Con edilizia residenziale Olivetti si intende il complesso di strutture dedicate all'abitare realizzato dalla Olivetti nel corso della sua storia. Gran parte di questi edifici è situata ad Ivrea ed ere destinata in origine ai dipendenti dell'azienda e alle loro famiglie. Ciò che differenzia queste realizzazioni da altre contemporanee è la grande qualità progettuale, dovuta alla scelta di tecniche costruttive moderne e soprattutto al lavoro di architetti di alto profilo.

Ivrea

Borgo Olivetti Le prime case per i dipendenti furono costruite a Ivrea nel 1926 su iniziativa di Camillo Olivetti, si trattava di sei case unifamiliari di due piani ciascuna con tetti a falde, lievi decorazioni alle pareti e un orto-giardinoSi trattava di soluzioni stilistiche ricorrenti anche in altre case operaie del tempo in Italia e in Europa.. Queste case costituirono il primo nucleo del Borgo Olivetti. Un cambiamento decisivo avvenne negli anni Trenta, con l'avvicendamento di Adriano Olivetti alla guida dell'azienda. Egli si rivolse a Figini e Pollini (destinati a diventare i suoi architetti di fiducia) per realizzare una casa a schiera, nel 1939, nel Borgo Olivetti, di fianco alla scuola materna di recente costruzione. Si tratta di una struttura legata all'architettura Moderna internazionale, che diventerà riferimento stilistico per le realizzazioni successive.

Quartiere Castellamonte Nel 1940 Figini e Pollini elaborarono un progetto per il quartiere, già previsto dal piano urbanistico di Ivrea del 1938, anche se in versione ridotta. Alla fine, furono costruite sette case a schiera dell'altezza di tre piani ciascuna, con tetti piatti e dalla forma a parallelepipedo, in sintonia con i canoni del modernismo internazionale. Nell'immediato dopoguerra Marcello Nizzoli e Gian Mario Oliveri ripresero i lavori realizzando sei case unifamiliari per i dirigenti dell'azienda, successivamente realizzarono due piccole palazzine per dipendenti. Il quartiere venne completato nel 1954 quando Nizzoli e Oliveri progettarono la casa a 18 alloggi. Il piano terra è aperto grazie all'uso di pilastri a vista, mentre tutto intorno ci sono aree verdi e alberate. Esternamente l'edificio appare come l'aggregato di tre elementi di differente altezza con diverse soluzioni formali per le facciate, internamente l'edificio consta di due blocchi serviti da un vano scala.

Canton Vesco - La Sacca

Sempre intorno agli anni Quaranta venne avviata la costruzione di un altro quartiere nei pressi del Monte Navale e vicino alla statale Torino - Aosta. Si tratta del quartiere di Canton Vesco. L'insediamento segue le indicazioni del piano regolatore di Luigi Piccinato, anche se questo non fu mai approvato. Nel 1943 Ugo Sissa realizzò, su commissione della Olivetti, un primo fabbricato di tre piani per gli operai dell'azienda ed entro il 1946 si aggiunsero altri due edifici. In seguito, si aggiunsero altre quattro case progettate da Marcello Nizzoli e Annibale Fiocchi, i quali realizzarono nel 1950 anche un complesso di tre case in una zona a nord del quartiere, detta Canton Vigna. I tre fabbricati sono disposti a corte aperta e presentano tipologie edilizie differenti (case da tre a quattro piani con giardini pertinenziali). Questi interventi furono resi possibili dai finanziamenti del piano INA-Casa. Sempre grazie a questi finanziamenti fu possibile costruire altre cinque unità a schiera con giardino pertinenziale, in ogni caso, il completamento del Canton Vesco richiese la partecipazione di altri enti pubblici. Il quartiere era pensato come unità di vicinato dotata di servizi essenziali; Ridolfi e Frankl progettarono l'asilo nido, mentre Ludovico Quaroni e Adolfo De Carlo si occuparono della scuola elementare. Nel 1955 venne completata la chiesa del quartiere su progetto di Oliveri e Nizzoli, sempre in quegli anni Luciano Giovannini progetta tre ulteriori edifici. Tra il 1958 e il 1962 nella zona de La Sacca (una porzione di terreno adiacente al Canton Vesco ma incuneata tra la statale ad ovest e la ferrovia ad est), Augusto Romano progettò otto edifici e altri se ne aggiunsero per iniziativa dei dipendenti Olivetti. Gli ultimi interventi nel Canton Vesco risalgono al decennio tra il 1966 e il 1976, con la realizzazione di due edifici a torre nella parte centrale del quartiere da parte di Ottavio Cascio ed Emilio Tarpino.

