Swamp Thing è un personaggio dei fumetti statunitensi creato da Len Wein (testi) e Bernie Wrightson (disegni), pubblicato da DC Comics. La sua prima apparizione avviene in House of Secrets (Vol. 1) n. 92 (luglio 1971).Les Daniels, in "Swamp Thing - Mulch Ado About Bayou, in .
I presupposti delle sue origini - un uomo assassinato che però risorge come mostro per vendicarsi dopo essere stato avvolto dalle acque di una palude - non erano originali in quanto già visti più volte nei racconti a fumetti di genere degli anni cinquanta e sessanta. Joe Orlando, curatore editoriale della serie, rimastone però affascinato, decise di puntare sul personaggio e, insieme a Wein, creò la figura di Alec Holland, scienziato che sperimenta una formula per il rapido accrescimento dei vegetali, con l'intento di porre fine alla fame nel mondo ma che, a causa di un complotto per sabotarlo, rimase ucciso; grazie però alla sua stessa formula, unita ai liquami organici vegetali, rinascerà come la creatura che diverrà conosciuta come Swamp Thing.
Il personaggio ottiene una prima serie regolare nel 1972 alla quale seguiranno, nel corso di decenni, altre serie regolari, miniserie, albi speciali e apparizioni come guest-star all'interno di altre testate dell'Universo DC di cui fa parte e le cui storie sono in continuity.
L'evoluzione del personaggio e la definizione di che tipo di relazione ci sia tra Holland e Swamp Thing subisce una continua evoluzione che varia e si aggiorna a seconda degli autori che vi lavorano. Anche l'aspetto della Creatura subisce delle modifiche, i disegnatori Steve Bissette e John Totleben sono coloro che ne determinano i definitivi connotati grafici e fisionomici; l'autore che però segna più di ogni altro l'epica e la mitologia del personaggio è lo scrittore britannico Alan Moore con il suo ciclo di storie sulla serie The Saga of the Swamp Thing, pubblicata dal 1984 al 1987.
Il sito web IGN ha inserito il personaggio alla 28ª posizione nella classifica dei cento maggiori eroi della storia dei fumetti.
Storia editoriale
Contesto e ideazione (1971-1976) Il personaggio è apparso in una storia breve (di 8 pagine) su House of Secrets n. 92 del giugno-luglio 1971, in cui l'alter ego del mostro della palude era Alex OlsenLen Wein, Jack Kirby, Virgil North, Gerry Conway (testi) - Bernie Wrightson, Bill Draut, Alan Wiess, Tony DeZuniga, Dick Dillin (disegni), House of Secrets n.92, DC Comics, New York, luglio-agosto 1971. Si tratta però di storia apocrifa, in quanto l'editor Steve Orlando vuole cambiare le origini del personaggio, donandogli un background più corposo, creando lo scienziato Alec Holland come colui che si trasforma in Swamp Thing, liquidando come non canonica la vicenda di Olsen. La storia apparsa sul n. 92 aveva avuto infatti un notevole successo presso i lettori, House of Secrets è il titolo DC più venduto del meseJim Beard, Keith Dallas, Jason Sacks, in "Chapter Two: 1971", in ., e Joe Orlando e il suo assistente Paul Levitz (futuro presidente della DC Comics) decidono di puntare sul personaggio, affidano a Len Wein e Berni Wrightson una serie regolare sulla creatura della palude, che debutta nell'ottobre-novembre 1972 (Swamp Thing n. 1)Les Daniels, in "Haunted Houses - Fear as an Art of Form", in .. Orlando stava cercando da tempo di lanciare una serie regolare DC con protagonista una creatura mostruosa e non un tipico supereroe della Silver Age, ormai al crepuscolo. D'altra parte aveva lavorato per la EC Comics, casa editrice di fumetti horror demonizzata dall'opinione pubblica e persino dalla classe politica conservatrice degli anni cinquanta. Dopo la messa al bando dei fumetti horror e il conseguente collasso della EC, Steve Orlando arriva alla DC, in profonda crisi di idee e dovendo puntare quasi unicamente sulle sue tre icone quali Batman, Superman e Wonder Woman. Il Comic Code Authority limitava inoltre la possibilità espressiva e creativa degli autori portando alla fine della Golden Age del fumetto e ad un ristagno editoriale. Il suo primo compito è il rilancio della serie House of Mistery, ormai in pubblicazione dal 1951, ma dedita ormai a pubblicare ristampe di vecchie storie di fantascienza. Il nuovo editor riesce gradualmente a inserire nuove storie originali di 8-10 pagine comprando script inutilizzati di Jack Oleck, in origine realizzati per Tales from the Crypt. Inoltre riprende una tradizione delle antologie horror di avere un personaggio