La chiesa di San Martino è un luogo di culto cattolico situato nella frazione di Maxena, in via Francesco Gandolfi, nel comune di Chiavari nella città metropolitana di Genova. La chiesa è sede della parrocchia omonima del vicariato di Chiavari-Lavagna della diocesi di Chiavari.

Storia

Un primo luogo di culto nell'attuale zona di Maxena è menzionato nel cartario genovese del registro arcivescovile già nel gennaio 1066: si tratterebbe di una cappella intitolata al santo Martino di Tours. Più accertata è la presenza di una vera e propria chiesa a partire dal 1311, quando l'edificio è citato nel "Syndacatus Ecclesiae Januensis" e tra le dipendenze della pieve di Santo Stefano di Lavagna assieme all'unità comunità religiosa di Sant'Antonino di Sanguineto. Questo atto di sottomissione è contemplata e confermata anche nel lodo del 1387 di papa Urbano VI; due anni dopo, nel 1389, la chiesa di San Martino è elevata a rettoria.

Dalla seconda metà del Quattrocento al 1535 le due chiese sono rette da monaci dell'abbazia di Borzone (Borzonasca); al 1590 risalgono i primi registri dell'archivio parrocchiale di Maxena.

In un periodo datato tra il 1650 e il 1735 le dipendenze delle due chiese frazionali furono assoggettate alla chiesa arcipresbiteriale di San Rufino di Leivi; nel 1721 viene concessa e costituita a Maxena la confraternita di Nostra Signora del Carmine.

Con il decreto arcivescovile genovese di monsignor Salvatore Magnasco, del 18 dicembre 1878, la comunità di Maxena è separata da Sanguineto e quest'ultima divenne parrocchia indipendente dal 14 giugno 1885. San Martino è elevata al titolo di prevostura dall'11 novembre 1920.

Descrizione

Una prima descrizione della chiesa è datata al 1582 durante la visita apostolica di monsignor Francesco Bossio: riporta un edificio ad unica navata, privo di fonte battesimale, con due altari laterali oltre al maggiore; quello minore a destra, già intitolato a Maria, fu dal XVII secolo dedicato alla Madonna del Carmine mentre l'opposto al Santissimo Crocifisso (ricostruito nel 1627).

Nel corso del Novecento la navata viene allungata e vengono aggiunti altri quattro altari ai lati: il primo a destra è dedicato a santa Caterina Fieschi, il secondo a Nostra Signora della Rosa, il terzo a Nostra Signora del Carmine; il primo a sinistra originariamente dedicato a san Francesco di Paola fu intitolato dal 1856 a sant'Antonio di Padova, il secondo a san Martino di Tours e il terzo al Santissimo Crocifisso.

I lavori del 1915 portarono alla realizzazione della navata di sinistra, del porticato, del nuovo stile neoclassico della facciata e una nuova zona cimiteriale. Negli anni sessanta la chiesa venne raggiunta da una più comoda strada carrozzabile - in precedenza solo attraverso una rete di sentieri - e l'installazione dell'organo di Lorenzo Paoli del 1878 proveniente dalla chiesa di Santa Maria Assunta di Certenoli.

Tra le opere artistiche di pregio vi è la cassa processionale con il gruppo ligneo di San Martino a cavallo e il povero, opera dello scultore Anton Maria Maragliano (o della sua bottega) e commissionata nel 1727 dal rettore Domenico Maria Vaccarezza. Vi sono inoltre un altro gruppo in legno di Antonio Brilla (Madonna e san Simone Stock, opera del 1890) e una statua marmorea della Madonna con il Bambino di ignoto scultore ligure del 1750. Il tabernacolo marmoreo sopra l'altare maggiore è datato al 1748.

Note

Voci correlate Chiavari Chiesa (architettura) Diocesi di Chiavari

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