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Rappresentante della generazione successiva a Josquin Desprez, fu un compositore polifonico minore ma molto abile, attivo principalmente a Cambrai.
Biografia Il luogo di nascita di Jean Leleu è sconosciuto, anche se fin da giovanissimo cantò nel coro della Cattedrale di Cambrai, città ove visse per gran parte della sua vita, lasciandola solo per frequentare l'Università di Lovanio. Ivi rimase per circa quattro anni dal 1522 al 1526, quando dal 1527 divenne maestro dei ragazzi del coro della cattedrale di Cambrai, un incarico che in genere includeva l'alloggio e il vitto dei cantori, oltre che l'insegnamento della musica. Fu licenziato più volte dal suo incarico - ma sempre riassunto - sia per mancanza di disciplina nei confronti dei suoi allievi ma anche per scarsa tenuta della contabilità.
Lupi era affetto da una malattia cronica a noi ignota, e che lo tormentò sempre più negli anni Trenta del Cinquecento, facendogli lasciare l'incarico di maestro del coro nel 1535 e che ne causò la morte prematura, avvenuta il 20 dicembre 1539.
Stile e influenza Le uniche composizioni di Leleu a noi pervenute sono due messe composte per coro à cappella, diverse chanson e alcuni mottetti, quest'ultimi raccolti e stampati nel 1542 dall'editore Pierre Attaingnant. Una sua opera degna di nota è la versione musicata di Ergone conticuit, un lamento poetico sopra la morte di Johannes Ockeghem scritto da Erasmo da Rotterdam.
Stilisticamente la sua musica era imparentata con quella di Nicolas Gombert e mostrava le tendenze tipiche della generazione successiva a Desprez, con la sua polifonia densamente strutturata e il largo uso della tecnica imitativa. A parte questo, però, Leleu rimase straordinariamente sensibile all'impostazione del testo, essendo in grado di presentare parole chiaramente comprensibili anche in contrappunti a otto voci. Le sue chansons sono particolarmente notevoli per la loro ampia gamma di argomenti, partendo dal serio e arrivando sino al volgare.
Lupi è talvolta confuso con diversi altri musicisti del XVI secolo. Johannes Lupi era il nome di altre due figure oscure, nessuna delle quali era un compositore. Uno fu attivo a Nivelles, l'altro ad Anversa, entrambi nella prima metà del secolo. Tra gli scrittori di musica, invece, vi era un certo Lupus, spesso definito dai musicologi contemporanei il "Lupus italiano", le cui opere sopravvivono nel Codice Medici. Un altro compositore ancora di nome Lupus Hellinck, che potrebbe essere lo stesso del "Lupus italiano", è presente sulla scena musicale cinquecentesca, insieme a un'intera famiglia di musicisti di nome Lupo. Di quest'ultimo insieme, solo Ambrogio Lupo, di Milano, fu attivo all'inizio del XVI secolo. Un altro Lupi ancora, Didier Lupi II, lavorò a Lione verso la metà del secolo.
Note
Voci correlate
Compositori rinascimentali Johannes Ockeghem Cambrai Codici musicali trentini
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