fisso che introducesse il lettore alle singole storie, per House of Mistery riprende il biblico Cain, mentre quando diviene editor di House of Secrets il ruolo viene modellato sul fratello Abel. Entrambi i personaggi sono destinati a sviluppare una loro perversa relazione e verranno valorizzati a decenni di distanza da Neil Gaiman per il suo Sandman Universe. Steve Orlando può approfittare dei cambiamenti che stanno avvenendo nel panorama editoriale con la fine della Silver Age (1970 circa) e l'allentarsi della morsa del Codice per L'autorità sui fumetti ormai in voga dagli anni cinquanta. Adesso viene permessa la rappresentazione anche di creature mostruose quali lupi mannari e vampiri, in quanto facenti parte anche della letteratura accademica. Inoltre nel maggio del 1970 Green Lantern/Green Arrow n. 76 di O'Neil e Neal Adams viene distribuito senza il sigillo del Comics Code in quanto dà il via ad un ciclo di storie che affrontano temi quali l'abuso di stupefacenti e la discriminazione razziale, questioni non tollerate in un fumetto dal codice di controllo (e autogestione) dei comic book statunitensiLes Daniels, in "A Time to be Topical", in .. Il tempo è propizio per riportare in auge le storie di genere e dai temi più adulti, Orlando afferma che può tornare a fare quello che gli piace di più: i fumetti horror. La sua capacità di scoprire e coinvolgere nuovi talenti porta a far collaborare alla serie artisti e autori quali Mike Kaluta, Bernie Wrightson, Neal Adams, e dalla EC arrivano alla DC veterani del genere quali Wally Wood e Al Williamson. Si assiste quindi ad una progressiva rinascita del genere horror e la serie House of Mistery diviene un landmark per tutti i suoi appassionati. Vi è quindi il giusto presupposto per la nascita di un personaggio quale Swamp Thing, la cui notorietà supererà i confini del fumetto (soprattutto negli anni ottanta) e, da personaggio secondario (nato in una storia filler), diviene nell'arco di un ventennio un'icona della casa editrice, una figura riconoscibile anche da coloro che non leggono fumetti o non sono interessati ai supereroi. L'assistente Paul Levitz esalta la capacità organizzativa e la creatività di Joe Orlando, considerandolo una delle menti creative più importanti per la storia della DC Comics.
Bisogna però sottolineare che Swamp Thing non nasce come un personaggio originale partorito dal nulla dalle menti di Orlando, Wein e Wrightson. Infatti solo due mesi prima la rivale Marvel Comics aveva pubblicato su Savage Tales n. 1 la prima apparizione una creatura verde e mostruosa dal nome Man-Thing, creta da Roy Thomas e Gray Morrow. Sia la morfologia che la genesi e persino il nome sembrano essere stata plagiate dalla DC. Man-Thing nasce infatti da una palude in seguito all'esposizione di sostanze chimiche e liquidi biologici dell'ambiente circostante. Nonostante ciò non nasce un contenzioso tra Marvel e DC, in quanto gli stilemi del racconto e la nascita di creature mostruose da zone paludose e boschi inesplorati fanno parte dell'immaginario fumettistico e letterario ormai da decenni. Basti accennare al fatto che, sempre nel 1971, con qualche mese di anticipo su DC e Marvel la Skywald Comics pubblica un nuovo albo sul mostro della palude The Heap, introdotto per la prima volta nel 1942 (durante la Golden Age) sul fumetto Air Fighter Comics. La somiglianza tra Heap, Swamp Thing e Man-Thing è lampante e inconfutabile, ma il primo fa il suo ritorno su Psycho n. 2 del marzo 1971. Il revival del personaggio non ottiene il successo del suo erede Swamp Thing, ma sta a dimostrare come la tipologia di mostro proposta dal duo Wein-Wrightson non propone nulla di originale, ma si impone all'attenzione dei lettori grazie alla capacità della DC di sfruttare la sua posizione dominante sul mercato per organizzare una vincente campagna di marketing e strategia editoriale. A questo si aggiungono le scelte di affidare un personaggio tutto sommato banale ad autori innovativi e dalle grandi prospettive quali Alan Moore, Rich Veitch, Doug Wheeler, Nancy A. Collins e Mark Millar (coadiuvato nei suoi primi albi da Grant Morrison). Nonostante la pietra angolare su cui si basa la saga del personaggio sia dovuta principalmente a Moore, questi autori sono stati capaci di creare intorno alla Creatura una mitologia horror e fantasy che diverrà parte dello stesso Universo DC, diventando un landmark del genere anche per gli altri editori.
