Il Basso Medioevo (o Tardo Medioevo) è una suddivisione storica del periodo medievale, ovvero il periodo della storia europea e del bacino del Mediterraneo convenzionalmente compreso tra l'anno 1000 circa e la scoperta dell'America da parte degli Europei nel 1492, preceduto dall'Alto Medioevo.

Dal XIII secolo si formarono i primi Stati nazionali in Portogallo, Francia, Italia meridionale, Sicilia e Inghilterra (e a partire dal XV secolo anche in Russia e Spagna) mentre nel resto della Penisola e in Germania, dove le condizioni storiche e sociali non permisero il formarsi di uno Stato unitario, fiorì l'epoca dei Comuni, i quali, tra il Trecento e il Quattrocento, diedero vita a numerose entità statuali minori (note in Italia come Signorie); in seguito alcune di queste acquisirono la connotazione di veri e propri Stati regionali.

Nel Basso Medioevo i poteri universali del papato e del Sacro Romano Impero, dopo aver raggiunto il proprio apogeo, iniziarono a decadere inesorabilmente a favore delle monarchie nazionali che ormai si affermavano, dando all'Europa quel carattere, tuttora vivo, di mosaico di Stati e popoli, spesso affini, ma nel contempo diversi tra loro. L'impero iniziò a entrare in crisi con la morte di Federico II (1250), il papato con i conflitti col re di Francia che portarono allo scisma d'Occidente (1378).

Durante il Trecento e nei primi decenni del Quattrocento, guerre, carestie ed epidemie causarono profondi mutamenti sociali ed economici nella società europea, cambiando anche la mentalità dei ceti più elevati e degli intellettuali e uomini di cultura in alcune regioni d'Europa particolarmente evolute (Italia, ma anche Fiandre e Germania meridionale). Questi ultimi iniziarono ad attribuire una nuova importanza all'individuo, gettando le basi della civiltà umanistico-rinascimentale, che si sarebbe diffusa grazie anche al sostegno di un'aristocrazia colta e di una borghesia sempre più ampia e facoltosa.

L'attesa dell'anno Mille

La storiografia ottocentesca di matrice romantica enfatizzò la connessione tra l'attesa della "fine dei tempi" e la sorta di rinascita registrata nel continente europeo dopo l'XI secolo: l'anno Mille veniva usato come spartiacque tra la cosiddetta "età oscura", barbarica, oscurantista e superstiziosa (quella biasimata dagli umanisti e illuministi) e l'epoca splendida delle cattedrali, delle università, della cavalleria e dell'amor cortese (cara ai romantici). Secondo quella visione - oggi definitivamente abbandonata dagli storici, sebbene se ne trovino ancora tracce nella manualistica scolastica - gli europei si sarebbero stretti tremanti attorno a chiese e monasteri alla vigilia dell'inizio del nuovo millennio, per poi tornare alle proprie case ricolmi di nuova energia e di gioia di vivere quando si accorsero che niente era accaduto.

In verità il processo di "rinascita", intesa come ripresa demografica, tecnologica ed economica, fu un fenomeno di lungo periodo, che iniziò nell'VIII secolo e che ebbe il culmine nel XIII secolo, causata molto probabilmente innanzitutto da un miglioramento climatico. Per varie ragioni non è credibile una paura da nuovo millennio, sebbene non mancassero in quell'epoca predicatori e mistici che punteggiassero la società di paure della Fine dei Tempi rifacendosi a testi profetici e sibillini del IV-VI secolo o a movimenti come il chiliasmo ebraico.

Si consideri, innanzitutto, che la datazione del Millennio dalla nascita di Cristo (secondo il calendario del siriano Dionigi il Piccolo che fissò la data di nascita di Cristo il 25 dicembre del 753 ab Urbe condita) si era affermata in alcune zone europee solo tra l'VIII e il IX secolo; ne erano rimaste escluse altre come la Penisola iberica (che adottò il nuovo calendario solo nel tardo Medioevo) o le zone di influenza bizantina come la Sardegna (dove il nome 'Capidanni - Caput anni è ancora dato al mese di Settembre), compresa Venezia e tutta l'Italia del Sud, la Russia e l'Europa orientale, dove si contavano gli anni secondo il principio del mondo, calcolato seguendo le età convenzionali dei patriarchi biblici al 5008.

