è uno yōkai del folclore giapponese. Appare nei testi kaidan (storie di fantasmi) del periodo Edo (1603-1868), così come nei materiali folcloristici di varie parti del Giappone. Il nome combina e .
Descrizione Si dice che, camminando di notte o in fondo a una salita, appaia improvvisamente una figura vestita da monaco che diventa sempre più grande man mano che la si guarda. È così grande che bisogna alzare lo sguardo per vederlo, da qui il suo nome, miage-nyūdō (il nyūdō che guarda in alto). Si dice che se lo si fissa a lungo si possa morire, ma che basti dire perché scompaia. Si dice che appaia soprattutto quando si cammina da soli di notte, ma sembra che compaia anche agli incroci, sui ponti di pietra o in cima agli alberi.
Si dice che se il mikoshi-nyūdō ti salta addosso, morirai; si dice anche che ti strangolerà, oppure, se guardi il monaco e cadi all’indietro, ti morderà la laringe fino a ucciderti.
Si dice che sull'isola di Iki, nel Kyūshū, prima che appaia il mikoshi-nyūdō, nella prefettura di Okayama, si dice che se si incontra un si senta un rumore simile a quello delle canne di bambù che frusciano; se si recita immediatamente «Ho smascherato il mikoshi-nyūdō», questo scompare, ma se si cerca di passare oltre senza dire nulla, i bambù crolleranno causando la morte. Nel distretto di Oda, nella prefettura di Okayama, si dice che se si incontra un mikoshi-nyūdō sia necessario guardarlo dall'alto verso il basso, dalla testa ai piedi; se invece lo si guarda dal basso verso l'alto, dai piedi alla testa, si rischia di essere divorati. Oltre a recitare le formule "mikoshita" e "mikoshi-nyūdō wo minuita", vi sono anche esempi come quello di una persona che, fumando con coraggio, lo vide scomparire (Prefettura di Kanagawa), o di chi, cercando di misurarne l'altezza con un righello, lo vide scomparire (Prefettura di Shizuoka).
In una zona della prefettura di Okayama, si narra che quando una donna è accovacciata nella latrina, compaia un mikoshi-nyūdō, che in realtà è una volpe (kitsune) trasformata, e la spaventi dicendo: «Ti pulisco il sedere? Ti pulisco il sedere?». Si dice inoltre che, se la notte di Capodanno si recita “Mikoshi Nyūdō, hototogisu” mentre si è in bagno, il mikoshi-nyūdō apparirà sicuramente. Alcuni credono che queste leggende legate ai bagni siano state confuse con il yōkai Kambarinyūdō, che si dice appaia nei bagni.
Vera identità del mikoshi La vera identità del mikoshi-nyūdō è sconosciuta, ma in alcune regioni si dice che sia un animale con la capacità di mutare forma. Nella leggenda del villaggio di Hinoemata, distretto di Minamiaizu, prefettura di Fukushima, si dice che sia una donnola mutaforma, e se qualcuno alza lo sguardo, attirato dalle dimensioni gigantesche del nyūdō, la donnola gli morderà la gola. Nello "Shukuchoku-gusa", si dice che sia un tanuki travestito, e in alcune regioni si dice che sia una volpe (kitsune) travestita. Nella provincia di Shinano (attuale prefettura di Nagano), si dice che sia un mujina travestito.
Rappresentazione
Anche se si parla semplicemente di mikoshi-nyūdō, nelle illustrazioni di yōkai viene raffigurato in varie forme. Nello yōkai emaki del periodo Edo, "Hyakkai zukan", e nel gioco da tavolo (sugoroku) sugli yōkai "Hyakushu Kaidan Yobutsu Sugoroku", solo il volto o la parte superiore del corpo sono ben visibili nella raffigurazione, mentre le caratteristiche fisiche non sono chiaramente raffigurate. Nella raccolta di illustrazioni di yōkai di Toriyama Sekien, "Gazu Hyakki Yagyō", il mikoshi-nyūdō è raffigurato sotto il titolo "Mikoshi" ed è raffigurato come se incombesse da dietro un grande albero, il collo appare piuttosto lungo, ma ciò è dovuto alla posizione in cui osserva la persona da dietro e non per enfatizzarne la lunghezza come nel caso del rokurokubi.
Se da un lato esistono raffigurazioni di mikoshi-nyūdō caratterizzate da un aspetto di gigantesco yōkai, dall'altro non sono affatto rari i mikoshi-nyūdō raffigurati, ad esempio nelle illustrazioni dei giocattoli dell'epoca Edo, con un collo così lungo da far pensare addirittura a un rokurokubi. Esistono anche raffigurazioni che evocano un legame con il rokurokubi e, dato che nella maggior parte delle leggende il rokurokubi è una donna, il mikoshi-nyūdō viene talvolta paragonato a una versione maschile del rokurokubi. La lunghezza del collo è stata esagerata con il passare del tempo e, nel tardo periodo Edo, la rappresentazione standard era quella di un collo lungo e sottile con un terzo occhio sul viso. Anche in molti libri illustrati dell'epoca Edo dedicati agli yōkai, il mikoshi-nyūdō è raffigurato con questo caratteristico collo lungo e, grazie al suo aspetto di grande impatto, appare quasi sempre come il capo degli yōkai.
C'è chi sostiene che anche in aspetti come questi si intraveda come il mondo degli yōkai abbia preso forma attraverso interazioni diverse e complesse.
Note
Voci correlate Rokurokubi Elenco delle creature leggendarie del Giappone
Categoria:Yōkai Categoria:Folclore giapponese Categoria:Giganti