Quello che possiamo sapere è un romanzo di Ian McEwan pubblicato in Inghilterra da Jonathan Cape nel 2025 e in Italia da Einaudi Supercoralli nello stesso anno.
Trama Il romanzo si sviluppa su due piani temporali paralleli e speculari, legando insieme il nostro passato recente e un futuro distopico segnato dal cambiamento climatico.
Il passato (2014). La storia si apre nell'ottobre del 2014 durante una cena tra amici nel mondo "pre-disastro". In questa occasione, il celebre poeta Francis Blundy recita e dedica alla moglie Vivien un poemetto d'amore intitolato "Una corona per Vivien". L'opera non verrà mai pubblicata e, con il passare del tempo, se ne perderanno completamente le tracce, trasformandosi in una specie di leggenda letteraria. Attorno alla figura di Blundy, di Vivien e del primo marito di lei, si consumano passioni, tradimenti, segreti e persino un delitto rimasto impunito.
Il futuro (2119). Un secolo più tardi, nel 2119, la Terra è stata devastata dal "Grande Disastro", una catastrofe ambientale che ha causato l'innalzamento dei mari e sommerso gran parte dei continenti (trasformando l'Inghilterra in un arcipelago). La società si è sgretolata e l'umanità sopravvissuta guarda con rabbia e risentimento alle generazioni di inizio millennio, colpevoli di aver ignorato i segnali della crisi climatica. In questo scenario si muove Thomas "Tom" Metcalfe, uno studioso di letteratura e filologo specializzato proprio nel blocco culturale 1990-2030.
L'intreccio. Thomas è letteralmente ossessionato dal ritrovare il poema perduto di Blundy. Iniziando a indagare tra i pochi frammenti e documenti scampati alla distruzione, lo studioso riesce a ricostruire non solo il percorso del testo, ma anche l'intricato mistero amoroso e criminale che ha legato i protagonisti di quella cena del 2014.Attraverso questa ricerca, che si tinge quasi di giallo letterario, McEwan riflette sui limiti della memoria storica, su quanto sia possibile conoscere davvero delle vite altrui e sulle verità nascoste che il passato ci lascia in eredità.
Accoglienza critica In una recensione anonima apparsa in anteprima su Kirkus Reviews, il libro è stato classificato come narrativa distopica e descritto come un "tour de force filosoficamente denso". Kevin Power del Guardian ha interpretato il libro come un commento sul movimento liberale nel mondo post-Brexit, osservando che McEwan indossa i panni di un "critico liberale del liberalismo" e "ci costringe a considerare le conseguenze morali di una catastrofe globale".
Scrivendo per il New York Times, Dwight Garner ha definito il libro "la cosa migliore che McEwan abbia scritto da anni" e "intrattenimento di alto livello". Garner ha elogiato i numerosi temi esplorati da McEwan, tra cui il significato della storia e dell'eredità.
Note
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