Il misticismo nazista (in tedesco Nazistischer Okkultismus) è un termine generico per indicare le correnti semireligiose presenti durante il periodo del nazismo in Germania, vere o presunte, che spesso si confondono con l'occultismo, l'esoterismo, la criptostoria, il paranormale e il culto della Dea Madre.«Il Misticismo Nazista […] racchiude molti elementi, sui quali peraltro si è anche fantasticato molto, come l'occultismo, l'esoterismo stesso, il paranormale, la pseudostoria, il culto della Dea Madre, il richiamo alle antiche mitologie nordiche, la criptoarcheologia, la Teosofia, l'Ariosofia. Questi ambiti, che furono parte integrante dell'esperienza nazista, per il fanatismo degli adepti e il livello dei gerarchi coinvolti, assunsero un carattere quasi religioso (dalla quarta di copertina di: Mauro Tonino, Nazismo esoterico. Il lato oscuro del III Reich. Dal Santo Graal all'Ultima Thule, Arkadia, 2023).
Il dibattito storiografico L'associazione tra nazismo e occultismo è oggetto di un ampio dibattito storiografico, che attraversa un continuum che va dalla ricerca accademica alla letteratura popolare sensazionalistica. Queste idee hanno fatto parte della cultura popolare almeno fin dai primi anni quaranta del Novecento e hanno conosciuto una rinnovata diffusione a partire dagli anni sessanta.
Lo storico britannico Nicholas Goodrick-Clarke, nel suo fondamentale studio del 1985 The Occult Roots of Nazism (tradotto in italiano come Le radici occulte del nazismo), ha analizzato in modo sistematico il tema, dimostrando che esiste un legame reale tra alcune idee dell'Ariosofia e l'ideologia nazista, pur sottolineando che la gran parte della letteratura popolare sul tema esagera considerevolmente tale rapporto. Goodrick-Clarke descrive il proprio lavoro come «una storia sotterranea, relativa ai miti, ai simboli e alle fantasie che incidono sullo sviluppo degli stili di pensiero reazionari, autoritari e nazisti», argomentando che «le fantasie possono acquisire uno status causale una volta che siano state istituzionalizzate in credenze, valori e gruppi sociali».
Nel suo giudizio, i numerosi libri sul misticismo nazista pubblicati tra il 1960 e il 1975 erano «tipicamente sensazionali e privi di ricerca adeguata»: la loro caratteristica comune era «una totale ignoranza delle fonti primarie», con «inesattezze e affermazioni infondate ripetute da ogni nuovo autore fino a creare un'abbondante letteratura basata su "fatti" del tutto spuri».
L'origine della moderna mitologia del "nazismo occulto" nella cultura popolare è generalmente ricondotta al libro Il mattino dei maghi (1960) di Louis Pauwels e Jacques Bergier, che dedicava l'intera seconda metà dell'opera alle supposte connessioni tra nazismo e occultismo, scatenando un filone editoriale fortunato ma di scarso rigore storico.
Le origini del mito nelle fonti contemporanee
Lo scrittore austriaco Hans Thomas Hakl, in un saggio incluso nell'edizione tedesca di The Occult Roots of Nazism e successivamente tradotto da Goodrick-Clarke in inglese, ha ricostruito con precisione le radici della speculazione sul nazismo e l'occultismo risalendo ai primi testi degli anni trenta e quaranta. Già nel 1933 uno pseudonimo, Kurt van Emsen, aveva descritto Hitler come una «personalità demoniaca», ma la sua opera rimase presto nell'oblio.
Le prime allusioni all'influenza occulta su Hitler che ebbero una certa circolazione provennero dall'esoterista cristiano francese René Kopp, che in due articoli sulla rivista mensile esoterica Le Chariot (giugno 1934 e aprile 1939) cercò di rintracciare nella forza soprannaturale l'origine del potere di Hitler; il secondo articolo era intitolato «L'Enigme du Hitler». Nel 1939 anche l'autore francese Édouard Saby pubblicò Hitler et les Forces Occultes, già citante Hanussen e Ignaz Trebitsch-Lincoln. Hakl considera Saby il vero padre fondatore del mito del nazismo occulto.
