La tomba di Imhotep, identificata con la sigla QV46, è una tomba rupestre dell'Antico Egitto situata nella Valle delle Regine, nella necropoli tebana, sulla riva occidentale del Nilo di fronte a Luxor, in Egitto. Fu realizzata nella prima parte della XVIII dinastia egizia per Imhotep, governatore di Tebe, giudice e visir sotto Thutmose I. Si trova sul versante meridionale della valle, accanto alla Tomba di Ahmose (QV47).
La tomba fu scoperta nel 1904 dalla missione di Ernesto Schiaparelli ed è una delle poche sepolture della XVIII dinastia esplorate dalla missione nella Valle delle Regine per le quali è stato possibile identificare il titolare.
Titolare Imhotep fu governatore di Tebe, giudice e visir sotto Thutmose I. Un'iscrizione proveniente da un piccolo tempio eretto sotto Thutmose I in onore del principe Uadjmose ricorda Imhotep come governatore della città e precettore dei figli del sovrano.
L'identificazione di Imhotep come titolare della tomba si basa soprattutto sugli oggetti iscritti rinvenuti al suo interno, tra cui un vaso canopo e una placchetta in alabastro con il suo nome e i suoi titoli.
Storia La Valle delle Regine cominciò a essere utilizzata come area funeraria tra la fine della XVII e l'inizio della XVIII dinastia egizia. In questa prima fase accolse anche funzionari e dignitari di alto rango; in seguito fu destinata soprattutto alle donne e ai figli della famiglia reale. La tomba di Imhotep appartiene a questa fase antica della necropoli ed è attribuita al regno di Thutmose I.
La tomba fu violata e saccheggiata in antico. Schiaparelli trovò la mummia di Imhotep spogliata e ridotta in frammenti e osservò che il pozzo e gli ambienti erano stati riempiti dal terriccio trasportato dalle acque piovane dopo che i saccheggiatori avevano lasciato aperto l'ingresso. Le indagini moderne hanno inoltre rilevato depositi dovuti a successivi episodi di allagamento.
Scavi
La tomba fu scoperta nel 1904 dalla missione archeologica italiana diretta da Ernesto Schiaparelli. Schiaparelli e Francesco Ballerini lavorarono nella Valle delle Regine durante le campagne del 1903-1905. La missione intervenne in almeno 55 tombe della valle principale e delle valli laterali, 39 delle quali datate alla XVIII dinastia. Tra queste, il titolare è identificabile con sicurezza o probabilità soltanto in cinque o sei casi; uno di essi è la tomba di Imhotep. L'attribuzione dei reperti alle singole tombe non è sempre semplice, perché all'epoca non esisteva ancora il sistema di numerazione QV e gli appunti di Schiaparelli e Ballerini non ne indicano sempre con precisione la provenienza.
Elizabeth Thomas documentò la tomba nel 1959-1960 durante le sue ricerche nella Valle delle Regine; a quel tempo il pozzo era nuovamente colmo di detriti. Nel 1984 una missione franco-egiziana liberò nuovamente la sepoltura dai depositi accumulati al suo interno. La missione rinvenne anche i piedi della mummia di Imhotep e un'altra offerta alimentare mummificata a forma di anatra. Nei pressi dell'ingresso furono inoltre trovati alcuni ostraka di epoca ramesside.
Tra il 2006 e il 2008 la tomba fu nuovamente documentata nell'ambito del progetto condotto dal Getty Conservation Institute e dal Consiglio Supremo delle Antichità nella Valle delle Regine. Nel dicembre 2009 il Consiglio Supremo delle Antichità sostituì il basso recinto di pietre che circondava l'imboccatura del pozzo con una struttura in muratura; l'accesso al pozzo è inoltre protetto da una grata.
Descrizione La tomba si apre sul lato meridionale della strada, nel ramo sud-occidentale della Valle delle Regine, accanto al muro di contenimento e a ovest della Tomba di Ahmose (QV47), appartenente alla principessa Ahmose, figlia di Seqenenra Ta'o.
Schiaparelli descrisse un pozzo che dava accesso a due piccole camere irregolari disposte una oltre l'altra. Nel 2016 il Getty Conservation Institute descrisse invece un pozzo verticale collegato a una sola camera funeraria. Le tombe della XVIII dinastia della valle sono generalmente costituite da un semplice pozzo con una camera funeraria, talvolta affiancata da una o due camere laterali, e sono prive di decorazione e di sovrastrutture.
Il pozzo e la camera documentata dal Getty sono scavati in uno scisto fortemente fratturato. Sulle pareti e lungo le fratture della roccia sono presenti estesi depositi di sali o gesso. Durante le indagini del Getty Conservation Institute la struttura risultava stabile e non mostrava tracce di crolli recenti di particolare importanza, benché il pozzo fosse interessato da erosione continua. La posizione alla base del versante meridionale espone tuttavia la tomba all'ingresso di acqua e detriti durante le piene; per ridurre il rischio furono raccomandati interventi sulle superfici intorno all'ingresso e sul drenaggio delle acque.
Reperti
Lo scavo restituì numerosi oggetti del corredo funerario, tra cui un vaso canopo iscritto, un frammento di sarcofago e una placchetta ovale in alabastro. Il vaso canopo in alabastro, conservato al Museo Egizio di Torino, proviene proveniente dalla tomba e fu acquisito durante lo scavo di Schiaparelli del 1904. La placchetta in alabastro reca il nome e i titoli di Imhotep e proviene anch'essa dalla tomba.
Schiaparelli rinvenne anche frammenti di più casse funerarie. Descrisse i resti di una cassa antropoide rivestita di foglia d'oro, di una seconda cassa rettangolare in legno di cedro con iscrizioni incise e colorate di azzurro e di una cassa esterna in legno bitumato. Sulla base dei frammenti conservati ipotizzò inoltre che la mummia avesse avuto una maschera con parti dorate e azzurre. Tra gli altri oggetti citò frammenti di un cofano dipinto a fasce gialle e azzurre destinato ai vasi canopi, una cassetta, un piccolo sedile, la parte inferiore di un vaso e una grande cesta.
Una parte notevole del corredo era costituita da offerte alimentari mummificate e dai relativi contenitori lignei. Schiaparelli descrisse cassette bitumate all'interno e dipinte di bianco all'esterno, alcune sagomate come anatre e contenenti piccoli uccelli mummificati, altre modellate secondo la forma dei pezzi di carne che contenevano. Uno studio pubblicato nel 2024 ha ricondotto alla QV46 trentanove offerte alimentari mummificate e relativi contenitori.
Tra i reperti provenienti dalla tomba vi sono diversi contenitori per carni bovine. Sono presenti anche cassette sagomate come anatre con resti di piccoli volatili e offerte bovine mummificate ancora avvolte nel lino.
Note
Bibliografia
Voci correlate Ernesto Schiaparelli Mummia animale Museo egizio (Torino) Thutmose I Tomba di Ahmose Valle delle Regine
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Collegamenti esterni
Categoria:Tombe della Valle delle Regine