati, arseniti, antimoniti, bismutiti, solfiti, seleniti, telluriti, iodati)" e da lì nella sottoclasse "4.C Metallo:Ossigeno = 2:3, 3:5 e simili"; questa viene ulteriormente suddivisa in base alla dimensione del cationi coinvolti, in modo tale da trovare la stibioclaudetite nella sezione "4.CB Con cationi di media dimensione" dove forma il sistema nº 4.CB.45 insieme alla claudetite.

Tale classificazione viene mantenuta invariata nell'edizione successiva proseguita dal database "mindat.org".

Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß la stibioclaudetite è elencata nella classe degli "ossidi" e nella sottoclasse degli "ossidi con rapporto metallo:ossigeno di 2:3 (M2O3 e composti correlati)" dove forma il sistema nº IV/C.01 insieme a claudetite, valentinite e auroantimonato.

Anche la classificazione secondo Dana, usata principalmente nel mondo anglosassone, elenca la stibioclaudetite nella famiglia degli "ossidi e idrossidi"; qui è nella classe degli "ossidi" e nella sottoclasse degli "ossidi semplici con carica cationica 3+ (A2O3)" dove forma il "gruppo della claudetite" con il numero di sistema 04.03.10 insieme a bismite e claudetite.

Abito cristallino La stibioclaudetite cristallizza nel sistema monoclino nel gruppo spaziale P21/m con le costanti di reticolo a = 4,5757 Å, b = 13,1288 Å, c = 5,4216 Å e β = 95,039°, oltre ad avere 4 unità di formula per cella unitaria.

Origine e giacitura La stibioclaudetite è stata rinvenuta come fase figlia in inclusioni fluide all'interno di pegmatiti granitiche, ma è stata trovata anche in una cavità all'interno di tennantite massiva proveniente da una zona ossidata. La paragenesi è con leiteite, ludlockite, quarzo e smithsonite.

Il minerale è piuttosto raro ed è stato trovato solo in pochi siti sparsi per il mondo: la località tipo, la miniera di Tsumeb () (Namibia); a Wet Swine Gill ad Allerdale (Cumbria, Inghilterra); presso Guttaring (in Carinzia, Austria); nella miniera di Borgofranco (a Borgofranco d'Ivrea, Piemonte) e Pira Inferida presso Gonnosfanadiga (Sardegna), entrambi in Italia; nella miniera nº 45 di Plaka a Lavreotiki (Grecia); nel deposito di oro-antimonio di Zlatá Idka (distretto di Košice-okolie, Slovacchia).

Forma in cui si presenta in natura La stibioclaudetite forma cristalli di dimensioni fino a 6 mm. Il minerale è trasparente con lucentezza adamantina, è incolore e il colore dello striscio è bianco.

Note

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