Kroton (; , Croton o Crotona) fu una polis achea della Magna Grecia, sorta alla fine dell'VIII secolo a.C. sul sito dell'odierna Crotone, lungo la costa del Mar Ionio nell'attuale Calabria; tra il VI e il V secolo a.C. la città divenne uno dei maggiori centri politici e culturali della Magna Grecia, raggiungendo l'apogeo dopo la distruzione di Sibari nel 510 a.C..

Alla storia di Kroton sono legati la scuola pitagorica fondata da Pitagora, una celebre tradizione atletica e medica e il grande santuario extraurbano di Hera Lacinia a Capo Colonna; dopo il predominio esercitato su parte dell'Italia greca, la città attraversò una lunga fase di conflitti con le altre potenze dell'Italia meridionale e della Sicilia, entrando infine nell'orbita di Roma e divenendo colonia romana nel 194 a.C..

Storia

Fondazione e periodo arcaico Le indagini archeologiche hanno documentato nell'area della futura colonia materiali riferibili alla tarda età del bronzo e alla prima età del ferro, riconducibili a comunità indigene preesistenti all'arrivo dei Greci, mentre i primi materiali coloniali appartengono agli ultimi decenni dell'VIII secolo a.C. e agli inizi del VII secolo a.C.; nell'area delle ex Ferrovie Calabro-Lucane, lo scavo Crugliano del 1975 ha restituito ceramiche tardogeometriche corinzie databili all'ultimo quarto dell'VIII secolo a.C., mentre la maggiore consistenza dei materiali protocorinzi indica che l'occupazione greca di questo settore divenne più significativa soltanto negli anni finali del secolo.

La fondazione della colonia achea è tradizionalmente collocata intorno al 710 a.C. e attribuita a Myskellos di Rhypes, che avrebbe raggiunto il sito su indicazione dell'oracolo di DelfiStrabone, Geografia, VI, 1, 12; Diodoro Siculo, Biblioteca storica, IV, 24, 8.; nella tradizione mitica il nome della città veniva invece ricondotto a Kroton, personaggio che avrebbe accolto Eracle e sarebbe stato accidentalmente ucciso dall'eroe, al quale era inoltre attribuita la profezia della futura grandezza della cittàOvidio, Metamorfosi, XV, 9-59..

Kroton si sviluppò rapidamente grazie alla posizione costiera e alla fertilità del territorio: intorno alla metà del VII secolo a.C. promosse la fondazione di Kaulonia sulla costa ionica, mentre alla successiva espansione crotoniate è collegata anche la fondazione di Terina sul versante tirrenico.

Nel corso del VI secolo a.C. la città conobbe una notevole prosperità, nonostante la grave sconfitta subita contro Locri Epizefiri nella battaglia della Sagra, generalmente collocata intorno alla metà del secolo, e proprio in questa fase acquistò particolare fama anche per i successi dei propri atleti nei giochi olimpici e nelle altre competizioni panelleniche.

Intorno al 530 a.C. giunse in città Pitagora di Samo, che vi fondò la comunità destinata a essere conosciuta come scuola pitagorica e capace di acquisire una considerevole influenza sulla vita politica e culturale della polis, prima di essere colpita da violente opposizioni interne tra la fine del VI e gli inizi del V secolo a.C.Giamblico, Vita di Pitagora, 40-50 e 248-262..

Intorno al 510 a.C. Kroton entrò in guerra con Sibari e l'esercito crotoniate, tradizionalmente associato al celebre atleta Milone di Crotone, sconfisse i Sibariti provocando la distruzione della città rivale e consentendo alla polis di assumere una posizione egemone nell'Italia greca meridionaleDiodoro Siculo, Biblioteca storica, XII, 9; Strabone, Geografia, VI; Erodoto, Storie, V, 44; Giamblico, Vita di Pitagora, 260..

Età classica Nel 480 a.C. il crotoniate Faillo partecipò alla battaglia di Salamina alla guida di una nave da lui armata, ricordata come l'unica proveniente dalle comunità greche d'Italia a prendere parte allo scontro contro i PersianiErodoto, Storie, VIII, 47.; durante la spedizione ateniese in Sicilia, tra il 415 a.C. e il 413 a.C., Kroton mantenne invece una posizione di neutralità, consentendo agli Ateniesi di rifornirsi nel porto ma impedendo all'esercito di attraversare il proprio territorioTucidide, Guerra del Peloponneso, VII, 35..

