La chiesa dei Santi Gottardo e Maria Maddalena è una chiesa cattolica situata a Follo, nel comune di Borgo Valbelluna in provincia di Belluno; è suffraganea della parrocchiale di Santa Maria Annunziata di Mel e fa parte della diocesi di Vittorio Veneto.

Storia

La chiesa, originariamente intitolata alla sola Maria Maddalena, sorse verso la fine del Quattrocento per volere di un tal maestro Greguol, originario di Libano (Sedico) ma trasferitosi a Follo; sicuramente venne eretta entro il 19 luglio 1477, data che è l'unico elemento leggibile dell'affresco di san Cristoforo che ornava la facciata. Nel 1494 lo stesso maestro Greguol commissionò anche una pala d'altare, realizzata dal pittore cadorino Antonio Rossi e raffigurante la Madonna con i santi Maddalena, Giovanni Battista, Antonio abate e Antonio di Padova: a metà Novecento questa tela risultava essere in una collezione privata a San Paolo del Brasile, ma se ne sono poi perse le tracce. Nel 1499 il Greguol stilò testamento, affidando la cura della chiesa ai suoi discendenti.

Durante la peste del 1629-30 accanto alla chiesetta sorse un cimitero, che rimase in funzione fino al 1640; una visita pastorale dell'anno seguente documenta la presenza di una nuova pala d'altare (quella attuale), nel 1674 venne rifatto il portale frontale ed entro il 1699 venne realizzato l'altare.

Nel luglio del 1761 Teresa, l'ultima discendente della famiglia Liban, cedette la chiesa alla parrocchia di Mel. L'edificio venne ristrutturato nel 1926, e poi nel 1973 vennero restaurati gli affreschi interni.

Descrizione

Esterno La chiesa si trova al centro dell'abitato di Follo, ai bordi di un prato; un muretto di cinta, dotato di due cancelletti, delimita il sagrato, erboso tranne una piccola parte davanti al portale pavimentata con ciottoli rotondi.

L'edificio si presenta con facciata a capanna, aperta dal portale d'accesso architravato e da una finestra a lunetta in pieno centro, sopra alla quale si trova un oculo cieco; a sinistra del portale si vedono i pochi resti di un affresco che raffigurava san Cristoforo, datato 1477. Sul colmo del tetto si eleva un piccolo campanile, con cella campanaria aperta da monofore e una sola campana.

Su entrambi i fianchi si trovano una finestra a lunetta divisa a metà in corrispondenza della navata, e un monofora in corrispondenza del presbiterio; quello destro è dotato inoltre di un portale secondario con tettoia in legno, e tra le due finestre emerge il volume della sagrestia, dotata a sua volta di due finestrelle quadrate a est e ovest e di un piccolo oculo a sud.

Interno L'interno è ad aula unica; ad una rastrelliera in controfacciata sono appese diverse grucce, lasciate da persone che erano guarite da malattie delle gambe dopo aver chiesto l'intercessione a san Gottardo. L'arco santo a tutto sesto introduce al presbiterio, rialzato di un gradino.

L'unico altare della chiesa, realizzato tra il 1692 e il 1699, è in legno, dorato dal bellunese Lazzaro Lazzarini; alla base delle sue colonne si trovano lo stemma molto deteriorato del vescovo Marcantonio Agazzi (a sinistra) e le iniziali CHLL (a destra), che indicavano forse Christoforo da Liban, figlio di Libise, all'epoca amministratore della chiesa. La pala, dello stesso periodo, rappresenta la Madonna con Bambino in trono tra i santi Maria Maddalena e Gottardo mentre il paliotto, acquistato a Venezia per venti lire nel 1748 dal signor Staffano Pialchio, è in cuoio dorato e raffigura il solo san Gottardo.

Sulla parete sinistra della navata si stende un ciclo di affreschi di fine Quattrocento, attribuito a un ignoto artista denominato "maestro di Fol". Le immagini sono disposte su un unico registro, diviso in tre parti: quella più a sinistra è un riquadro con cornice rosa di gusto gotico, contenente i santi Vittore e Rocco, purtroppo molto rovinati. Seguono otto personaggi disposti su uno sfondo uniforme, inseriti in arcate poggianti su sottili colonnine: da sinistra a destra, sono i santi Sebastiano, Tiziano (incerto), Lorenzo, Antonio abate, Giovanni Battista, IsidoroLa fonte riporta "san Rocco (?)" anziché sant'Isidoro, che è invece indicato sul pannello informativo in situ., Gottardo e Maria Maddalena. L'ultimo riquadro contiene una scena della crocifissione di Gesù, con la Madonna, san Giovanni e la Maddalena. Oltre a questi affreschi, sopravvivono in navata alcune croci di consacrazione e, all'inizio della parete destra, si trova un altro affresco, con la Madonna con Bambino, sant'Apollonia e l'offerente inginocchiato in preghiera.

Note

Bibliografia

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Gottardo Gottardo e Maria Maddalena Categoria:Chiese dedicate a san Gottardo di Hildesheim Categoria:Chiese dedicate a santa Maria Maddalena