Tempio Pausania ( Tèmpiu in gallureseToponimo ufficiale in lingua sarda ai sensi dell'art. 10 della Legge n. 482 del 15.12.1999, adottato con delibera di Consiglio comunale n. 42 del 22.07.2010 //) è un comune italiano di abitanti, capoluogo, insieme a Olbia, della provincia della Gallura Nord-Est Sardegna in Sardegna.
Situato nel cuore della Gallura, ai piedi del monte Limbara, è sede di un tribunale, conta varie scuole superiori e un ospedale civile, nonché di una sede vescovile cattolica (diocesi di Tempio-Ampurias). La denominazione "Pausania" venne aggiunta alla fine dell'Ottocento a indicare Phausania, la prima sede vescovile in Gallura, secondo alcuni, località medioevale sorta sui ruderi della Olbia romana o nelle sue vicinanze, anche se al momento non vi sono evidenze storico-archeologiche che lo provino.
Vi si trova la sede dei tribunali civile e penale, con competenza sull'intera Gallura, uffici finanziari, sede locale dell'Agenzia delle entrate, conservatoria dell'Agenzia del territorio, e previdenziali (INPS), uffici della zona omogenea di Olbia-Tempio subentrata alla soppressa provincia nell'esercizio delle funzioni provinciali (già sede condivisa della Presidenza e del Consiglio), uffici regionali con competenza provinciale (Servizio demanio e patrimonio di Tempio-Olbia, Servizio territoriale della Gallura dell'Agenzia ARGEA Sardegna (ex ERSAT), Servizio territoriale del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, Ispettorato ripartimentale di Forestas, sede dell'unione di comuni "Alta Gallura", comprendente 10 comuni, sede del sistema bibliotecario Anglona-Gallura, sede del Dipartimento della ricerca per il sughero e la silvicoltura dell'Agenzia AGRIS Sardegna, ex Stazione sperimentale del sughero), stadio calcistico (stadio Nino Manconi, omologato per la serie B), sede vescovile (diocesi di Tempio-Ampurias).
Geografia fisica Territorio
Clima Localizzata a 556 mslm, la città è caratterizzata da un clima mediterraneo con estati generalmente miti e inverni freschi.
Le precipitazioni medie annue sono di circa 785 mm, con fase più siccitosa in primavera e in estate, e il raggiungimento del picco massimo in autunno-inverno.
Storia Origini
Delle prime forme di frequentazione e popolamento del territorio in epoca preistorica prenuragica sono testimonianza gli strumenti in selce e ossidiana risalenti al Neolitico e di contenitori ceramici dell'Eneolitico di probabile utilizzo pastorale sulle falde del Monte Limbara, della cultura di Abealzu-Filigosa.
Maggiori tracce testimoniano l'insediamento di gruppi in epoca nuragica (dal 1800 a.C.), di cui sono testimonianza il villaggio sotto roccia del Monte Lu Finocchiu, le tombe di Monte di Deu e i nuraghi Izzana, Agnu (nella tipologia a "corridoio", maggiormente tipica della Gallura), Polcu (a thòlos) e Maiori (a tipologia mista corridoio-tholos), spesso accomunate dall'integrazione tra strutture architettoniche e rocce circostanti. La presenza fino all'Ottocento del nuraghe di Monti Pinna (citato dall'Angius), la denominazione del rione "lu Naracu" e scavi condotti nell'attuale piazza Gallura hanno rivelato i resti di un villaggio nuragico anche in corrispondenza della parte alta dell'area centrale della città.
Periodo romano Dopo la conquista della Sardegna da parte dei Romani (238 a.C.), in età imperiale (I secolo a.C.) alcune ipotesi vi individuano il centro romano di Gemellae, nei pressi della vicina Calangiani (oggi Calangianus), citato dallItinerarium Antonini del III secolo d.C. sull'itinerario sulle strade per Olbia (via Tertium, l'odierna Telti) e Tibula (forse l'odierna Castelsardo), da dove proseguiva per Turris Libisonis (oggi Porto Torres). Altri studi collocano Gemellae in località Milizzana (ai piedi del Monte Limbara), tra San Lorenzo e San Giorgio (nei pressi delle Fonti di Rinaggiu) o – come oggi sembra più probabile – a Monte Rennu (sul Coghinas, nei pressi di Perfugas). Un'altra ipotesi più recente individua a Tempio il santuario rurale "Hereum" di Tolomeo, dedicato a Era-GiunoneA. Mastino, Tempio Pausania: Gemellae o Hereum?, in Studi in onore di Manlio Brigaglia, Roma, 2001..
