Biografia Nacque il 15 maggio 1907 nel villaggio di Hermaniv (attualmente Tarasivka, distretto di Lviv, regione di Lviv) nella famiglia del sacerdote greco-cattolico e medico Ivan Yablonskyi e di Modesta Ulvanska (figlia di padre Anton e Olimpia Ulvanskyi).
Ebbe numerosi fratelli e sorelle: Mariia (nata il 21 marzo 1898) e Yaroslav (nato il 23 maggio 1900), che emigrarono poi in Australia, Olha (nata il 22 maggio 1901) e Myron (nato il 20 maggio 1903).
Trascorse la prima infanzia nel villaggio con il padre e la tata Yustyna. Allo scoppio della prima guerra mondiale nel 1915, il padre, appassionato di cultura slava, portò la famiglia prima a Rostov e poi a Taganrog nella Russia meridionale; lì Sofia frequentò il ginnasio femminile. Gli anni trascorsi in Russia coincisero con la guerra e la rivoluzione e furono segnati dalla fame, dalle malattie e da dure condizioni di vita. Mentre erano in terra straniera, il fratello minore Miron morì di tifo.
Nel 1921 la famiglia Yablonskyi tornò in Galizia . Il padre, dopo una radicale revisione delle sue preferenze culturali, superò le verifiche e ottenne una parrocchia nel villaggio di Koz'ova, nella regione di Lviv.
Istruzione Sofia frequentò un seminario per insegnanti a Lviv e corsi di sartoria e cucito presso Trud, dove incontrò Olena Kysilevska, scrittrice, redattrice e figura di spicco del movimento femminile ucraino in Galizia. Negli anni 1922-1923 studiò contabilità presso la Scuola superiore di commercio estero di Lviv (Wyższa Szkoła Handlu Zagranicznego we Lwowie). Dal settembre 1925 al luglio 1926 studiò presso una scuola di arte drammatica, che le aprì le porte del teatro, dove debuttò con successo. Nel 1926 si dedicò alla distribuzione cinematografica, gestì due cinema a Ternopil' e collaborò con l'artista Roman Turin. Nello stesso anno ricevette risposta dalla scuola di cinema parigina di Louis Paglieri e partì per Parigi.
Viaggi internazionali Nel 1926 Sofia Yablonska si recò a Parigi con l'intenzione di diventare attrice cinematografica. Per guadagnarsi da vivere dovette persino lavare le finestre degli uffici. Ma non dimenticò il suo sogno: riuscì a recitare in un piccolo ruolo in un film della Pathé-Natan, principale casa di produzione e studio cinematografico francese della prima metà degli anni trenta. Lavorò anche come modella per gli artisti e per le sfilate di moda. Per un certo periodo convisse con l'artista Christian Cagliar.
Dal 1927 studiò tecniche di cinema documentario a Parigi, dove strinse amicizia con gli esponenti della diaspora ucraina come Volodymyr Vynnychenko e Stepan Levynsky, scrittore e diplomatico ucraino affascinato dalla cultura orientale. A Parigi Yablonska riuscì a ottenere un lavoro come reporter cinematografica. A Parigi entrò nell’ambiente artistico e conobbe alcuni esponenti del "Gruppo di Pré-Saint-Gervais" (Groupe du Pré-Saint-Gervais), tra cui Christian Caillard, Eugène Dabit e Béatrice Appia, nonché la gallerista Irène Champigny e lo scrittore canadese Alain Grandbois. grazie al contatto con l'ambiente bohémien degli artisti francesi, si interessò all'idea di viaggiare in paesi esotici. Dopo aver studiato il francese e le tecniche di ripresa cinematografica, intraprese numerosi viaggi in giro per il mondo per conoscere le culture di altri popoli.
A fine dicembre del 1928 partì per il suo primo viaggio nel Nord Africa, in Marocco. Arrivata a gennaio del 1929, in soli tre mesi Yablonska visitò Casablanca, Marrakech, Mogador, Taroudant, Agadir. In Marocco, visitò le terre dei Berberi nel Sahara, andando contro i consigli dei suoi amici: quel territorio non era ancora stato occupato dalla Legione Straniera francese. Tuttavia, Yablonska ci andò e descrisse la straordinaria ospitalità degli arabi, che non poteva rifiutare, perché "nulla offende gli arabi più del rifiuto del cibo".
Alla fine di marzo del 1929 Yablonska tornò a Parigi e descrisse vividamente i costumi, i colori e le emozioni del viaggio nel suo libro L'incanto del Marocco, pubblicato nel 1932 a Lviv.
Yablonska trascorse l'estate e l'autunno del 1929-1930 in Polonia, nella città di Krynica-Zdrój, una famosa località turistica. Lì, insieme alla madre Modesta e alle sorelle, presero in gestione una pensione e affittarono camere ai turisti per guadagnarsi da vivere.
