Scannabecchi è il cognome di una famiglia di Bologna particolarmente attiva nel quadro delle dinamiche politiche, sociali e culturali dell'Italia comunale settentrionale fra il XIII e il XIV secolo, caratterizzata da una fitta rete di autonomie urbane e di élites cittadine. È specialmente documentata nelle fonti in relazione a personalità operanti in ambito artistico e cittadino, tra cui Dalmasio di Iacopo e il figlio Lippo.
Storia La famiglia, secondo la voce scritta per l'Enciclopedia dantesca Treccani da Augusto Campana quanto ad uno dei suoi membri, Bernardo di Canaccio,. era originaria di Perugia ma attestata a Bologna, dove poteva vantare uno status di nobiltà e donde sarebbe stata poi esiliata riparando a Verona.
Un antenato non lontano ne era stato «Bernardo S[cannabecchi] da Monteacuto (Perugia), notaio a Bologna nel 1220». Campana specifica che l'avo Bernardino, nel corso delle contese politiche nella città, era stato decapitato nel 1284.
Gli Scannabecchi erano schierati con la «Parte lambertazza», ossia ghibellina,I Lambertazzi furono una «celebre famiglia ghibellina di Bologna, in contrasto con quella dei Geremei, guelfa. Il nome, per indicare più una fazione che una famiglia, comincia nel 1217»; cfr. e in più occasioni dovettero perciò subire il bando dalla città.
Ne fa fede appunto una lista di proscritti «pro parte Lambertaciorum»Essere "pro parte Lambertaciorum", che divenne in sé anche una formula giuridica, poteva garantire alternativamente persecuzione o privilegi, quali il diritto di denuncia in reati non definibili "comuni" e non perseguibili da normativa giudiziaria generica: ; . compilata sotto il capitanato di Fulcieri da Calboli.Noto esponente della fazione guelfa e avversario dei Ghibellini Ordelaffi, era podestà di Firenze nel 1303, allorquando ebbe a contrastare il tentativo della parte avversa, cui si erano uniti fuoriusciti guelfi e lo stesso Dante, di riconquistare la città. Per la battaglia di Castel Policiano:
Da tale elenco risulta che il provvedimento di confino a Verona nel 1299 riguardava anche «Arpinello, detto Canaccio, e Tommaso figli di Bernardino, e il piccolo "Bernardinus filius dicti Arpinelli, ætatis duorum annorum" [Bernardino figlio del suddetto Arpinello, dell'età di due anni].» Quest'ultimo è il Bernardo di Canaccio tra i supposti autori dell'epitaffio sulla tomba di Dante a Ravenna.
Membri illustri e noti Lippo di Dalmasio Dalmasio Scannabecchi Bernardino † 1284 Bernardo di Canaccio n. 1297 † dopo il 1356
Note
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