Quartiere Bellavista A sud del Canton Vesco, tra il 1957 e il 1975, fu realizzato un ambizioso programma edilizio in collaborazione tra la Olivetti e l'INA-Casa. L'incarico della progettazione urbanistica e architettonica venne affidato a Luigi Piccinato e Vittoria Girardi e prevedeva la realizzazione di un complesso residenziale di 320.000 mq per 4000 abitanti. Fu progettata dapprima la rete viaria con un complesso intereccio di strade perimetrali e di servizio agli edifici e alle strutture comunitarie (servizi sociali, commerciali e sportivi) poste al centro del quartiere. Gli edifici presentano una densità edilizia contenuta e sono immersi nel verde. Furono resi disponibili dei fondi pubblici dell'INA-Casa nella prima fase di costruzione del quartiere e nuovamente negli anni Settanta grazie all'intervento della Gescal che consentì la realizzazione di 54 alloggi. Nel progetto intervennero anche lo Iacp di Torino e gli stessi lavoratori Olivetti.

Unità residenziali Est ed Ovest

Nel 1968, otto anni dopo la morte di Adriano Olivetti, l'azienda decise di commissionare un nuovo ambizioso progetto residenziale a Ivrea da "destinarsi a minialloggi". La richiesta arrivò direttamente da Roberto Olivetti e Bruno Jarach, all'epoca amministratori delegati dell'azienda, e vide coinvolti gli architetti Roberto Gabetti e Aimaro Oreglia d'Isola. L'idea era di costruire una unità residenziale nei pressi del parco di Villa Casana sfruttando la presenza di un declivio erboso; l'edificio, lungo trecento metri, è a pianta semicircolare e si sviluppa su due piani interrati, fatta eccezione per la facciata rivolta verso la corte interna. La struttura, nota come Unità residenziale Ovest o "Talponia", è da alcuni considerata un punto di riferimento della land architecture in Italia.

Praticamente negli stessi anni (1967-1975) Olivetti commissionò a Iginio Cappai e Pietro Mainardis la costruzione del Centro di Servizi Sociali e Residenziali Est (anche detto "La Serra") a ridosso della città storica. L'edificio si prestava ad assolvere varie funzioni: un centro sportivo, un centro commerciale, un centro culturale e struttura residenziale grazie ai suoi sessanta alloggi. Le soluzioni architettoniche in questo caso sono estremamente complesse, ogni unità abitativa si organizza su tre piani mentre il sistema pedonale interno si sviluppa su sei piani.

Pozzuoli L'intervento più significativo realizzato nella città campana è il quartiere INA-Olivetti, frutto della collaborazione tra l'INA-Casa e l'azienda eporediese e pensato da Luigi Cosenza, impegnato contemporaneamente nella realizzazione dello stabilimento Olivetti di Pozzuoli. L'idea di costruire un insediamento residenziale per i dipendenti della fabbrica di Pozzuoli venne ventilata già nel 1951, ma in quel caso si pensò di realizzare il complesso nei pressi del lago del Fusaro. Luigi Cosenza avrebbe dovuto provvedere alla realizzazione degli edifici in linea, delle villette per i dirigenti e dei servizi necessari all'insediamento, oltre ai negozi e agli spazi di culto. In seguito, il progetto fu annullato e si decise di realizzare il nuovo quartiere direttamente a Pozzuoli, così da non allontanare troppo i dipendenti e le loro famiglie dal luogo di lavoro. La realizzazione avvenne in tre fasi dal 1952 al 1963 sotto la supervisione diretta dell'INA-Casa. Il quartiere occupa un'area di 20.000 mq e le case sono collocate secondo uno schema a corte con una sequenza continua di fabbricati di tre piani uniti da corpi scala lasciati all'aperto. Nella seconda versione del progetto, tuttavia, non sono presenti i servizi essenziali di quartiere inizialmente preventivati. Al complesso parteciparono anche Marcello Nizzoli e, limitatamente alla pianificazione dei giardini, anche Pietro Porcinai.

Note

Bibliografia

Collegamenti esterni Unità residenziale Ovest Edificio a 18 alloggi Quartiere INA-Olivetti di Pozzuoli

Categoria:Architetture olivettiane