Nel corso del IV secolo a.C. la posizione politica della città divenne progressivamente più instabile e Kroton assunse un ruolo di primo piano nella Lega italiota, costituita dalle città greche dell'Italia meridionale per fronteggiare le pressioni esterne: nel 389 a.C.-388 a.C. la coalizione fu sconfitta dalle forze di Dionisio I di Siracusa, mentre nel 379 a.C.-378 a.C. la stessa Kroton cadde sotto il controllo del tiranno siracusano; nei decenni successivi la città dovette inoltre fronteggiare la crescente pressione dei Lucani e dei Bruzi, insieme a ricorrenti conflitti interni che ne indebolirono progressivamente la posizione politica.

Età ellenistica e romana

Nel 295 a.C. Agatocle di Siracusa occupò Kroton con uno stratagemma mentre accompagnava la figlia Lanassa in Epiro per le nozze con Pirro, riuscendo a ingannare Menedemo, tiranno della città e suo alleato, e a impadronirsi della polisDiodoro Siculo, Biblioteca storica, XXI, 4.; durante la guerra di Pirro la città subì ulteriori devastazioni e nel 277 a.C. fu conquistata dai Romani.

Nel corso della seconda guerra punica, dopo la battaglia di Canne del 216 a.C., Kroton passò nell'orbita bruzio-cartaginese e divenne una delle piazzeforti di Annibale, che dal porto della città si imbarcò per tornare in Africa nel 203 a.C.Tito Livio, Ab Urbe condita, XXIV, 2-3; XXIX, 36; XXX, 19; XXXIV, 45.; nel 194 a.C. vi fu quindi dedotta una colonia romana e la città, che nel frattempo aveva subito una forte contrazione dell'area abitata rispetto alla fase di massima espansione, perse progressivamente il ruolo politico rivestito durante l'età arcaica e classica.

Tarda antichità e continuità medievale L'insediamento continuò a essere abitato durante la tarda antichità ed è ancora ricordato nel VI secolo nel contesto della guerra gotica, durante le campagne condotte nell'Italia meridionale dagli eserciti di Belisario e Narsete; la continuità urbana proseguì nel Medioevo, quando Crotone divenne una piazzaforte dell'Impero bizantino dopo l'espansione dei Longobardi nell'Italia meridionale e passò successivamente nell'area di dominio dei Normanni, trasformandosi progressivamente nella città medievale senza una cesura riconducibile a una singola data di abbandono.

Istituzioni e organizzazione civica Alcuni elementi dell'organizzazione civica della polis sono ricostruibili attraverso l'epigrafia: in una lamina bronzea frammentaria rinvenuta nell'area del santuario di Hera Lacinia, databile tra la fine del IV e gli inizi del III secolo a.C., è registrata un'operazione finanziaria compiuta dalla città e datata mediante l'indicazione del magistrato eponimo, introdotto dalla formula greca ἐπὶ δαμιοργοῦ, consentendo di identificare nel damiurgo una magistratura utilizzata a Kroton anche per la datazione ufficiale degli atti pubblici.

In un altro frammento bronzeo proveniente dal Lacinio compaiono serie di nomi preceduti da sigle analoghe a quelle presenti in documenti epigrafici rinvenuti a Kaulonia e Terina; pur non essendone stato determinato il significato preciso, tali abbreviazioni sono state messe in relazione con forme di suddivisione della cittadinanza e, insieme alla presenza del damiurgo come magistrato eponimo, hanno portato a ipotizzare che le comunità legate a Kroton mantenessero almeno fino alla prima metà del IV secolo a.C. elementi comuni nell'organizzazione politica e civica.

Geografia antica Kroton sorgeva sulla costa ionica della Calabria, presso la foce dell'Aisaros, nell'area meridionale del Golfo di Taranto; il fertile territorio circostante era attraversato, oltre che dall'Esaro, dal Neto, mentre la presenza di un'insenatura naturale favorì lo sviluppo degli approdi e delle attività marittime.