Inoltre la data di inizio-anno variava da regione a regione: il primo gennaio (secondo lo stile romano delle calende di gennaio) si affermò infatti solo in età moderna, salvo poche eccezioni. In area bizantina l'anno iniziava il 1º settembre. A Venezia il 1º marzo. A Roma e in Germania si seguiva lo "stile della Natività" cioè il 25 dicembre. In molte zone italiane, come a Pisa, si usava il 25 marzo, secondo lo "stile dell'Incarnazione" (concepimento di Cristo). In Francia l'anno iniziava il giorno di Pasqua.

L'Europa tra XI e XII secolo Gran Bretagna

I successori di Alfredo il Grande si prodigarono per arrestare i danesi, ma re Etelredo II era stato addirittura scacciato dal suo regno dal re danese Sven Barbaforcuta, riparando nel paese di sua moglie, la Normandia. Solo con la morte di Sven (1014), il re poté tornare in patria, ma il nuovo re danese Canuto il Grande (Knut) si rivelò un avversario ancora più temibile, tanto che Etelredo accettò di pagare un tributo, il danegeld, in cambio di una tregua. La pausa giovò solo al re danese, che la sfruttò per assoldare mercenari con i quali mosse l'attacco definitivo nel 1015. Con la vittoria Canuto "il Grande" era arrivato a possedere un regno immenso, che comprendeva le corone d'Inghilterra, Danimarca e Norvegia, oltre alla signoria sulle terre slave tra Oder e Vistola.

A questo punto Knut iniziò una politica più prudente, vista la difficile gestione di un territorio tanto vasto, ottenendo l'omaggio vassallatico dai re di Scozia e Irlanda e sposando la vedova di Etelredo II, la normanna Emma. Canuto favorì l'integrazione tra inglesi e danesi, anche se riservò i posti di comando all'aristocrazia scandinava, e mantenne buoni rapporti con la Chiesa inglese. Alla sua morte (1035) si scatenarono lotte tra i suoi discendenti. Si fece vivo anche l'ultimo erede di Etelredo II, Edoardo il Confessore, esiliato in Normandia, che tornò in patria nel 1042, ma venne in seguito sconfitto e fatto ostaggio dei danesi fino alla morte. Nel 1066 Guglielmo il Conquistatore, duca di Normandia, sbarcava in Inghilterra sbaragliando con la battaglia di Hastings (14 ottobre) la resistenza anglosassone e venendo incoronato re d'Inghilterra il 25 dicembre di quell'anno. Egli confiscò una parte dei beni dell'aristocrazia locale per darla ai suoi seguaci e organizzò il territorio in feudi piccoli, affinché non gli creassero problemi come in terra francese. Organizzò le circoscrizioni locali (shires) con funzionari regi (sheriffs) e creò un catasto, il Domesday Book, con il quale censì tutte le strutture fondiarie del regno.

I suoi successori non seppero mantenere l'equilibrio creato e alla fine di alcune lotte emerse una nuova dinastia, quella dei Plantageneti, guidata dal conte d'Angiò Enrico II. Egli fu impegnato nelle lotte con il re di Francia (possedeva infatti sia la Normandia sia l'Aquitania) e creò una rete di rapporti diplomatici con le altre monarchie europee che lo sostennero nelle sue imprese. Ebbe però come avversari interni i baroni e il clero, che disapprovavano la sua politica accentratrice: san Tommaso Becket cercò di far valere i diritti della Chiesa, ma venne assassinato, su richiesta forse dello stesso re, scatenando una guerra civile fomentata dai figli stessi del re. Alla fine Enrico ebbe comunque la meglio, riuscendo addirittura a istituire una corte di giustizia permanente. L'equilibrio che ne nacque fu la necessaria premessa per l'affermazione del carattere "corale" della monarchia inglese, che divenne in seguito la prima monarchia costituzionale europea.