Un libro di ben altra risonanza fu tuttavia Conversazioni con Hitler di Hermann Rauschning (1939), in cui si afferma che «Hitler si era consegnato a forze che lo trasportavano con sé», in un capitolo intitolato «Magia nera e bianca». Le sue affermazioni — come Goodrick-Clarke ha documentato — sono quasi certamente in larga parte inventate (cfr. vedi più avanti, sezione dedicata).
Goodrick-Clarke ha classificato questo filone come «criptostoria» (*crypto-history*), definendolo per il fatto che il suo «punto finale di riferimento esplicativo è un agente rimasto nascosto agli storici precedenti del nazionalsocialismo». Tra i testi considerati parte di questo genere dalla letteratura specialistica figurano: Louis Pauwels e Jacques Bergier, Il mattino dei maghi (1960) Dietrich Bronder, Bevor Hitler kam (1964) Jean-Michel Angebert, Hitler et la tradition cathare (1971) Trevor Ravenscroft, The Spear of Destiny (1972) J. H. Brennan, The Occult Reich (1974)
Secondo Goodrick-Clarke questi libri condividono un'«assoluta ignoranza delle fonti primarie», con «inesattezze e affermazioni infondate ripetute da ogni nuovo autore».
Lo storico Eric Kurlander, nel suo studio Hitler's Monsters: A Supernatural History of the Third Reich (2017), ha proposto una lettura più sfumata: le credenze soprannaturali, esoteriche e para-scientifiche non erano un elemento marginale del nazismo, ma contribuivano in modo significativo alla sua capacità di attirare sostenitori, disumanizzare i nemici e giustificare le ambizioni imperiali e razziali.
Contesto culturale
Il movimento völkisch e l'Ariosofia
Il nazismo fu un movimento völkisch basato su radici ideologiche e teosofiche che affondavano nel pensiero di Adolf Hitler e di altri capi nazisti, spesso mutuate da idee di contemporanei o di precursori come Arthur de Gobineau. Il movimento völkisch — una risposta tradizionalista e pangermanica all'industrializzazione e all'urbanizzazione — aveva associato i problemi della modernità ai presunti misfatti della Massoneria, della Qabbalah e del Rosacrocianesimo, nel tentativo di «dimostrare che il mondo moderno era fondato su princìpi falsi e malvagi».
All'interno di questo clima culturale si sviluppò l'Ariosofia, un movimento occulto-razziale che mescolava nazionalismo popolare, razzismo ariano e occultismo per proclamare la supremazia mondiale germanica. I suoi principali esponenti furono Guido von List e Jörg Lanz von Liebenfels. Quest'ultimo — monaco austriaco apostata e fondatore nel 1907 dell'Ordine del Nuovo Tempio — propugnò nei propri scritti teorie di eugenetica razziale estreme. Fu uno degli idoli giovanili di Hitler a Vienna.
Il rapporto tra Ariosofia e nazismo è stato al centro di un lungo dibattito. Nel 1958 Wilfried Daim aveva sostenuto la tesi, oggi respinta dalla ricerca, che Lanz von Liebenfels fosse «l'uomo che aveva dato le idee a Hitler». Goodrick-Clarke ha invece concluso che l'Ariosofia abbia anticipato l'ideologia nazista senza esserne una causa diretta: Hitler conosceva le opere di List e Lanz e ne fu parzialmente influenzato, soprattutto nel millenarismo e nel manicheismo, ma altri aspetti centrali della dottrina ariosofistica — come il mito di un'età dell'oro ariana o un patrimonio culturale segreto da recuperare — non lo interessarono.
Un dato storiograficamente rilevante è che, dopo la presa del potere nel 1933, i raggruppamenti ariosofici furono inquadrati dal regime insieme a tutte le organizzazioni occultiste e massoniche come «sette ostili allo Stato», dapprima tenuti sotto sorveglianza e poi progressivamente soppressi. Con un decreto del luglio 1937 tutte queste organizzazioni vennero vietate; nel 1941, sotto la direzione di Reinhard Heydrich, seguirono massicci provvedimenti di polizia contro i loro aderenti — in molti casi internati nei campi di concentramento o condannati ai lavori forzati.
