Il governo Evangjeli IV è stato il 27º governo dell'Albania, in carica dall'11 gennaio 1933 al 21 ottobre 1935, per un totale di 2 anni, 9 mesi e 10 giorni.

Storia

Formazione Dopo le elezioni parlamentari dell'autunno 1932, l'insoddisfazione anti-italiana e antigovernativa era sempre più diffusa in tutto il paese: nonostante la contrarietà di re Zog I, il governo guidato da Pandeli Evangjeli sembrava più propenso ad accettare l'ultimatum dell'Italia, che premeva per un'unione doganale e commerciale tra i due Paesi. Questo provocò l'indignazione dell'opinione pubblica, che premeva per l'istituzione di un governo nazionalista intransigente, e così il 7 dicembre Evangjeli rassegnò le dimissioni.

Dopo un mese Zog I nominò nuovamente a sorpresa Evangjeli come Primo ministro, che riconfermò solamente Musa Juka come Ministro degli affari interni, mentre scelse figure nuove alla guida degli altri ministeri; nonostante questa apparente scelta di cambiamento, il governo rimaneva uno strumento nelle mani del sovrano, dato che, come riferiscono fonti dell'epoca, i ministri non tenevano riunioni di gabinetto anche per settimane intere e, quando il re era assente, rimandavano le decisioni al suo rientro.

La riforma dell'istruzione Il nuovo Ministro dell'istruzione Mirash Ivanaj portò avanti l'attuazione della legge sulla nazionalizzazione della scuola, introdotta l'anno precedente dal suo predecessore Hilë Mosi, e già il 22 aprile 1933 fece approvare un emendamento alla Costituzione che rimosse il diritto di istituire scuole confessionali e private e consentì il divieto di introdurre nel Paese prodotti editoriali di proprietà o curati da stranieri: come risultato di ciò, sessantasette scuole chiusero in tutto il Paese, tra cui ventisette scuole francescane e gesuite nell'Albania settentrionale e dieci scuole ortodosse nell'Albania meridionale, così come la scuola protestante di Coriza e la Scuola di musica di Tirana, le università più prestigiose dell'Albania. Iniziò anche il processo di nazionalizzazione delle istituzioni educative gestite dall'estero; le prime vittime furono la prestigiosa Scuola Professionale Americana fondata a Tirana nel 1921 e quattro scuole professionali italiane istituite negli anni precedenti, le scuole aromune e serbe ricevettero personale docente albanese e molte scuole per la minoranza greca furono chiuse. La legge sull'istruzione pubblica nazionale, preparata dal Ministero dell'istruzione presieduto da Ivanaj, fu infine adottata dall'Assemblea nazionale albanese il 26 settembre 1934, introducendo così l'istruzione obbligatoria fino alla quinta classe della scuola primaria e l'albanese come lingua di insegnamento quasi ovunque.

Il risultato di questa riforma fu quello di gettare il sistema scolastico albanese, già precario, in una situazione ancora peggiore: numerosi furono gli atti di protesta da parte di Paesi come l'Italia, gli Stati Uniti e la Grecia, che porterà la questione prima davanti al Consiglio della Società delle Nazioni e successivamente alla Corte permanente di giustizia internazionale, la quale si esprimerà a favore delle argomentazioni del governo greco, obbligando così il governo albanese a riaprire le scuole per le comunità greche in Albania.

Politica estera ed economica La situazione economica continuò ad essere gravata pesantemente dalla continue pressioni italiane e dalla ferma volontà del sovrano di non cedere a queste: mentre il governo italiano chiedeva l'unione doganale, il monopolio dell'industria dello zucchero, delle reti telegrafiche ed elettriche, la sostituzione degli ufficiali della gendarmeria britannica con ufficiali delle forze dell'ordine italiane, l'insegnamento obbligatorio della lingua italiana nel sistema scolastico albanese e la facilitazione amministrativa dell'insediamento dei cittadini italiani, Zog prese invece misure di austerità per scongiurare il rischio della bancarotta imminente.

Nonostante a inizio anno il re avesse predisposto un piano di rimborso del debito, questo non venne mai presentato al governo di Mussolini, in quanto l'ambasciatore a Tirana Armando Koch lo considerava una modifica unilaterale degli accordi esistenti. Ad agosto invece il governò italiano inviò una nuova lettera, dove ribadiva le precedenti richieste, ma incluse anche ulteriori elementi per consolidare il controllo militare italiano nel Paese, soffocando i timidi tentativi di collaborazione con i vicini nell'area balcanica (Grecia e Jugoslavia in primis).

