Il Gran Premio di Belgrado 1939 (ufficialmente ) fu la decima e ultima gara europea non valida per il campionato europeo di automobilismo 1939, interrotto dallo scoppio della seconda guerra mondiale. Si svolse il 3 settembre 1939, ovvero due giorni dopo l'inizio della seconda guerra mondiale, sul circuito cittadino allestito all'interno del parco Kalemegdan a Belgrado, sotto il patrocinio delle autorità reali jugoslave.
A causa delle crescenti tensioni in Europa, molti piloti non si presentarono all'evento; le squadre più vincenti di quegli anni, Mercedes-Benz e Auto Union, inviarono due vetture ciascuna alla corsa, alla quale partecipò anche il pilota di casa Boško Milenković con una ormai obsoleta Bugatti T51. Davanti a oltre spettatori, ottenne la sua ultima vittoria il pilota italiano Tazio Nuvolari su Auto Union, considerato uno dei migliori piloti di tutti i tempi. Il secondo posto fu conquistato da Manfred von Brauchitsch su Mercedes, il terzo da Hermann Paul Müller su Auto Union, mentre al quarto e ultimo posto si classificò Milenković.
Partecipanti Di seguito la lista dei piloti iscritti con le rispettive vetture: NºPilotaCostruttoreVettura2 Hermann LangDaimler-Benz AGMercedes-Benz W1544 Tazio NuvolariAuto UnionAuto Union Type D6 Manfred von BrauchitschDaimler-Benz AGMercedes-Benz W1548 Hermann Paul MüllerAuto UnionAuto Union Type D12 Boško MilenkovićPrivatoBugatti T514 Ulrich BigalkeIscritto come pilota di riserva.Auto UnionAuto Union Type D8 Hans StuckIscritto come pilota di riserva.Auto UnionAuto Union Type D10 Walter BäumerIscritto come pilota di riserva.Daimler-Benz AGMercedes-Benz W15414 Raymond SommerAlfa CorseAlfa Romeo Tipo 30818 Paul PietschOfficine A. MaseratiMaserati 8CTF20 Gigi VilloresiOfficine A. MaseratiMaserati 8CTF
Qualifiche
Resoconto La gara, patrocinata dalle autorità reali jugoslave in onore del compleanno del re Pietro II di Jugoslavia, si svolgeva su un circuito cittadino molto scivoloso e irregolare nel parco Kalemegdan di Belgrado, tracciato attorno all'antica fortezza turca omonima. Il percorso era parzialmente pavimentato con cubetti di granito e, in alcuni tratti, i piloti erano persino ostacolati dai binari del tram. La pista si percorreva in senso antiorario ed era composta da otto curve a sinistra e una a destra, senza alcun rettilineo sufficientemente lungo per consentire agevoli sorpassi.
Dopo una lunga riflessione, le squadre tedesche Auto Union e Mercedes-Benz decisero di inviare alla gara due vetture ciascuna, seguite per precauzione da una propria cisterna di carburante. Alfred Neubauer, direttore sportivo del team Mercedes-Benz, giustificò l'assenza del suo miglior pilota, Rudolf Caracciola, con l'aggravarsi di un infortunio alla gamba, anche se Caracciola aveva già precedentemente annunciato che avrebbe corso solo nelle gare più importanti. I piloti di entrambe le squadre italiane iscritte, Alfa Corse e Officine A. Maserati, non si presentarono sul posto a causa delle crescenti tensioni in Europa; pertanto, l'unico altro partecipante alla gara rimase il pilota locale Boško Milenković con una Bugatti T51 vecchia di almeno quattro anni.
Il primo giorno di prove libere, giovedì 31 agosto tra le quattro e le sei del pomeriggio, Hermann Lang completò diciannove giri con il miglior tempo di 1'16"2; Manfred von Brauchitsch percorse diciassette giri fissando il cronometro a 1'17"3. Entrambe le Mercedes-Benz erano equipaggiate con un sistema di alimentazione del carburante migliorato, introdotto per la prima volta nel Gran Premio di Svizzera 1939. Hermann Paul Müller fu l'unico pilota dell'Auto Union a girare il primo giorno: dopo sedici giri, segnò il miglior tempo in 1'18"3. In serata si diffusero voci secondo cui le truppe tedesche si trovavano già sul confine polacco.