Sono stati trovati resti romani (miliari, resti di antiche strade e di murature in mattoni) nella zona di Milizzana (località Tanca di li Frati) situata nei pressi della zona industriale, il cui toponimo potrebbe derivare dall'insediamento di un'antica milizia romana (forse una doppia legione o una coorte ausiliaria gemina composta da sardi e corsi, avamposto militare per il controllo delle popolazioni dei Corsi che abitavano l'interno della Gallura e dei Balari che abitavano il Monteacuto a sud del Limbara) che poteva avervi posto le basi per lottare contro le popolazioni indigene che vivevano nei pressi dell'odierno centro cittadino con insediamenti nuragici nei quartieri Monti Pinna e San Pietro. Altri ritrovamenti tra cui l'iscrizione funeraria di un milite della coorte che vi ha militato per 19 anniCorpus Inscriptionum Latinarum si hanno nella zona di San Lorenzo "an(nos) 3]IVI / milit(avit) an(nos) XVIIII / Cn(aeus) Faustinius Felix / heres eius / h(eres) f(ecit?) m(erenti?)".
Periodo giudicale
Citata come Templo per la prima volta nel 1173 in un atto tra la Primaziale di Pisa e il vescovo di Civita (oggi Olbia) e successivamente come Villa Templi, in periodo giudicale diviene capoluogo della Curatoria di Gemini, una delle divisioni amministrative del giudicato di Gallura. Al periodo mediovale risalirebbe la costruzione delle originarie chiese di San Pietro e di Santa Croce che costituiranno il nucleo del centro abitato.
Nel 1296 con la morte di Nino Visconti (citato da Dante nella Divina Commedia), il giudicato di Gallura cade in mano pisana. A Nino Visconti la tradizione popolare attribuisce la presenza di una residenza a Tempio individuandola in un modesto edificio del centro storico nei pressi di piazza Gallura in cui sono effettivamente inglobati alcuni resti di un'architettura medioevale (altri resti medioevali sono incastonati in altri edifici del centro). Pur considerando, come ipotesi, la propensione delle corti giudicali a itinerare tra la capitale (Civita, l'attuale Olbia) e i maggiori centri del Giudicatosulla itineranza delle corti Giudicali vedi , e ., non sussistono comunque evidenze storiche a comprova di questa attribuzione.
Periodo catalano e spagnolo (Regno di Sardegna) Conquistata la Sardegna dagli Aragonesi (1324), in periodo del Regno di Sardegna nella corona d'Aragona, viene menzionata nel Rationes decimarum Italiae: Sardinia (1346-1350) come de Tempio. Presso l'Archivio di Stato di Cagliari è conservato un censimento fiscale del XV secolo, Castella villæ, silvæ saltus, terræ et jura totius Judicatus Galluræ, trascrizione di un originale del 1358, in cui vengono elencati i villaggi della curatoria di Gemini, suddivisi in Gemini Superiore (Agios, Villa Templi, Villa Latinacho, Guortiglassa) e Gèmini Josso (Villa Nughes, Villa Laùras, Villa Campo de Vinyes e Calanyanus), dalla quale risulta essere uno dei centri con minore carico fiscale. Il XIV secolo viene infatti caratterizzato, in conseguenza di guerre e pestilenze, da una forte crisi demografica che coinvolge in particolar modo le aree costiere (nel 1358, secondo il Compartiment de Sardenyavedi Repartimiento de Cardeña/Compartiment de Sardenya in Colección de documentos inéditos del Archivo de la Corona de Aragón: Repartimientos de Mallorca, Valencia y Cerdeña, Tomo XI, Barcelona, 1856 aragonese, che riprende una descrizione pisana del 1320, Terranova, l'antica capitale Giudicale, conta appena 132 "uomini" soggetti all'imposta del testatico, che fa presumere una popolazione di circa 800 abitantiArrigo Solmi, Studi storici sulle istituzioni della Sardegna nel Medioevo, Cagliari, 1917 , in tutta la Gallura nel corso del secolo scompaiono più di sessanta piccoli centri) ma che non risparmia l'entroterra. Intorno alla metà del Trecento la Gallura Gemini viene infeudata dagli aragonesi a Guglielmo di Podio e risulta interessata per oltre mezzo secolo dalle rivolte filo-arborensi. In questa situazione di crisi, fino al 1350 la chiesa rettoriale di Tempio sarebbe stata probabilmente sede provvisoria del vescovo di Civita vedi Luigi Agus Cattedrale di San Pietro Apostolo. Tempio Pausania, 2017.. Infeudato nel 1420 alla famiglia sardo-iberica dei Carroz d'Arborea, nel corso del XV secolo nel centro si avvia un processo di sviluppo demografico ed economico, anche a causa dell'immigrazione dalla Corsica.