La chora, ossia il territorio agricolo e politico dipendente dalla polis, raggiunse dimensioni considerevoli e mutò nel corso del tempo in rapporto all'espansione crotoniate e ai conflitti con le comunità vicine; l'influenza della città si proiettò sia lungo la costa ionica sia verso il versante tirrenico, come testimoniano le relazioni coloniali con Kaulonia e Terina, mentre il paesaggio della Crotoniatide trova riscontro anche nella tradizione letteraria antica, che ricorda i pascoli lungo l'Aisaros e le zone boscose dei monti Physkos e LatymnosTeocrito, Idilli, IV, 17-19 e 23-25..

Economia e attività produttive Nell'area urbana è attestato lo sviluppo di un articolato sistema di attività artigianali, con particolare rilievo per la produzione della ceramica: le tracce risultano ancora limitate nella seconda metà del VII secolo a.C., mentre tra la fine dello stesso secolo e gli inizi del VI secolo a.C. l'organizzazione degli spazi destinati alla lavorazione dell'argilla appare già più complessa, con strutture convenzionalmente denominate Officina I e Casa I dotate di fornaci, una delle quali utilizzata anche per la produzione di coppe ioniche di tipo B1; gli impianti artigianali erano inseriti nella maglia urbana e ne seguivano l'orientamento degli assi viari, pur occupando in alcuni casi spazi differenti rispetto ai normali lotti residenziali.

La maggiore concentrazione di testimonianze produttive appartiene alla seconda metà del IV secolo a.C., quando sono attestate numerose officine dotate di fornaci e pozzi, insieme ad aree destinate allo scarico degli scarti di produzione; la presenza di abitazioni negli stessi settori mostra che le attività artigianali non erano necessariamente concentrate in quartieri esclusivamente produttivi, mentre la distribuzione delle officine sembra essere stata condizionata anche dalla disponibilità delle materie prime, con il corso dell'Esaro a servizio del settore centrale della città e il Fosso Pignataro e le argille del Cimone Rapignese come ulteriori risorse per le aree meridionali, il cui utilizzo artigianale proseguì, con trasformazioni, fino agli inizi del III secolo a.C..

Nello scavo Crugliano sono emersi inoltre elementi utili alla ricostruzione dei consumi, degli scambi e dello sviluppo dell'artigianato nella fase arcaica: la forte presenza di recipienti destinati al consumo del vino è stata interpretata in relazione alla diffusione del banchetto e a pratiche sociali proprie dei gruppi aristocratici, mentre le ceramiche d'importazione attestano l'inserimento di Kroton nelle reti commerciali mediterranee; accanto ai manufatti importati si svilupparono precocemente produzioni locali, inizialmente caratterizzate da una forte influenza corinzia ma capaci anche di elaborazioni autonome e di recepire modelli provenienti dall'ambiente euboico, acheo-coloniale ed etrusco-campano.

Monetazione e circolazione Kroton iniziò a coniare moneta intorno al 530 a.C., adottando la tecnica incusa caratteristica delle prime emissioni delle colonie achee e uno standard ponderale basato su uno statere di circa 8 grammi, suddiviso in terzi; il tipo principale delle prime emissioni era il tripode delfico, richiamo al ruolo attribuito all'oracolo di Delfi nella fondazione della città e, attraverso di esso, ad Apollo, mentre lo stesso sistema ponderale fu successivamente adottato anche da Kaulonia, la cui monetazione, iniziata pochi anni dopo quella crotoniate, entrò nella medesima area monetaria achea.

Nei ripostigli monetali la circolazione delle emissioni crotoniati appare inizialmente limitata, ma conosce una maggiore diffusione dopo la distruzione di Sibari nel 510 a.C., con attestazioni lungo la costa ionica, sulla direttrice di collegamento tra Ionio e Tirreno e quindi sul versante tirrenico; intorno alla metà del V secolo a.C. gli stateri compaiono inoltre nell'area di Taranto e lungo gli itinerari che collegavano quest'ultima alla costa adriatica, sviluppo che è stato messo in relazione con la crescita dell'influenza politica e commerciale della città successiva alla vittoria su Sibari, pur nell'ambito di una ricostruzione considerata ancora preliminare.