Il Diba o anche Dibe o Dibah o Diba di Shushtar (in persiano: دیبا) è un broccato persiano originario della città di Shushtar in Iran ricavato dalle piante che in lingua persiana si chiamano Qaliblob e Istabraq (in persiano letteralmente:broccato) corrisponderebbe alla specie Calotropis procera
Storia Periodo Sasanide Durante il periodo sasanide fu dato un forte impulso al settore tessile fin dai suoi inizi con la salita al trono dell'imperatore Ardashir I nel 224 D.C. In questo periodo i persiani intercettavano il commercio di seta tra la Cina e l'impero romano. L'arte tessile sasanide riflette sia l'eredità dei Parti che riprende il periodo achemenide. Sempre in questo periodo c'era una documentata presenza di telai avanzati con cui si producevano tessuti con motivi geometrici, disegni antropomorfi e vegetali.
I Sasanidi per supportare l'industria tessile trasferivano i romani e i siriani imprigionati nella regione del Khūzestān, e in particolare nelle città di Jundishapur, Shoushtar, Dezful e Susa. Nel libro Prati d'oro viene menzionato che l'imperatore Sapore I quando intraprese le Campagne siriano-mesopotamiche di Sapore I contro i romani, i prigionieri furono portati nella Provincia di Ahvaz e da quel momento iniziò ad essere prodotto: il Diba o broccato di seta, le pellicce e tende e tappeti a Nasibin.
Tessuti di seta sasanidi in base al luogo di ritrovamento:
+ Analisi dei tessuti di seta di Shoushtar (Periodo Sasanide) No. Tipo Regione Motivi Colore Motivi Colore Sfondo Luogo di conservazione Riferimento Note e Descrizione 1 Seta Shoushtar Animali, vegetali, geometrici Nero, rosso, verde chiaro, giallo Blu scuro Berlino, Tesori tessili, non ordinati (Fig. 241 a) Pope e Ackerman: 2008, Vol. 02: 876 - 2 Seta Shoushtar Animali, vegetali, geometrici Bianco, verde Blu scuro Berlino (n. 78/646); Krefeld (n. 274); Parigi, Museo delle Arti Decorative (A 14617); Museo dell'Ermitage (tavola 199 a) Pope e Ackerman: 2008, Vol. 02: 877 Immagine a colori in: Lessing, Die Gewebe-Sammlung, Pl. 53A 3 Seta Shoushtar Animali Porpora, giallo scuro, rosso, verde Blu scuro Berlino, Tesori tessili, n. 84/216 (Fig. 241 b) Pope e Ackerman: 2008, Vol. 02: 877 - 4 Seta Shoushtar Animali Verde, porpora, giallo Blu scuro Bruxelles (n. 609); Firenze, Museo del Bargello (n. 629); New York, Cooper Union (n. 02/1/214); Parigi (n. 16325); Londra, Victoria and Albert Museum (n. 1892-761) Pope e Ackerman: 2008, Vol. 02: 878 L'esemplare Cooper Union presenta una linea porpora relativamente piatta. Immagine a colori in: Lessing, Die Gewebe-Sammlung, Pl. 22b
Periodo islamico
Nel periodo del Califfato le città di Ahwaz e Shushtar diventano famose per la produzione di Diba. Il Diba veniva definito più pregiato e più morbito del tessuto harir, lo storico e geografo Al-Maqdisi, riferisce che nelle città di Shushtar, Yazd e Fasa venivano tessuti manufatti in seta.
Ali bin Isa Ibn Mahan, rappresentante e delegato di Harun al-Rashid nel Khorasan, era solito inviare tessuti di altissimo pregio come tributo fiscale; tra questi figuravano tessuti di Susa, il Malham, il Dibaj e il Diba turco. A questo proposito, è degno di nota il fatto che, con ogni probabilità, nel Khorasan venissero tessuti manufatti anche secondo il metodo di Shoushtar.
Il geografo dell'VIII secolo Al-Istakhri affermò "I tappeti e i tessuti dei palazzi dei Fatimidi in Egitto, insieme alle sontuose opere in seta dell'880 d.C., furono tessuti a Shushtar su ordine del califfo fatimide Al-Mu'izz li-din Allah; essi includevano una mappa dell'universo con le raffigurazioni di fiumi, montagne, mari e città".
Il tessuto Dagli studi storici vengono menzionata diverse fibra che componevano il tessuto Diba, con diversi tipo di intreccio e con diverse tecniche decorative e che vengono chiamate con diversi nomi rendono ancora difficile una accurata analisi e classificazione. Dalle fonti storiche viene spesso menzionato la Diba di Shoushtar che verrebbe esportato anche al di fuori dell'impero persiano. Sulla base delle evidenze archeologiche tutti i tessuti in seta erano figurati e policromi, realizzati con la tecnica dello sciamito (tessuto composto a faccia d'ordito). Con ogni probabilità, date le caratteristiche e i documenti citati riguardo al Diba, tali tessuti ne rappresentano diverse varianti.
I soli frammenti rimasti appartengono all'epoca della dinastia dei Buwayhidi (Al-Buyah); si tratta di pezzi tessuti con estrema cura, molto interessanti per disegno e cromatismo. In alcuni di questi frammenti si osservano forme geometriche, iscrizioni in caratteri cufici o bordure con immagini di animali e cerchi che racchiudono uccelli e creature collocate attorno all'albero della vita.
Usi Sia nel periodo sasanide che successivamente con l'invasione araba il tessuto era così pregiato che sarebbe stato usato per Questo per l'abbigliamento di sovrani e dignitari, oltre che per rivestire la Kaaba. Al-Istakhri scrive a proposito della tessitura nel Khuzestan: "Da Shoushtar provengono vesti di prezioso Diba e lì verrà realizzato il rivestimento della Kaaba". I tessuti di Harir e Diba destinati ai vestiti dei sovrani venivano decorati con fili d'oro.
Note
Bibliografia
Categoria:Tessuti Categoria:Cultura dell'Iran Categoria:Shushtar Categoria:Impero_sasanide