Lesplosione al Parco degli Acquedotti è un evento avvenuto tra la sera del 19 marzo e le prime ore del 20 marzo 2026 presso il casale del Sellaretto, all'altezza di via delle Capannelle 221, nel Parco degli Acquedotti a Roma. Nell'esplosione morirono Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, entrambi riconducibili all'area anarco-insurrezionalista italiana.

Secondo l'ipotesi investigativa principale, i due stavano assemblando un ordigno artigianale quando si verificò la deflagrazione che provocò il crollo del tetto del casale. Il caso fu immediatamente inquadrato in ambito antiterrorismo e il Ministero dell'interno convocò il Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo (C.A.S.A.) il giorno successivo.

Dinamica dell'evento La mattina del 20 marzo 2026 furono rinvenuti i corpi di due persone sotto le macerie del casale del Sellaretto, una struttura fatiscente all'interno del Parco degli Acquedotti. I cadaveri furono identificati anche grazie ai tatuaggi. Le prime ricostruzioni degli inquirenti suggerirono un incidente domestico che avesse coinvolto persone senza fissa dimora, ma l'esame delle ferite — tra cui un braccio mutilato di Mercogliano — orientò rapidamente le indagini verso la pista dell'ordigno artigianale.

Sul luogo intervennero Polizia di Stato, Carabinieri, Vigili del fuoco, Polizia scientifica e la DIGOS, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Roma e del pool antiterrorismo. Non risultarono altre vittime né altre presenze accertate nel casale al momento dell'esplosione.

Indagini L'ipotesi investigativa principale è che Mercogliano e Ardizzone stessero fabbricando un ordigno esplosivo artigianale e che la deflagrazione sia avvenuta accidentalmente durante la fase di preparazione.

Quanto alla possibile destinazione dell'ordigno, alcune ricostruzioni giornalistiche hanno menzionato la rete ferroviaria dell'alta velocità, un possibile obiettivo legato al gruppo Leonardo, oppure un'azione collegata alla campagna in favore di Alfredo Cospito in vista della scadenza di maggio del regime del 41-bis. Nessuna di queste ipotesi risultava confermata in via definitiva alla data delle prime ricostruzioni.

Il 21 marzo 2026 la DIGOS di Roma eseguì cinque perquisizioni a carico di persone ricondotte all'area insurrezionalista e procedette all'audizione di due persone ideologicamente vicine alle vittime, senza tuttavia indicare un loro coinvolgimento diretto nell'azione ipotizzata.

Vittime Alessandro Mercogliano Alessandro Mercogliano (circa 53 anni, originario di Nola) era noto agli investigatori per il suo coinvolgimento nell'inchiesta Scripta Manent, uno dei principali procedimenti giudiziari italiani contro l'area anarchico-insurrezionalista. Nel blitz del 6 settembre 2016 il suo nome figurava tra i sette arrestati per accuse legate alla Federazione Anarchica Informale (FAI).

Nel processo di primo grado, conclusosi a Torino il 24 aprile 2019, Mercogliano fu condannato a 5 anni di reclusione. In appello, con sentenza del 24 novembre 2020, venne assolto da tutte le accuse.

Secondo fonti dell'area anarchica, nel novembre 2016, al suo arrivo nel carcere di Ferrara, Mercogliano rifiutò di sottoporsi alla procedura di identificazione fotografica e dattiloscopica, scontando per questo 15 giorni di isolamento.

Sara Ardizzone Sara Ardizzone era una figura dell'area anarchica umbra e romana. Le cronache la collegano all'operazione Sibilla, un'inchiesta della procura di Perugia incentrata su Vetriolo, una pubblicazione considerata clandestina dagli inquirenti.

Il 15 gennaio 2025 il giudice dell'udienza preliminare di Perugia dispose il non luogo a procedere per Cospito e altri undici imputati, tra cui Ardizzone. Le contestazioni a suo carico comprendevano, tra l'altro, istigazione aggravata dalla finalità di terrorismo, scritte murali e danneggiamento di veicoli di Poste Italiane a Foligno.

Ardizzone risultava inoltre coinvolta nell'aggressione del 10 settembre 2022 contro un gazebo elettorale della Lega a Marina di Carrara. Nel marzo 2023 le fu applicata una misura cautelare in relazione a quell'episodio.

Le fonti giornalistiche la descrivono inoltre come una presenza di primo piano nel circolo anarchico La Faglia di Foligno.

Contesto L'episodio del Parco degli Acquedotti si inserisce nel contesto della mobilitazione dell'area anarchico-insurrezionalista attorno alla figura di Alfredo Cospito, detenuto in regime di 41-bis e divenuto un riferimento simbolico per una parte del movimento. Le cronache collegano l'evento alla crescente mobilitazione in vista della scadenza di maggio 2026 del provvedimento detentivo e al clima di tensione alimentato dai sabotaggi ferroviari del febbraio 2026, avvenuti durante le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, rivendicati da ambienti anarchici.

La Faglia La Faglia era un circolo anarchico fondato a Foligno nell'ottobre 2022, sorto dopo la chiusura del Circolaccio di Spoleto. La sede era collocata in via Monte Bianco 23 a Foligno.

In un volantino autoprodotto del 2022, il circolo si presentava come uno spazio di confronto anarchico e rivoluzionario, con iniziative dedicate a temi quali lo Stato, le guerre, il gasdotto SNAM, la politica italiana, il Medio Oriente e la solidarietà ai detenuti. Il motto adottato era «aprire faglie, non costruire ponti».

Negli anni successivi il circolo fu attivo con eventi pubblici, raccolte fondi, incontri antimilitaristi e aggiornamenti sulla situazione di Cospito. Nell'aprile 2024 ospitò l'iniziativa «Sabotiamo la guerra»; nel luglio 2025 diffuse un testo sulla censura della corrispondenza di Cospito al 41-bis; nell'agosto 2025 pubblicò un numero unico omonimo con materiali su Sibilla, la questione curda, il governo Meloni, la guerra e il progetto SNAM.

La Faglia è da distinguersi dalla Federazione Anarchica Informale (FAI/FRI), sigla che compare nelle inchieste sugli attentati attribuiti all'area anarchico-insurrezionalista a livello nazionale e internazionale. La Faglia rappresentava una realtà locale di Foligno, mentre la FAI/FRI è una federazione di cellule autonome emersa tra la fine degli anni novanta e il 2003, oggetto di procedimenti giudiziari come Scripta Manent.

Note

Voci correlate Alfredo Cospito Anarchismo insurrezionale Articolo 41-bis Federazione Anarchica Informale Parco degli Acquedotti

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