La casina Vignola Boccapaduli è un edificio storico di Roma.

Storia La casina prende il suo nome da Prospero Boccapaduli, curatore del Campidoglio, che nel 1538 la acquistò da un certo Giacomo De Nigris e la trasformò in una dimora. Venne detta anche Vignola o del Vignola per una generica somiglianza con gli edifici di Jacopo Barozzi da Vignola, architetto attivo nella Roma del tempo, anche se in realtà il vero artefice delle sue forme attuali è ignoto. Per questo è più probabile che il termine Vignola indicasse semplicemente che la casina si trovava in una "piccola vigna", venendo poi ricondotto al nome dell'architetto emiliano.

L'edificio era in origine situato circa 300 metri più a sud-est della collocazione attuale, a ridosso delle Terme di Caracalla. Fu smontato e ricostruito agli inizi del XX secolo per interessamento degli archeologi Corrado Ricci e Rodolfo Lanciani, nonché di Guido Baccelli, ministro della pubblica istruzione (dicastero allora competente), nell'ambito della creazione, da lui propugnata, della Passeggiata archeologica. L'incaricato fu Pietro Guidi, che si concesse alcune personalizzazioni in corso d'opera. Lo spostamento della casina fu compiuto nel 1911 e la Passeggiata archeologica fu inaugurata il 21 aprile 1917.

Nel 1964 la casina fu concessa da Ugo La Malfa, ministro del bilancio, all'Istituto romano per la storia d'Italia dal fascismo alla resistenza (IRSIFAR) di Ferruccio Parri. L'istituto lasciò l'edificio nel 1989, a fronte del degrado della palazzina, che comunque ricevette restauri nel 1992 e poi ancora nel 1999.

Dopo ulteriori lavori di restauro, la casina è stata riaperta nel dicembre 2025 dalla Sovrintendenza capitolina ai beni culturali di Roma Capitale come punto informativo, rivolto a cittadini e turisti, sia per la circostante area archeologica centrale sia per la via Appia Antica che qui originava, nonché per la vendita di biglietti sia del sistema dei musei civici sia dei monumenti del Parco archeologico dell'Appia Antica.

Descrizione L'edificio, posto su un basamento con gradini, presenta al piano terra un portico di travertino, costituito da tre arcate nella parte anteriore e due sui lati, sopra le quali si trova un fregio dorico. Al piano nobile si aprono finestre architravate.

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