Fu accusato di aver agevolato la fuga dello zarevic e per questo motivo condannato a morte.

Biografia

Aleksandr Kikin nacque nel 1670 in una famiglia nobile, figlio del voivoda Vasilij Petrovič e di Maria Michajlovna Golochvastova. Non si sa molto della sua gioventù, ma nel 1693 Kikin era bombardiere in un reggimento di fanteria e tra il 1695 e il 1696 partecipò alle campagne d'Azov come attendente di Pietro I di Russia.

Nel 1697 si recò in Olanda come parte del seguito della grande ambasciata di Pietro il Grande, missione diplomatica condotta dalla Russia nell'Europa occidentale, dove studiò costruzione navale. Tornato in patria, nel 1703 e 1704 lavorò come costruttore degli alberi delle navi nei cantieri navali di Voronež e di Lodejnoe Pole. Nel 1707 assunse il controllo dell'Ammiragliato di San Pietroburgo.

Nel 1708 fu inviato in missione diplomatica a Baturyn. Da quel momento in poi, Kikin si occupò quasi esclusivamente di questione marittime, diventando uno dei più stretti collaboratori dello zar.

Nel 1714 iniziarono i lavori per la costruzione del suo palazzo di San Pietroburgo, il Palazzo Kikin. Tuttavia, i lavori furono completati soltanto dopo la sua morte. Nel 1715 fu arrestato per corruzione, ma grazie al pagamento di un cospicuo riscatto, ebbe la possibilità di uscire di prigione e scontare la sua condanna con l'esilio a Mosca. Tuttavia, un anno dopo lo zar gli permise di tornare a San Pietroburgo.

Nonostante fosse un fedelissimo di Pietro e lo zar nutrisse grande fiducia nei suoi confronti, Kikin si trovò spesso in opposizione al regime. Ciò potrebbe essere dovuto alla vecchia rivalità con Aleksandr Danilovič Menšikov, generale e confidente dello zar.

Questa rivalità portò ad un avvicinamento tra Kikin e lo zarevic Aleksej Petrovič Romanov. In particolare, Kikin esortò lo zarevic ad entrare in un monastero per attendere la morte dello zar e a fuggire all'estero con il suo aiuto.

Nel corso del processo contro lo zarevic, varie confessioni furono estorte sia dallo zarevic che da altri suoi amici. Anche Kikin venne torturato e confessò il suo coinvolgimento in una congiura contro lo zar. Tra le altre cose, fu accusato di aver tentato di uccidere lo zar mentre stava dormendo.

Nonostante l'intercessione della zarina, Kikin morì tramite supplizio della ruota il 17 marzo 1718.28 marzo secondo il calendario gregoriano.

Alla sua morte tutti i suoi possedimenti furono confiscati, compreso il palazzo Kikin.

Note