Secondo l'analisi di Giorgio Galli nel saggio Hitler e il nazismo magico, nucleo centrale dell'intreccio tra esoterismo e politica nazista è l'individuazione di motivazioni occulte alla base di scelte altrimenti difficili da spiegare secondo le comuni categorie della razionalità politica. Galli individua nell'antisemitismo il principale di tali obiettivi occulti, seguito dall'asservimento delle popolazioni slave abitanti l'Heartland, il cuore mistico dell'Eurasia e, di conseguenza, l'attacco tedesco all'URSS del 1941, espandendo il Lebensraum (spazio vitale) tedesco, secondo la teoria del geografo Karl Haushofer.
Quando nel 1941 il vertice del Terzo Reich decise di mettere in pratica quest'utima teoria mediante l'Operazione Barbarossa, nella cerchia hileriana si sviluppò un dibattito nel quale l'astrologia ebbe un ruolo rilevante, sino a influenzare la preparazione della missione di Hess in Inghilterra alla ricerca di un possibile accordo prima di iniziare la campagna dell'Est.
La Società Thule Un ruolo di incubatrice del pensiero nazionalsocialista lo ebbe la Thule-Gesellschaft, una società occultista e völkisch fondata a Monaco di Baviera il 17 agosto 1918 da Rudolf von Sebottendorff come copertura per la loggia bavarese della Germanenorden Walvater. La Società propugnava l'antisemitismo, la purezza del sangue e della razza, e il ritorno a un'ideale età dell'oro germanica identificata in un arco temporale compreso tra l'età del bronzo e il Basso Medioevo. La concezione di questa ipotetica età antica traeva spunto dalle idee di Guido von List, Jörg Lanz von Liebenfels e dai vari propugnatori della Teosofia.
I membri della Thule dovevano sottoscrivere una «dichiarazione di sangue» ("Blutbekenntnis") in cui attestavano che «nelle proprie vene e in quelle della propria moglie non scorre sangue ebraico né di colore e che tra i propri antenati non figurano appartenenti alle razze di colore». Il motto della Società era «Mantieni puro il tuo sangue», la formula di saluto tra i membri era «Heil und Sieg». Il simbolo adottato combinava una svastica — proposta all'NSDAP da Friedrich Krohn, che apparteneva sia alla Thule sia al Germanenorden — con un cerchio e una spada. L'uso della svastica in direzione opposta rispetto alla proposta originale di Krohn fu però voluto dallo stesso Hitler.
Alla Thule viene attribuita l'ispirazione del quotidiano Münchener Beobachter, poi divenuto Völkischer Beobachter e organo dell'NSDAP. Karl Harrer, attivista della Thule, fu tra i cofondatori della Deutsche Arbeiterpartei (DAP) nel gennaio 1919; l'organizzazione fu poi rifondata da Hitler come NSDAP. Lo stesso Goodrick-Clarke ha riconosciuto che l'attività propagandistica e controrivoluzionaria della Thule creò «un'atmosfera surriscaldata ed emotivamente carica in cui movimenti estremi come il nazionalsocialismo poterono prosperare».
È tuttavia storiograficamente importante precisare che la Thule-Gesellschaft fu sostanzialmente una "organizzazione politica di lotta secolare": non vi si praticavano rituali occultistici o esoterici. La narrativa secondo cui essa sarebbe stata il «centro magico del movimento nazista» o una sorta di centro iniziatico attivo durante il Terzo Reich è considerata dalla storiografia accademica una pura finzione, alimentata in primo luogo dalle memorie esagerate dello stesso Sebottendorff e poi amplificata dalla letteratura popolare di Pauwels e Bergier e dai romanzi pseudostorici di Dietrich Bronder e Trevor Ravenscroft.
Goodrick-Clarke ha tuttavia avvertito che le liste di presunti membri della Thule apparse nelle opere popolari sono per lo più «spurie e fantasiose»: Feder, Eckart e Rosenberg non erano mai stati altro che ospiti a cui la Società aveva esteso la sua ospitalità, anche se in seguito ha riconosciuto che Hess e Frank erano effettivamente stati membri prima di diventare prominenti nel partito nazista. La Thule sponsorizzò il Deutsche Arbeiterpartei (DAP), il diretto predecessore dell'NSDAP.