Nel 1506 con la bolla Romanus Pontifex, il papa Giulio II, unisce le diocesi di Civita e Ampurias, lasciando al destino il compito di scegliere la sede, infatti stabilì che il titolo diocesano sarebbe rimasto al vescovo che fosse sopravvissuto. Il vescovo di Civita Pedro Stornell morì nel 1510 e la residenza della diocesi unita venne stabilita a Castellaragonese (oggi Castelsardo).
Al 1519 risale la consacrazione a seguito di ricostruzione della chiesa di San Pietro, del cui impianto rimangono la base del campanile e il portale tardogotico della facciata principale.
Dalla prima metà del XVI secolo, in seguito alla decadenza di Terranova – che nel 1559 avrebbe contato non più di 90 fuochi, ossia famiglie, pari a 360-400 abitantivedi http://www.comune.olbia.ss.it/ierioggidomani/daieriaoggi/ierioggi.htm - diviene gradatamente il centro principale della Gallura, la più settentrionale della Sardegna.
Nel 1543 viene fondato a Tempio, su iniziativa di donna Giovanna de Portugal, moglie del feudatario, un convento francescano con chiesa d'impianto rinascimentale, nel 1545 vi si insediano i frati Minori Osservanti. Nel 1554 un Memoriale del Virrey del Reyno de CerdeñaRiportato in A. Argiolas e A. Mattone, Ordinamenti portuali e territorio costiero di una comunità della Sardegna moderna, in Da Olbìa ad Olbia, Atti del Convegno internazionale di Studi, Olbia, 1994. rileva la presenza dei còrsi in Gallura (riferendosi a questa …parte de Cerdeña que confina con la Corçega… cita Está mucha parte d.ella habitada de corços…), che compaiono anche in una lettera di García Hernández a Filippo II del 1563 in cui si accenna ai numerosi còrsi che abitavano in Sardegna e che aderivano alla causa indipendentistica còrsa propugnata da Sampiero Ornano, mentre nel 1562, in un atto relativo alle campagne di Tempio, compare la prima attestazione della presenza degli stazzi (…quoddam stacium seu capannam pastorum…)Documento custodito presso l'Archivio di Stato di Cagliari, citato in Mauro Maxia, Studi storici sui dialetti della Sardegna settentrionale, 1999.. Nel 1571, a seguito di una contesa per la successione, Tempio e l'ex curatoria di Gemini passano alla famiglia De Portugal. All'ultimo quarto del XVI secolo risalirebbe anche la ricostruzione della chiesa e il prospetto con il portale tardogotico dell'Oratorio del Rosario. Tra il 1580 e 1589 viene citata come Oppidum Templi nella Chorographia Sardiniae di Giovanni Francesco Fara che rileva come gran parte della Gallura sia del tutto disabitata (… multique ex illis pastoriciam et agrestem cum tota familia in montibus degunt vitam, mille greges illi totidemque armenta per herbas pascunt… e che farà affermare a Le Lannou "… La popolazione di quella vasta provincia è ormai tutta concentrata nella parte più interna, tra la grossa borgata di Tempio e i suoi villaggi. Tuttavia alcuni pastori coraggiosi percorrono, con le loro pecore e le loro capre, i "saltus" solitari. Sono esseri miserabili, in eterno movimento, abituati a dormire al riparo dei cespugli di lentischi e delle querce o tra le pietre dei nuraghi crollati")Maurice Le Lannou, Pastori e contadini di Sardegna, 1941..