Il secondo giorno di prove libere, i giornali di Belgrado pubblicarono un'edizione speciale con la notizia principale che il Terzo Reich e la Polonia erano in guerra. Molti visitatori stranieri tornarono immediatamente in patria, ma gli organizzatori non vollero annullare la corsa, poiché ciò avrebbe causato un grave deficit finanziario; arrivarono persino a implorare i piloti tedeschi di restare. Lang completò dieci giri migliorando il suo tempo a 1'15"4. Müller abbassò il suo tempo a 1'18"2, ma dopo tredici giri dovette rientrare ai box per il surriscaldamento del motore, causato da una temperatura dell'aria di e da un asfalto che raggiungeva i . Poiché Tazio Nuvolari non si era presentato alle prove, la sua vettura fu presa in consegna dal pilota di riserva dell'Auto Union, Ulrich Bigalke, il quale segnò un tempo di 1'37"0 prima di doversi ritirare ai box dopo cinque giri per un problema alla pompa della benzina. L'ispezione non rivelò guasti gravi, così Müller prese la vettura e segnò un tempo di 1'16"8. Müller riuscì a regolare i rapporti del cambio in modo da poter percorrere l'intero giro in terza marcia.
Sabato arrivarono in treno anche Tazio Nuvolari e Hans Stuck. Poiché l'Auto Union aveva solo due vetture a disposizione, i tempi delle prove avrebbero dovuto determinare chi tra Stuck e Müller avrebbe affiancato Nuvolari in gara. Tuttavia, dopo ulteriori consultazioni interne al team, si decise che Stuck non avrebbe nemmeno partecipato alle prove. Se lo avesse fatto, Müller, che aveva già completato quarantacinque giri, avrebbe rischiato il tutto per tutto per superare il più rinomato Stuck, il quale a sua volta avrebbe richiesto lo stesso numero di giri di Müller. Questo avrebbe causato uno sforzo eccessivo ai motori, considerato inaccettabile. A mezzogiorno, gli organizzatori allestirono una sessione di prove speciali solo per Nuvolari, il quale, dopo dieci giri, segnò un tempo di 1'20"2, migliorandolo poi a 1'17"2 in altri sei giri.
Le prove ufficiali si svolsero come di consueto tra le quattro e le sei del pomeriggio, e i piloti della Mercedes-Benz furono nuovamente i più veloci. Von Brauchitsch, guidando al limite del rischio, fermò il cronometro a 1'14"2, mentre Lang riuscì a migliorare il proprio tempo a 1'15"0. Quando Lang cercò di fare un ulteriore giro veloce, il capo squadra Alfred Neubauer chiese ai due piloti se fossero impazziti e proibì loro di tornare in pista. In sei giri, Nuvolari migliorò il suo tempo a 1'16"3. Successivamente, le prove furono interrotte perché un'Auto Union si era fermata e dovette essere spinta fino ai box. Dopo aver sostituito il carburatore, Müller, in sette giri, stabilì il suo miglior tempo in 1'15"2.
Griglia di partenza Pos.NºPilotaCostruttoreVettura16 Manfred von BrauchitschDaimler-Benz AGMercedes-Benz W15422 Hermann LangDaimler-Benz AGMercedes-Benz W15438 Hermann Paul MüllerAuto UnionAuto Union Type D44 Tazio NuvolariAuto UnionAuto Union Type D512 Boško MilenkovićPrivatoBugatti T51
Gara
Resoconto La mattina prima della partenza, il Regno Unito dichiarò guerra alla Germania. Secondo una leggenda, von Brauchitsch avrebbe voluto fuggire in Svizzera in aereo, ma il direttore sportivo Neubauer lo intercettò in aeroporto costringendolo a correre. Alla partenza, segnalata da colpi di cannone sparati da una caserma distante uno o due chilometri, von Brauchitsch prese il comando dalla pole position. Fu seguito da Lang, il quale, nel desiderio di prendere subito la testa, fece slittare le ruote posteriori. Lang era consapevole che questa sarebbe stata l'ultima gara per molti anni a venire e voleva vincere a tutti i costi. Seguivano Nuvolari e Müller.
Von Brauchitsch, mentalmente distratto dagli eventi, finì spesso largo sui cordoli portando pietre e terra sulla pista. Uno di questi sassi, al quinto giro, colpì e frantumò il parabrezza della vettura di Lang, e subito dopo anche i suoi occhiali da corsa; con una scheggia di vetro nell'occhio, Lang fu costretto a rientrare ai box e a cedere la vettura al pilota di riserva Walter Bäumer.