Francia Nel 1066 Guglielmo il Conquistatore, duca di Normandia e quindi vassallo del re di Francia, era nel frattempo diventato re d'Inghilterra, creando la situazione paradossale di essere vassallo e parigrado del re rispettivamente al di qua e al di là della Manica. Papa Alessandro II legittimò la conquista di Guglielmo, però questa legittimazione sottintendeva la concessione in feudo al re e ai suoi eredi da parte del pontefice.

La situazione divenne ancora più complicata quando nel 1154 Inghilterra e Normandia passarono a Enrico II dei Plantageneti, conti d'Angiò: con il matrimonio con la duchessa d'Aquitania Eleonora, personaggio di straordinaria personalità e cultura, divorziata da Luigi VII di Francia, entrava nella sfera inglese anche l'Aquitania, per la quale scaturirono una serie di guerre che tra battute di arresto e riprese si conclusero solo nel XV secolo e che furono alla base della rivalità secolare tra Francia e Inghilterra. Nonostante le difficoltà (alle quali va aggiunta la sconfitta durante la seconda crociata), Luigi VII ebbe il merito di riuscire a riorganizzare la burocrazia regia, con una rete di prevosti e balivi, che riscuotevano le imposte e amministravano la giustizia. Inoltre il re, per indebolire la grande aristocrazia feudale, si avvicinò alla piccola aristocrazia e ai nascenti ceti medi delle città, in cerca di protezione contro i soprusi e di una maggiore libertà che favorisse i commerci.

In Francia del Nord alcune città ebbero un'autonomia che si evolvette sul modello delle Fiandre (Le Mans, Cambrai, Beauvais). I governatori della città (gli "scabini") non provenivano però dai cittadini ma dalla cerchia del signore feudale. Peculiare di quelle zone fu la coniuratio, un'associazione giurata riconosciuta dalle autorità con un diploma (la charte de commune), che veniva concessa alle città più importanti, mentre le altre usufruivano della "carta di franchigia", con la quale ottenevano alcune esenzioni per i commerci. La Francia del Sud invece, sebbene conoscesse inizialmente una situazione urbana simile a quella italiana, venne maggiormente controllata dalla monarchia, che limitò lo sviluppo delle villes de consulat (città consolari). Il Sud Italia invece vide l'annullamento delle spinte autonomistiche (nonostante il precoce sviluppo di alcune città costiere a partire dal X secolo) a causa della nascita dell'unitario regno normanno nel XII secolo.

Germania

L'aristocrazia tedesca diffidava dei centri urbani, per questo vi si svilupparono più che altrove i ceti imprenditoriali e mercantili, con le stratificazioni della società (maiores, mediocres e minores) e la nascita delle gilde commerciali, le corporazioni di arti e mestieri. Nelle città venivano strappate al sovrano concessioni sulla politica locale talvolta tramite salati pagamenti, talvolta tramite vere e proprie spedizioni. In Germania più che altrove, si assistette alla compresenza contemporanea di più forme di governo e di autonomia, dalle città vescovile, a quelle rette da prìncipi, ai centri urbani più indipendenti, posti direttamente sotto l'autorità regia.

Con Enrico V si era estinta nel Sacro Romano Impero la dinastia salica. Dopo una serie di lotte tra le fazioni favorevoli ai duchi di Baviera, detta dei guelfi (da un Welf capostipite della dinastia bavarese), e favorevoli ai duchi di Svevia detta "ghibellina" da Waiblingen, si arrivò a un candidato di compromesso, Federico, duca di Svevia, poi noto in Italia come il "Barbarossa", che era imparentato a entrambe le fazioni.