La loro attività era pubblicizzata così sulle pagine della rivista Dilo di quegli anni: "Tutti i mali, anche i più cronici, possono essere curati solo a Krynica, nelle pensioni della signora Yablonska'". Le pensioni avevano i seguenti nomi: Znich, Flora, Tatryanska Villa, Wladyslawa. All'inizio degli anni Trenta, Sofia Yablonska gestiva personalmente le pensioni Znich, Wladyslawa, Zyut.
Fu Yablonska a rivelare al mondo il nome dell'artista Nikifor Drovniak di Krynica. Di fronte alla sua pensione, un artista muto dipingeva e vendeva quadri ai turisti, e lei si è interessata alle sue opere. Di lì a poco, l'amico di Yablonska, Roman Turin, organizzò la prima mostra personale di Drovniak a Parigi.
Nel dicembre 1930 lasciò Parigi per l’isola di Port-Cros, nel sud della Francia, dove visse per circa tre mesi lavorando a un romanzo in lingua francese.
Nel dicembre del 1931 firmò un contratto con la compagnia di Commercio all'ingrosso Yunan-Fu per realizzare brevi filmati documentari e intraprese un viaggio intorno al mondo. Attraversò Porto Said, Gibuti, Ceylon e l'Indocina francese, visitò il Laos, la Cambogia, la provincia dello Yunnan (Cina), il Siam, l'arcipelago malese, Giava e Bali, l'isola di Tahiti, l'Australia, la Nuova Zelanda e il Nord America (Stati Uniti e Canada).
Dopo un viaggio intorno al mondo, tra febbraio e marzo del 1935, Sofia Yablonska tornò a Krynica per visitare la madre, la sorella e il fratello e poi proseguì per Lviv, Kolomyia e Stanislaviv dove organizzò conferenze pubbliche sui suoi viaggi. La Società femminile della scuola Shevchenko la invita a parlare alle studentesse più grandi. Su richiesta delle riviste dell'epoca, Sofia Yablonska iniziò a scrivere resoconti e saggi, che furono pubblicati negli anni Trenta sulle riviste Zhynocha Dolya (Kolomyia), Nova Khata e Novi Shlyakhy, My i Svit, Nazustrich, Dilo. Yablonska era popolare tra la gioventù galiziana di orientamento femminista dell'epoca.
Nel 1935 sposò Jean-Marie Oudin e con lui tornò in Estremo Oriente. Diede alla luce e crebbe tre figli: Alan (nato dal primo matrimonio), Danko Michel e Jacques Mirco. La coppia visse poi in Cina e nell’Indocina francese per circa undici anni. Nel 1936 fu eletta segretaria del Club internazionale degli europei nella provincia dello Yunnan.
Il figlio maggiore, Alan, era un medico militare e morì nella guerra d'Algeria nel 1961.
Jacques Mirco Oudin fu un noto politico francese, eletto due volte al Senato francese. Laureato in giurisprudenza, ricoprì due mandati nella Commissione Finanze di Francia, è cavaliere della Legione d'Onore, cavaliere dell'Ordine delle Palme accademiche e gli è stato conferito l'Ordine al Merito per l'Agricoltura.
Nel 1939 Yablonska visitò Galizia per l'ultima volta, riuscendo a rivedere la famiglia e gli amici. A luglio, lasciò per sempre il suolo ucraino. Come regalo d'addio, una donna ucraina di Lviv le regalò una bambola tradizionale dei Hutsul, dalla quale la scrittrice non si separò mai. La bambola la accompagnò in tutti gli altri viaggi, vicini o lontani, e nelle difficoltà della guerra.
Visse a Parigi per qualche mese e il 29 settembre 1939 arrivò in Indocina.
Il 29 ottobre 1939, il padre di Yablonska, dopo aver appreso dell'occupazione e dell'annessione della Galizia da parte delle truppe sovietiche, si suicidò. Aveva già conosciuto il regime bolscevico durante il suo soggiorno in Russia tra il 1918 e il 1921.
Nel 1950, la famiglia tornò in Europa e si stabilì inizialmente a Parigi. Durante questo periodo, Yablonska subì diverse lutti gravi: nel 1946 morì Stepan Levinskyi, poi morì tragicamente sua sorella Olha e loro madre. Nel 1955 fu duramente colpita dalla tragica morte di suo marito. Dopo tutte le perdite, nel 1955 lasciò Parigi e si recò sull'isola di Noirmoutier (Francia). Lì si appassionò all'architettura e al design, costruì una villa secondo il suo progetto in stile vandeano, ne curò l'arredo e il decoro.
Il successo fu tale che iniziò a progettare edifici su commissione. Una delle case da lei progettate fu segnalata dalla commissione locale di architetti come monumento artistico dell'isola.