Spazientito dall'atteggiamento dell'esecutivo albanese, il 23 giugno 1934 Mussolini diede ordine alla flotta adriatica italiana di entrare nel porto di Durazzo senza le consuete formalità di preavviso o saluto, provocando l'immediata reazione difensiva del governo Evangjeli e del suo Ministro degli affari esteri Xhaferr Vila, che inviò una nota di protesta all'ambasciatore Koch. Il governo italiano fornì spiegazioni contradditorie su quanto accaduto e, nonostante l'ammiraglio Giuseppe Cantù avesse chiesto e ottenuto lo sbarco di alcune unità militari, Zog e il governo non si lasciarono intimidire dalla dimostrazione di forza italiana, ottenendo il ritiro di tutta la flotta il 3 luglio successivo.

Le continue trattative continuarono, più o meno duramente, fino alla fine dell'anno, mentre nel frattempo l'Albania aveva stabilito relazioni diplomatiche anche con l'Unione Sovietica, nella speranza di allentare la morsa opprimente italiana; nel gennaio del 1935 ottenne 3 milioni di franchi d'oro dal governo italiano e a giugno il nuovo ambasciatore Mario Indelli presentò un piano di cooperazione, senza alcune delle disposizioni più dure dell'ultimatum dell'anno precedente.

Politica interna Anche durante il mandato di questo governo, l'insoddisfazione popolare per l'esecutivo e per la graduale ascesa dell'Italia fascista continuava ad aumentare: nell'aprile del 1934 alcuni ex ufficiali militari fondarono un'organizzazione segreta per deporre Zog e combattere l'influenza italiana, alla quale si unirà alcuni mesi più tardi anche il gruppo comunista Munka di Coriza.

Il 13 febbraio 1935 venne indetta un'aministia per i condannati alla cospirazione del 1932, tra i quali anche Kostandin Çekrezi, il quale guiderà il 14 agosto una nuova rivolta nella città di Fier, sorta spontaneamente per il malcontento della popolazione (anche se fonti storiche non escludono il coinvolgimento degli italiano come fomentatori della rivolta). Nonostante la rivolta non rappresentasse una vera minaccia, il ministro Juka mise in moto una repressione durissima, tanto da ricevere critiche a livello internazionale.

Dimissioni Proprio a causa della repressione sproporzionata nei confronti dei rivoltosi di Fier, di cui l'opinione pubblica riteneva responsabile non solo Juka, ma il governo intero, il 16 ottobre 1935 Pandeli Evangjeli - esattamente quattordici anni dopo aver prestato giuramento per la prima volta come Primo ministro dell'Albania - rassegnò le dimissioni, ponendo fine all'esperienza di governo. Zog I decise allora di rinnovare completamente l'esecutivo, nominando Mehdi Frashëri come Primo ministro, il quale scelse come ministri tutte figure nuove della politica albanese.

Compagine di governo

Appartenenza politica L'appartenenza politica dei membri del Governo era la seguente: PartitoPrimo ministroMinistriTotaleIndipendenti156Totale156 L'appartenenza politica dei membri del Governo al momento delle dimissioni era la seguente: PartitoPrimo ministroMinistriTotaleIndipendenti167Totale167

Provenienza geografica La provenienza geografica dei membri del Governo alla sua formazione si può così riassumere, secondo l'odierna suddivisione amministrativa: PrefetturePrimo ministroMinistriTotale 1 -1 -22 -22 -11Estero -11

Composizione

Ufficio del Primo ministroCaricaTitolarePartitoPrimo ministroPandeli EvangjeliIndipendenteMinisteriMinistriPartitoGiustiziaVacanteFino al 17/01/1933Vasil AvramiDal 17/01/1933IndipendenteAffari esteriXhaferr VilaIndipendenteAffari interniMusa JukaIndipendenteFinanzeAbdurrahman DibraIndipendenteIstruzioneMirash IvanajFino al 30/08/1935IndipendenteDhimitër BeratiAd interim (Dal 30/08/1935)IndipendenteLavori pubbliciSandër SaraçiFino al 18/06/1935IndipendentePandeli EvangjeliAd interim (Dal 18/06/1935)IndipendenteEconomia nazionalePandeli EvangjeliAd interim (Fino a marzo 1933)IndipendenteMusa JukaAd interim (Da marzo 1933 al 14/06/1934)IndipendenteDhimitër BeratiDal 15/06/1934IndipendenteFonti:

Note

Esplicative

Bibliografiche

Bibliografia Kastriot Dervishi, Kryeministrat dhe ministrat e shtetit shqiptar në 100 vjet: Anëtarët a Këshillit të Ministrave në vitet 1912–2012, jetëshkrimet e tyre dhe veprimtaria e ekzekutivit shqiptar, Tirana, Shtëpia Botuese 55, 2012, Bernd Jürgen Fischer, King Zog and the Struggle for Stability in Albania, East European Monographs, 1984, Owen Pearson, Albania and King Zog: Independence, republic and monarchy 1908–1939, Centre for Albanian Studies, 2004, Roland Qafoku, Historia e 33 kryeministrave të Shqipërisë nga Ismail Qemali te Edi Rama, Tirana, Onufri, 2017,

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