Streets of Minneapolis è un singolo del cantautore statunitense Bruce Springsteen, pubblicato il 28 gennaio 2026. Il brano è una canzone di protesta scritto a seguito delle uccisioni di Renée Good e Alex Pretti a Minneapolis, Minnesota, da parte dell'ICE. Streets of Minneapolis è stato caricato sul canale YouTube di Springsteen e sulle piattaforme di streaming solo quattro giorni dopo la morte di Pretti, raggiungendo entro la fine del giorno 1,9 milioni di visualizzazioni su YouTube.

Contesto Nel gennaio 2026, il Dipartimento della sicurezza interna degli Stati Uniti invia oltre 3.000 agenti dellUnited States Immigration and Customs Enforcement (ICE) a Minneapolis e a Saint Paul nell'Upper Midwest come escalation dell'Operazione Metro Surge, un'azione di controllo dell'immigrazione che provoca diversi scontri con manifestanti critici nei confronti dei metodi usati dall'ICE. In tale contesto, gli agenti uccidono due di essi: Renée Good il 7 gennaio e Alex Pretti il 24 gennaio.

Springsteen scrive il brano sabato 24 gennaio, lo registra il giorno successivo e lo pubblica mercoledì 28 gennaio sui suoi canali social e sulle piattaforme di streaming digitale. Si tratta di una tempistica eccezionale per un artista della sua levatura, che rompe con i tradizionali tempi dell'industria discografica. Nel messaggio di accompagnamento l'artista dichiara:

Il 17 gennaio, durante un'esibizione al Light of Day Winterfest in New Jersey, Springsteen aveva già condannato le operazioni dell'ICE, dedicando la canzone The Promised Land a Renée Good e citando le parole del sindaco di Minneapolis che aveva chiesto all'ICE di andarsene dalla città.

Descrizione Il titolo richiama Streets of Philadelphia, brano premio Oscar del 1994 scritto da Springsteen per il film Philadelphia di Jonathan Demme. Musicalmente, il pezzo inizia con chitarra acustica, voce e tamburello, per poi svilupparsi in un arrangiamento completo con l'intera band, coro femminile incluso, e un ponte con armonica. La struttura richiama la tradizione delle protest song americane, paragonabile per il dettaglio narrativo delle ingiustizie a opere di Bob Dylan come Hurricane e The Lonesome Death of Hattie Carroll. Il brano si conclude inoltre con il canto collettivo «ICE out!», sottolineando il carattere corale della protesta.

I versi raccontano gli eventi delle uccisioni di Good e Pretti, evidenziando la contraddizione tra le testimonianze video e le versioni ufficiali delle autorità. Nel testo Springsteen definisce gli agenti federali dell'ICE come «l'esercito privato di Re Trump», attacca esplicitamente il presidente e accusa Stephen Miller e Kristi Noem di diffondere «sporche bugie». La canzone denuncia inoltre le discriminazioni razziali, riferendosi al fatto che chiunque abbia «la pelle nera o marrone» rischia interrogatori o deportazioni sommarie. Il ritornello infine recita: «Nell'inverno del '26 / Ricorderemo i nomi di chi è morto / Per le strade di Minneapolis».

Video Il 29 gennaio viene pubblicato il videoclip ufficiale, diretto da Thom Zimny, collaboratore di lunga data di Springsteen che aveva già realizzato numerosi documentari e video per l'artista, tra cui il recente Road Diary: Bruce Springsteen and the E Street Band. Il video, prodotto insieme a Pamela Springsteen, sorella del cantautore, è un lyric video che alterna riprese di Springsteen in studio durante l'esecuzione del brano, con materiale di repertorio degli eventi coevi di Minneapolis. Le immagini documentano le proteste contro l'ICE, gli scontri tra manifestanti e agenti federali, i memoriali improvvisati per Alex Pretti e Renée Good, e includono filmati delle telecamere che hanno ripreso gli ultimi momenti di vita delle due vittime.

Reazioni Il governatore del Minnesota Tim Walz si dichiara «molto emozionato» per la canzone in un'intervista televisiva, paragonandola stilisticamente a brani del periodo di Wrecking Ball come 41 Shots. La Casa Bianca reagisce duramente attraverso la portavoce Abigail Jackson, che definisce il brano «una canzone casuale con opinioni irrilevanti e informazioni inaccurate», aggiungendo che l'amministrazione Trump si concentra sulla collaborazione con le forze dell'ordine locali per rimuovere «pericolosi criminali clandestini» e accusando i media di non riportare come i democratici abbiano rifiutato di collaborare con l'amministrazione.

La pubblicazione di Streets of Minneapolis si inserisce in un più ampio movimento di protesta musicale. Il cantautore britannico Billy Bragg pubblica quasi contemporaneamente City of Heroes, brano che rende omaggio «al coraggio della gente di Minneapolis» e fa inoltre riferimento al pastore Martin Niemöller, rimasto silente durante l'ascesa del nazismo. I Dropkick Murphys, gruppo punk di Boston, avevano già pubblicato a metà gennaio Citizen I.C.E., (rielaborazione del loro brano del 2005 Citizen C.I.A.) dedicato alla memoria di Renée Good e contenente versi taglienti come «troppo spaventato per arruolarsi nell'esercito / troppo stupido per fare il poliziotto». Lucinda Williams aveva pubblicato il 23 gennaio l'intero album World's Gone Wrong, collezione di canzoni di protesta scritte in risposta alla situazione politica americana. Il Boston Globe, in un articolo dedicato alla "rivolta musicale" guidata da Springsteen, definisce il brano di Williams «stellare» nel contesto delle canzoni di protesta del periodo.

Note

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Categoria:Canzoni di protesta