Collaborò con la poetessa Marta Kalytovska, che divenne sua fedele amica e assistente. Tornò di nuovo all'attività letteraria, scrivendo un libro di memorie, Una conversazione con mio padre, in cui rievocava la sua infanzia e tutto ciò che le stava a cuore.
Il 4 febbraio 1971, Sofia Yablonska morì in un incidente stradale mentre viaggiava verso Parigi. Era sepolta inizialmente accanto al marito nella città di Vernouille, ma nel 1973 entrambi furono sepolti a Noirmoutier.
Fino alla fine della sua vita, Sofia Yablonska conservò tre cose a lei care: la raccolta di poesie Kobzar di Taras Shevchenko, la bambola Hutsul che le era stata regalata in Galizia e un topolino di legno intagliato.
La sua assistente Marta Kalytovska editò, tradusse in francese e pubblicò postumi i libri di Sofia Yablonska: L'Année ensorcelée, Les Horizons lointains (1972), Le charme du Maroc (1973), Mon enfance en Ukraine (1981), Au pays du riz et de l'opium (1986), e in ucraino Dvi vahi, dvi miry (Due pesi, due misure) (1972).
Opere Чар Марокко (Char Maroko; L'incanto del Marocco; Le charm du Maroc; Der Charme von Marokko. Travelogue):
Ucraina: Lviv: Shevchenko Scientific Society, Lviv, 1932 (in Ucraino) OCLC 81406147; Francia: Paris: Impr. P.I.U.F., Paris, 1973 (in Francese) OCLC 461501331; Ucraina: Rodovid, 2018 (in Ucraino) ISBN 978-617-7482-27-6; Germania: KUPIDO Literaturverlag, 2020 (in Tedesco) ISBN 978-3966750103; Italia: infinito Edizioni, 2026 (in Italiano) ISBN 978-886-8619-06-0;
З країни рижу та опію (Z krainy ryzhu ta opiiu; Au pays du riz et de l'opium; Dalla terra del riso e dell'oppio):
Ucraina: Lviv: Biblioteka Dila, 2 voll., 1936 (in Ucraino) OCLC 234320099; Francia: Paris: Nouv. éd. latines, cop. 1986 (in Francese) ISBN 2-7233-0338-1 / ISBN 9782723303385; Ucraina: Rodovid, 2018 (in Ucraino) ISBN 978-617-7482-28-3;
Дві ваги — дві міри (Due pesi, due misure; Deux poids – deux mesures: contes et essais):
Francia: Paris, 1972 (in Ucraino) OCLC 8970309; Francia: Paris, 1972 (in Francese);
L’année ensorcelée: Nouvelle:
Francia: Paris: La Guérinière, Impr. P.I.U.F., Paris, 1972 (in Francese);
Далекі обрїї: подорожні нариси (Daleki obrii: podoroz︠h︡ni narysy; Les horizons lointains; Gli orizzonti lontani):
Ucraina: Lviv: Biblioteka Dila (2 voll), 1939 (in Ucraino) OCLC 44819137; Francia: Paris: Nouvelles éditions latines, 1977 (in Francese) ISBN 2-7233-0003-X / ISBN 9782723300032; Ucraina: Kyiv: Rodovid, 2018 (in Ucraino) ISBN 978-617-7482-29-0;
Mon enfance en Ukraine: Souvenirs sur mon père (Knyha pro bat'ka: z mogo dytynstva; La mia infanzia in Ucraina: Ricordi del mio padre; Book about [My] Father: From My Childhood): Francia: 1977,
Francia: Paris: Nouvelles éditions latines, 1981 (in Francese) ISBN 2-7233-0114-1 / ISBN 9782723301145; Francia: Edmonton Paris Slovo, Paris Impr. PIUF, (in Ucraino) OCLC 461588983; Ucraina: Bohuslavknyha, Kyiv, 2016, (in Ucraino) ISBN 978-966-2644-11-1.
Листи з Парижа. Листи з Китаю: Подорожні нариси, новели, оповідання, есеї, інтерв’ю (Lysty z Paryza. Lysty z Kytaiu. Podorozni narysy, novely, opovidannia, іnterviu)
Ucraina: Piramida, 2018 (in Ucraino) ISBN 978-966-441-518-4.
Чар Марока. З країни рижу та опію. Далекі обрії (3 in 1 volume)
Ucraina: Piramida, 2015 (in Ucraino) ISBN 978-966-441-381-4;
In tutte le pubblicazioni Yablonska includeva le fotografie da lei scattate, che illustravano in modo eloquente la vita e la cultura di terre e popoli lontani.
Registrazioni audio delle opere
Sofia Yablonska Farfalla (registrazione audio) .