Per Grand Siècle (Grande Secolo in italiano) si riferisce al periodo della storia francese del XVII secolo, sotto i regni di Luigi XIII e Luigi XIV. È un periodo sinonimo di grande splendore per il paese, che sotto il dominio assolutistico dei Borbone, conosce un espansione politica, militare (conquista del Rossiglione spagnolo, di una parte delle Fiandre, dell'Alsazia tedesca, della Franca Contea spagnola) e economica (con la creazione di un impero coloniale) che si traduce in una grande effervescenza artistica, letteraria e scientifica.
L'affermazione del Regno di Francia nel Seicento Il periodo fu notevole per lo sviluppo dell'arte, della musica e della letteratura già prima dell'inizio del regno di Luigi XIV. Gli effetti della fine delle guerre di religione francesi grazie ad Enrico IV (con l'Editto di Nantes del 1598 che sancisce la pace religiosa tra cattolici e protestanti) e l'impatto della Guerra dei Trent'anni, che rese il Regno di Francia la potenza europea dominante al posto di una Spagna esangua dalle guerre continue furono notevoli Questa nuova posizione dominante fu permessa grazie alla ritrovata pace interna, alla gestione attenta dei conti reali e del governo grazie a una successione di re e ministri efficienti quali Enrico IV, Luigi XIII e Luigi XIV consiglati da Sully, il cardinale Richelieu e il cardinale Mazzarino. Il regno personale di Luigi XIV in chiave assolutistica, dal 1661, permise di domare le velleità di ribellione dell'alta aristocrazia, grazie al cantiere della Reggia di Versailles dove venne trasferita la corte e al lavoro di efficaci ministri di stato quali Colbert e Louvois. Essi, provenienti da famiglia di nobiltà secondaria e fedelissimi al re, svilupparono il commercio, le manifatture, la marina e le colonie secondo le teorie economiche del mercantilismo.
Nel campo militare alcuni brillanti generali si successero alla testa degli eserciti reali durante tutto il secolo, come il Gran Condé, vincitore nel 1643 della Battaglia di Rocroi che segna il tramonto dei tercios spagnoli e l'avvento dell'infanteria di linea, il grande stratega visconte di Turenne, famoso per i suoi strategici movimenti e manovre di truppe (fu il generale più ammirato da Napoleone Bonaparte), e sotto Luigi XIV i marescialli di Luxembourg, Vendôme e Villars. La politica estera francese del Seicento si incentrò in gran parte sullo scopo di destabilizzare e indebolire la Spagna degli Absburgo, allora la più grande potenza europea, che tramite i suoi possedimenti nelle Fiandre e in Franca Contea, la sua frontiera lungo i Pirenei e la sua alleanza con gli Absburgo del Sacro Romano Impero, circondava letteralmente il regno francese su più lati, costituendo una repentina minaccia per il paese. Questa politica spiega la scelta della Francia, nazione in maggioranza cattolica, di schierarsi con il lato protestante (in particolare la Svezia) avverso alla Spagna durante la Guerra dei Trent'anni, ma anche il sostegno francese ai ribelli olandesi contro il dominio spagnolo e l'alleanza con gli Inglesi in chiave anti-spagnola già sotto Enrico IV e poi, nuovamente, nella prima parte del regno di Luigi XIV. Il trattato dei Pirenei nel 1659 segnò una vittoria politica e militare della Francia sulla Spagna mentre con la guerra di Successione spagnola (1700-1714), Luigi XIV riuscì ad imporre definitivamente un suo nipote sul trono di Spagna, con Filippo, duca di Angiò, che venne incoronato Filippo V di Spagna, segnando l'avvento dei Borboni oltre i Pirenei.
Nel 1626, Richelieu crea la Marina reale francese, che viene poi riorganizzata e ampliata dal ministro Colbert durante il regno di Luigi XIV, sotto la guida di brillanti ammiraglia come Duquesne e Tourville. Nel Seicento, la Francia crea un proprio impero coloniale con un domino molto esteso in Nord America, chiamato Nuova Francia, che si estende dal Québec alla Louisiana (chiamata cosi in onore di Luigi XIV) passando dal Mississipi. Vari esploratori francesi furono i primi ad avventurarsi nelle regioni interne del continente nord-americano, il più famoso di loro essendo René Robert Cavelier de La Salle, che esplorò la Regione dei Grandi Laghi. Ma i possidementi più importanti del paese per la sua economia sono le varie isole nei Caraibi, dove viene sviluppata la cultura della canna da zucchero tramite schiavi importati dall'Africa, in particolare Saint-Domingue (attuale Haiti), la Guadalupa, la Martinica e Grenada. Per commerciare con l'Oriente e l'India fu creata nel 1664 una Compagnia francese delle Indie orientali, sotto autorità dello stato, mentre la Francia creava vari empori lunga le coste dell'India.