La prima serie regolare dedicata al personaggio viene lanciata nel 1972 e viene affidata inizialmente a Lein Wein e Bernie Wrightson. Si tratta del nuovo titolo più importante dell'anno per la DC a parte le serie del "King" Jack Kirby e il rilancio di Tarzan di cui Carmine Infantino aveva prelevato i diritti dalla Gold KeyJason Sacks, in "Chapter Three: 1972", in .. I testi e i disegni sono affidati a Joe Kubert che realizza un ciclo di storie del Signore della Giungla divenuto memorabile presso la critica e i lettori. Anche Swamp Thing è accolta calorosamente, ma le origini del personaggio sono completamente riviste (rispetto a quelle raccontate su House of Secrets) e viene cambiato anche l'identità di colui che si trasforma nel mostro. Il protagonista è Alec Holland che si trova nelle paludi della Louisiana con la moglie Linda a testare una formula rivoluzionaria per l'accrescimento rapido della vita vegetale. La sua scoperta può creare problemi agli interessi dei gruppi agroalimentari e un misterioso Mister E. fa detonare una bomba che catapulta Alec nelle paludi provocando una reazione biochimica tra la formula e i liquami biologici, trasformandolo in Swamp Thing. Le vicende della creatura sono inserite nella continuity principale dell'Universo DC e questo viene sottolineato dall'apparizione di Batman in Swamp Thing n. 7 (data di copertina: novembre/dicembre 1973). Nonostante la buona accoglienza la serie comincia a perdere lettori a partire dal n. 10 con l'abbandono del disegnatore Bernie Wrightson, colui che con i suoi disegni grotteschi e goticheggianti aveva saputo attirare l'attenzione su un personaggio, altrimenti confondibile e non diverso da altri presenti sul mercato. Dopo pochi mesi abbandona anche Len Wein e lo spirito della serie sembra perdersi definitivamente. Joe Orlando, amareggiato, incolpa queste defezioni come l'inevitabile chiusura della serie nel 1976 dopo 24 numeri.
Il rilancio negli anni ottanta
Una nuova serie dal titolo The Saga of Swamp Thing debutta nel 1982 e serve da rilancio per il personaggio. Il nuovo interesse intorno a Swamp Thing nasce in seguito alla messa in produzione del lungometraggio cinematografico omonimo diretto da Wes Craven e dedicato al personaggio ormai orfano di un suo comic book da circa 6 anni. La serie cambia titolo in Swamp Thing a partire dal n. 39, riprendendo quindi il titolo originale degli anni settanta. Per sfruttare il più possibile la distribuzione della pellicola cinematografica, il n. 1 della nuova serie debutta l'11 febbraio 1982, a distanza di una sola settimana dalla première del film di Wes Craven. Inoltre viene subito commissionato un albo a fumetti che ne sia l'adattamento ufficiale, la storia viene pubblicata su The Saga of Swamp Thing Annual n. 1, scritta da Bruce Jones e disegnata da Mark Texeira e Tony DeZuniga. Per quanto riguarda la serie regolare la scelta dell'editor ricade su Len Wein, co-creatore del personaggio, mentre inizialmente il team creativo è composto da Marty Pasko (testi) e Tom Yates (disegni).