Von Brauchitsch si trovò così a condurre davanti a Müller e Nuvolari, e la situazione rimase invariata per i primi sei giri. Al settimo giro, tuttavia, il pilota tedesco commise un errore: si girò in testacoda davanti all'ambasciata francese e uscì di pista. Nel rientrare in traiettoria, Nuvolari quasi si scontrò con lui, riuscendo a superarlo a fatica. Von Brauchitsch cercò in seguito di riprendere le due Auto Union in fuga e al quindicesimo giro stabilì il record del tracciato in 1'14"0. Poco dopo, però, a causa dell'incidente e del conseguente ritiro della vettura di Bäumer, dovette frenare bruscamente perdendo così contatto dai primi.
Müller mantenne un vantaggio di cinque secondi su Nuvolari fino al trentesimo giro, quando fu costretto a fermarsi ai box per una foratura alla gomma posteriore sinistra. Von Brauchitsch effettuò il suo pit-stop al trentaseiesimo giro, lasciando a Nuvolari un vantaggio di quasi cinquanta secondi. Nel frattempo, Milenković dovette effettuare una sosta molto lunga ai box a causa del surriscaldamento del motore: poiché il suo meccanico non riusciva ad aprire il tappo del radiatore, dovette farlo lui stesso, perdendo ulteriore tempo.
Al trentanovesimo giro Nuvolari fece la sua unica sosta ai box. Dopo il pit-stop, tuttavia, i meccanici dell'Auto Union spinsero la sua vettura (che si era spenta) per farla ripartire, un'azione proibita dal regolamento. Nonostante ciò, la Mercedes decise di non presentare reclamo, dato che anche i propri piloti avevano precedentemente violato le regole riguardo ai sorpassi dei doppiati. Nuvolari conservò un vantaggio di nove secondi e ottenne così l'ultima vittoria in un Gran Premio europeo per i successivi sette anni, nonché l'ultimo trionfo della sua ricca carriera, a una velocità media di . Dopo la fine della corsa, i partecipanti appresero che anche la Francia era entrata in guerra contro la Germania.
Nei giorni successivi alla gara, Alfred Neubauer organizzò il rientro della carovana di camion tedeschi. A causa di alcune voci secondo le quali l'Ungheria avrebbe confiscato tutto il carburante, decisero di viaggiare attraverso la Slavonia, la Croazia e la Slovenia per raggiungere l'Austria. A causa delle strade molto polverose e della conseguente scarsa visibilità, i camion furono costretti a marciare mantenendo una distanza di un chilometro e mezzo l'uno dall'altro. Tuttavia, al loro arrivo in fabbrica, i camion furono requisiti dall'esercito tedesco.
Nel dopoguerra, il nuovo governo comunista in Jugoslavia cercò di cancellare i successi e la storia del precedente regime monarchico, il che incluse anche il ricordo di questa gara; per decenni, l'evento fu quasi rimosso dalla memoria collettiva. Boško Milenković, l'unico pilota jugoslavo ad aver partecipato a un Gran Premio automobilistico di quel livello, fu espropriato dei suoi beni e fu costretto a guadagnarsi da vivere come conducente di tram. Deluso e disperato, si impiccò nell'appartamento di un amico alcuni anni dopo.
Risultati I risultati del Gran Premio sono i seguenti:
Pos.NºPilotaVetturaGiriTempo/RitiroGriglia14 Tazio NuvolariAuto Union Type D501h04'03"8526 Manfred von BrauchitschMercedes-Benz W154 50 +7"6 138 Hermann Paul MüllerAuto Union Type D50 +31"6 3 412 Boško MilenkovićBugatti T51 31 +19 giri 4Rit2 Hermann Lang Walter BäumerMercedes-Benz W15417Incidente2NP4 Ulrich BigalkeAuto Union Type DPilota di riservaNP8 Hans StuckAuto Union Type DPilota di riservaNP10 Walter BäumerMercedes-Benz W154Pilota di riservaNA14 Raymond SommerAlfa Romeo Tipo 308NA?Pilota non dichiaratoAlfa Romeo Tipo 308NA18 Paul PietschMaserati 8CTFNA20 Gigi VilloresiMaserati 8CTF
Note
Note esplicative
Riferimenti
Altri progetti
Categoria:Serie e competizioni motoristiche nel 1939 Categoria:Sport a Belgrado