Arte e musica
Figure significative di questo periodo nelle arti includono il giardiniere André Le Nôtre, che disegnò i giardini alla francese di Versailles, gli architetti Salomon de Brosse, François Mansart (ideatore della mansarda), Louis Le Vau e Jules Hardouin-Mansart. Il castello di Vaux-le-Vicomte, ideato da Le Vau, divenne il prototipo del palazzo di campagna nobiliare francese mentre in città viene sviluppata l'hôtel particulier, racchiuso tra un cortile e un giardino, come l'hôtel de Sully o l'hôtel Lambert. Altre grandi realizzazioni del secolo furono le piazze reali di Parigi: la place Dauphine, la place des Vosges, la place des Victoires e la place Vendôme. Nell'architettura religiosa i due grandi cantieri parigini sono il Val-de-Grâce e il complesso militare degli Invalides con la chiesa annessa.
Tra i pittori si segnala l'attività di Nicolas Poussin, Simon Vouet, Claude Lorrain, Georges de La Tour, dei fratelli Le Nain, Philippe de Champaigne, Charles Le Brun e Hyacinthe Rigaud. I principali scultori dell'epoca furono Pierre Puget, François Girardon e Antoine Coysevox, molto attivi nei giardini di Versailles. L'arte dell'incisione ebbe nel Lorenese Jacques Callot uno dei suoi massimi rappresentanti durante il XVII scolo. Nelle arti decorative, grazie agli incoraggiamenti reali, fiorirono le manifatture come quelle di arazzi, in particolare la Manifattura della Savonnerie e quella dei Gobelins, entrambe a Parigi. Alla fine del secolo, lo stile Luigi XIV divenne il riferimento europeo per l'arredamento e Parigi il principale centro di ebanisteria del continente, con figure come André-Charles Boulle, un predominio che andò confermandosi nel Settecento.
La musica barocca conobbe anch'essa un forte sviluppo, in particolare all'epoca di Luigi XIV, con i compositori Giovanni Battista Lulli, Marc-Antoine Charpentier, Michel-Richard Delalande, Marin Marais, André Campra e François Couperin.
Letteratura e scienza
La letteratura connobbe un forte impulso, con i movimenti del barocco, del preziosismo e del classicismo francese. Il teatro conobbe une periodo d'oro con i drammaturghi Pierre Corneille, autore del Cid, Molière, autore di commedie di critica sociale comme Il Tartuffo, Il Misantropo e Il malato immaginario, e Jean Racine, massimo rappresentante del classicismo nel campo teatrale, autore di Andromaca, Ifigenia e Britannico. I principali poeti fuorno Agrippa d'Aubigné, Théophile de Viau, Tristan L'Hermite e soprattutto François de Malherbe, Jean de La Fontaine, autore delle famose Fiabe (pubblicate in dodici volumi tra il 1668 e il 1694), e Nicolas Boileau. Nel campo della narrativa si distinsero Honoré d'Urfé, autore de L'Astrea, uno dei primi romanzi in francese, Savinien Cyrano de Bergerac, autore di racconti fantastici come L'altro mondo ovvero Stati e imperi della Luna, Madeleine de Scudéry, massima rappresentante del preziosismo, Madame de La Fayette, scrittrice di vari romanzi come La principessa di Clèves, e Charles Perrault, autore di famose fiabe raccolte nei Racconti di Mamma Oca. Un altro campo importante della letteratura francese del Seicento è la memorialistica, con rappresentanti famosi come il Caridinale di Retz, Madame de Sévigné e Louis de Saint-Simon, le cui Memorie descrivono la vita di corte alla Reggia di Versailles. Nel 1635, venne creata da Richelieu a Parigi l'Académie française, dove il francese letterario fu codificato e il classicismo teorizzato.
Il razionalismo francese fiorì a quest'epoca e la Francia divenne una delle patrie del rinnovato pensiero filosofico occidentale, in particolare grazie a Cartesio, autore del Discorso sul metodo (1637) e delle Meditazioni metafisiche (1641), e Blaise Pascal, autore dei Pensieri, ma anche il teologo Antoine Arnauld, il filosofo cattolico Nicolas Malebranche, Pierre Gassendi, La Rochefoucauld, Jean de La Bruyère e Pierre Bayle, uno dei primi difensori della toleranza religiosa, anche in confronto agli atei. Nel campo scientifico furono attivi, oltre Cartesio e Pascal, il matematico Pierre de Fermat, il fisico Denis Papin e l'astronomo Nicolas-Claude Fabri de Peiresc mentre l'olandese Christiaan Huygens e l'italiano Giovanni Cassini si stabilirono a Parigi, dove furono create l'Accademia reale delle Scienze e l'Osservatorio di Parigi.
Varie opere di ingegneria innovative per l'epoca furono intraprese nel regno, in particolare la realizzazione del Canal du Midi, un canale artificiale di 241 kilometri che attraversa tutto il sud-ovest della Francia e collega direttamente il Mar Mediterraneo all'Atlantico, in modo da non dovere circumnavigare la Spagna e il Portogallo per passare dall'uno all'altro. Gli ingegneri reali concepirono anche la Macchina di Marly per pompare l'acqua della Senna e deviarla fino a Versailles in modo da alimentare gli elaborati giochi d'acqua delle numerose fontane del parco della reggia. Grazie a questa macchina, l'acqua della Senna veniva innalzata fino a 163 metri rispetto al punto di prelievo nel fiume. Uno dei più grandi ingegneri del secolo fu l'ingegnere militare Vauban che circondò le frontiere del regno da una schiera di fortezze bastionate all'avanguardia, che furono presto imitate nel resto del continente.
Note
Categoria:Storia della Francia