Il Mösspartiet ("Partito dei cappelli" in italiano, "Caps" o "Nightcaps" in inglese) fu un partito politico svedese durante l'Epoca della Libertà (1719-1772), nato come reazione naturale all'Hattpartiet, "partito dei cappelli" anch'esso, ma che si riferiva a un tipo di cappello particolare a forma di tricorno. Riuscì a governare il paese solamente per breve tempo, e per gran parte della sua esistenza svolse la funzione di opposizione alla politica bellicosa dell'Hattparteit.
Storia Le origini del partito
Già intorno al 1738 i sostenitori della politica pacifista del cancelliere Arvid Horn venivano etichettati con il termine mössor ("cappelli" in generale, berretti invernali), i quali si contrapponevano agli hattarna del partito opposto, che erano invece più bellicosi e ambiziosi sul piano della politica estera.
Il governo di Horn favorì l'avvicinamento svedese alla Gran Bretagna, e mantenne una politica prudente volendo evitare altri conflitti dopo la sconfitta nella Grande Guerra del Nord. Dopo la caduta del governo del cancelliere e la vittoria dell'Hattpartiet, i sostenitori di Horn si organizzarono in un partito che lo seguiva come modello (per questo egli è spesso considerato il "padre" del partito). L'obiettivo principale del neonato Mössparteit era quindi contrastare il sentimento bellico degli hattarna, i quali cercavano di restaurare la tradizionale politica espansionistica svedese di qualche decennio prima, e in particolare di mantenere la pace con la Russia di Anna I, ora consolidatasi dopo un periodo di instabilità.
Periodo di opposizione all'Hattparteit (1738 - 1765)
Rafforzando l'alleanza con la Francia, l'Hattparteit si garantì sostegno economico da Versailles per diverso tempo.
I primi segnali di debolezza del governo hattarna, però, cominciarono ad intravedersi già dal 1743: a seguito della sconfitta nella guerra con la Russia, per aggirare la questione aperta in parlamento della negligenza bellica dimostrata, l'Hattpartei mise al centro dell'attenzione pubblica la questione della successione. Per sopperire alla mancanza di eredi di Federico I, il partito si accordò con la Russia, nominando successore del re svedese lo zio dell'erede al trono russo, Adolfo Federico di Holstein, in cambio del riottenimento di gran parte della Finlandia, conquistata dai russi durante le guerre napoleoniche.
Negli anni 50' del 1700, la Svezia entrò nella guerra dei sette anni su istigazione della Francia, ma non ricevette da questa il supporto necessario, risultando in una sconfitta rovinosa. L'Hattparteit fu ritenuto responsabile, e la sua popolarità collassò. Riuscirono a convincere il Riksdag a mantenere il proprio potere fino al termine del mandato, ma quando gli Stati Generali si riunirono nel 1765 furono privati del loro potere. Fu allora che il Mössparteit, capeggiato da Ture Rudbeck, venne votato al potere a larga maggioranza, e lo mantenne, salvo per una breve parentesi in cui tornò al potere l'Hattparteit (1769-1770), fino al colpo di stato del 1772.
Breve parentesi governativa (1765 - 1772) e fine della Libertà Svedese
Nel breve periodo governativo, il Mössparteit riuscì comunque a ristabilizzare la situazione economica disastrata del paese: conducendo un'indagine approfondita sulle spese dell'Hattparteit, venne a galla la pessima gestione delle casse di stato, quasi del tutto svuotate. Per riempirle, i mössor dovettero imporre pesanti tasse sulle classi più abbienti, e il debito nazionale fu sensibilmente ridotto. Il partito cominciò, inoltre, a garantire maggiore libertà di stampa, con una serie di riforme nel 1766.
Dal punto di vista internazionale, la Svezia si allontanò progressivamente dalla Francia fino ad abbracciare definitivamente un'alleanza con la Russia.
Nonostante questi successi, tuttavia, il sistema politico oligarchico instauratosi all'inizio del secolo aveva dimostrato di essere lento, litigioso e incapace di prontezza. Inoltre, una fetta di aristocratici sempre più grande riteneva i mössor troppo cauti e incapaci di restituire alla Svezia il prestigio perduto. Questo sentimento generò sostegno per un ritorno ad una monarchia centralizzata e rapida nelle decisioni.
Per questi motivi, quando nel 1772 re Gustavo III organizzò un colpo di stato, questo fu accolto da una buona parte dei funzionari, stanchi di lentezza e litigi. Il ritorno della monarchia assoluta militarista sancì la fine dell'epoca della libertà svedese.
Figure di spicco Di seguito alcuni dei membri di maggior importanza del partito:
Ture Gabriel Bielke (1684-1783) Samuel Åkerhielm il Giovane (1684-1768) Jakob Serenius (1700-1776) Ture Rudbeck (1714-1786)
Voci correlate
Grande Guerra del Nord Guerra russo-svedese (1741-1743) Guerra dei sette anni
Collegamenti esterni Scandinavia: A Political History of Denmark, Norway and Sweden from 1513 to 1960, Google Books
The Age of Liberty: Sweden 1719–1772, Google Books
The Möss Party nel Nordic Family Book (seconda edizione, 1913)
Categoria:Partiti politici svedesi del passato