Il , conosciuto anche come castello di Kozukata è un castello giapponese ubicato a Morioka.
Storia Le origini del castello sono legate a Nanbu Nobunao il quale, dopo aver ricevuto nel 1590 la conferma dei propri possedimenti da Toyotomi Hideyoshi, decise di trasferire la sede del clan Nanbu: su consiglio dei generali Gamō Ujisato e Asano Nagamasa, che consideravano il precedente castello di Kunohe troppo eccentrico rispetto ai confini settentrionali, Nobunao scelse l'area di Kozukata. In quell'area era presente il Keizen-kan, una fortificazione di proprietà del vassallo Fukushi Keizen; tuttavia, a causa dei legami di parentela tra i Fukushi e il clan Kuno, i Nanbu allontanarono i precedenti occupanti per dare inizio alla costruzione del nuovo castello nel 1592. I lavori di edificazione entrarono nel vivo nel 1598 sotto la direzione del figlio di Nobunao, Toshinao, che si avvalse della consulenza di Uchibori Izu. Dopo la battaglia di Sekigahara nel 1600, che vide i Nanbu alleati con il vittorioso schieramento di Tokugawa Ieyasu, i lavori proseguirono regolarmente: Toshinao non solo impose il nome Morioka, ma bonificò le zone paludose a nord del fiume Nakatsu per edificare la città fortificata, collegata da tre ponti monumentali. Nel 1615 furono completate le mura in pietra, mentre, nel 1633 sotto il terzo daimyō, Nanbu Shigenao, la struttura raggiunse il suo aspetto definitivo. Nonostante un grave incendio nel 1634 ne avesse compromesso l'honmaru, il castello fu prontamente restaurato l'anno successivo, mantenendo il ruolo di fulcro politico del dominio di Morioka fino al rinnovamento Meiji nel XIX secolo.
Dopo l'abolizione del sistema dei feudi nel 1871, l'edificio perse la sua funzione militare e politica, venendo ufficialmente abbandonato. Sebbene l'ordinanza per la dismissione dei castelli del 1874 ne avesse inizialmente previsto la conservazione, il grave stato di deterioramento delle strutture portò alla vendita dei materiali a privati, con la conseguente demolizione o il trasferimento di quasi tutti gli edifici originali. L'area passò temporaneamente sotto il controllo dell'esercito, per essere poi restituita ai Nanbu.
Il recupero del sito iniziò nel 1906, quando il terreno fu concesso alla prefettura di Iwate: sotto la direzione del paesaggista Nagaoka Yasuhei, l'area venne trasformata in un parco. La proprietà fu infine acquisita dalla città di Morioka nel 1934; nel 1937, il castello venne dichiarato monumento del Giappone grazie all'eccellente stato di conservazione dei fossati, dei terrapieni e delle mura in pietra. A partire dalla seconda metà del XX secolo, il sito è stato progressivamente integrato nel tessuto urbanistico e successivamente trasformato in un parco pubblico polifunzionale. Nel 1989 è stato inserito nella lista dei 100 migliori parchi storici e urbani del Giappone, mentre nel 2006 nella lista dei cento castelli più famosi del Giappone.
Descrizione
Situato nel parco delle rovine del castello di Marioka, si tratta di un castello di tipo hirayama, in stile renkaku: la struttura sorge su un'altura granitica situata alla confluenza del fiume Kitakami, che scorre a ovest, e del fiume Nakatsu, che ne delimita il lato sud-orientale. La maggior parte degli edifici che lo costituivano fu demolita all'inizio del periodo Meiji: restano pochi elementi, come un magazzino, mentre altri, come le porte, sono stati trasferiti in alcuni templi o negozi della città. Altro elemento superstite e caratteristica principale del castello sono le mura in granito bianco, alte fino a 14 metri, una rarità nel nord-est del Giappone, dove i castelli erano solitamente difesi da bastioni in terra battuta.
Lhonmaru e il ninomaru erano separati da un fossato a secco, in origine collegati da un ponte coperto, successivamente sostituito da un ponte rosso; a nord si trovava il sannomaru, circondato da altre aree difensive come il koshikuruwa, l'awajimaru e il sakakiyamakuruwa. Sebbene fosse stata costruita una base per il tenshu, questo non fu mai eretto per deferenza verso lo shogunato: al suo posto fu costruita una torretta a tre piani, rinominata ufficialmente tenshu solo nel 1842. Durante lo scavo di un bastione, inoltre, venne ritrovata una roccia, chiamata eboshi-iwa, venerata nel santuario Sakurayama.
All'interno del parco si trovano monumenti dedicati a diverse personalità che hanno vissuto a Morioka, come Kenji Miyazawa e Takuboku Ishikawa, il quale scrisse in una celebre poesia:
Note
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