Il Governo De Gasperi I fu il sessantacinquesimo ed ultimo esecutivo del Regno d'Italia, complessivamente il primo guidato da Alcide De Gasperi.
Esso, nato in seguito alle dimissioni del governo precedente, è stato in carica dal 10 dicembre 1945 al 14 luglio 1946 (sebbene già dimissionario dal precedente 1º luglio), per un totale di 216 giorni, ovvero 7 mesi e 4 giorni.
Durante questo governo, il primo guidato da un membro della Democrazia Cristiana (DC), ebbero luogo il mutamento della forma istituzionale dello Stato nonché le prime elezioni politiche dalla fine della seconda guerra mondiale.
Amministrativamente parlando, invece, durante quest’ultimo sono state attuate, tramite decreto legislativo luogotenenziale, alcune importanti modifiche nei ministeri e nei commissariati generali:
Con D.L.L. del 22 dicembre 1945, n. 809 fu istituito il "Ministero del commercio con l'estero"; Con D.L.L. del 22 dicembre 1945, n. 824 fu soppresso il "Ministero per la ricostruzione"; Con D.L.L. del 22 dicembre 1945, n. 826 fu soppresso il "Ministero per la Consulta nazionale", con decorrenza a partire dalla seduta inaugurale dell’Assemblea Costituente (avvenuta in data 25 giugno 1946), e l’istituzione di un ufficio speciale presso la Presidenza del Consiglio.
Compagine di governo Appartenenza politica PartitoPresidenteMinistriCommissariSottosegretariTotale 1 4 2 5 12 Ufficialmente Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP). - 4Di cui uno era anche Vicepresidente del Consiglio dei ministri. 3 3 10 - 3 - 5 8 - 4 - 3 7 - 3 - 4 7 - 3 - 3 6 - 1 1 1 3 - - - 2 2 Con l’appoggio esterno prima di Altri Parlamentari, Ex-Parlamentari Antifascisti e Rappresentanti sindacali e, successivamente, di Partito Repubblicano Italiano, Concentrazione Democratica Repubblicana, Partito dei Contadini d'Italia, Partito Cristiano Sociale e Fronte Democratico Progressista Repubblicano
Situazione parlamentare Fino al 25 giugno 1946 (Periodo costituzionale transitorio):
NOTA: Nonostante non si trattasse di un effettivo Parlamento, e dunque non godesse dei poteri e delle prerogative della vecchia Camera dei deputati (ancora da restaurare stabilmente dopo le ristrutturazioni fasciste), viene comunque riportata la situazione politica di questo organo legislativo in quanto simbolo di progressivo ritorno alla democrazia rappresentativa (per il tramite di rappresentanti cui il governo riponeva effettivamente la propria responsabilità politica): difatti, essendo controllata in maggioranza da membri del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), anche se gli accordi tra partiti politici erano nei fatti interni, dovevano comunque riflettersi e manifestarsi tramite una decisione assembleare, che l’esecutivo era, per forza di cose, comunque obbligato a rispettare pur se dubbiosamente vincolante. Per tutte queste ragioni, il grafico sottostante espone, secondo ricostruzioni e dichiarazioni, nonché secondo la composizione del governo ed anche secondo voti effettivamenti subìti, il supporto che questo poteva ottenere o ha ottenuto più a fini puramente enciclopedici e storici che pratici, tenendo conto della facile mutevolezza delle forze politiche e del contesto storico-politico.
Camera Collocazione Partiti SeggiConsulta nazionaleViene qui riportata la situazione parlamentare solo di questa camera (e non anche del Senato del Regno) poiché, sebbene entrambe partecipassero formalmente al processo di controllo del rapporto di fiducia con l'esecutivo, non solo per convenzione costituzionale in caso di disaccordo era la decisione della camera bassa a prevalere (risultando essere la posizione ufficiale del Parlamento nella sua totalità), ma anche perché il Senato, dopo essere stato rapidamente fascistizzato e marginalizzato, non fu più convocato sin dal 1940 e, per questo (nonché a causa delle numerose decadenze), non era effettivamente in grado di operare come organo costituzionale, mentre Camera dei fasci e delle corporazioni e Gran Consiglio del Fascismo, gli altri due organi costituzionalmente titolati, erano già stati sciolti per ovvi motivi nel 1943). Governo CLN (215): DC (38), Pd'A (38), PLI (38), PSIUP (38), PCI (37), PDL (26) Appoggio esterno/AstensioneIl loro posizionamento politico non fu chiaro; si presume tuttavia, sia per la natura pseudo-consultiva dell’organo, che per via della composizione e del contesto socio-politico, che appoggiassero le scelte del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), o quantomeno non vi si opponessero. (84), (74), (47)Opposizione PRI (10), PDI (6), CNDL (4)
Al momento della prima convocazione dell’organo legislativo, il 25 giugno 1946, e fino alle dimissioni dell’esecutivo:
NOTA: Nonostante si trattasse di un Parlamento temporalmente limitato, e che dunque godeva delle prerogative tipiche della vecchia Camera dei deputati solo in funzione di mantenere ordinata l’amministrazione dello Stato durante la transizione verso la Repubblica ed il contemporaneo esercizio del potere costituente (con le forze politiche che in realtà non tendevano a dividersi, dovendo redigere la nuova Costituzione della Repubblica Italiana, se non per alcuni indirizzi politici dello stesso gabinetto), viene comunque riportata la situazione politica di questo organo legislativo in quanto simbolo dell’ormai consolidato ritorno alla democrazia rappresentativa (per il tramite di rappresentanti cui il governo doveva riporre effettivamente la propria responsabilità politica): difatti, nonostante il governo non vi si sottopose mai, era comunque possibile schedulare una questione di fiducia e vincolare così l’esecutivo verso le dimissioni, ai sensi delle disposizioni interne dell’Assemblea. Per tutte queste ragioni, il grafico sottostante espone, secondo ricostruzioni e dichiarazioni, nonché secondo la composizione del governo, il supporto che questo avrebbe potuto ottenere più a fini puramente enciclopedici e storici che pratici, tenendo conto del contesto storico-politico.
Camera Collocazione Partiti SeggiAssemblea CostituenteViene qui riportata la situazione parlamentare solo di questa camera poiché, ai sensi del Decreto legislativo luogotenenziale 98/1946 (Art. 3), durante tale periodo provvisorio l’assetto parlamentare veniva integralmente rimesso nelle sole mani della Costituente, creando così un transitorio monocameralismo. Maggioranza CLN (475): DC (207), PSIUP (115), PCI (104), UDN (42)Di cui un membro del Partito Democratico del Lavoro (PDL) eletto al di fuori dell’alleanza ed associatosi successivamente., Pd'A (7) Appoggio esterno/AstensioneIl loro posizionamento politico non fu chiaro; si presume tuttavia, sia per la natura transitoria dell’organo, che per via della composizione e del contesto socio-politico, che appoggiassero le scelte volte a consolidare il nuovo assetto istituzionale, o quantomeno non vi si opponessero. PRI (23), CDR (2), PCd'I (1), PCS (1), FDPR (1)Opposizione UQ (30), BNL (16), MIS (4), PSd'Az (2), MUI (1)
Composizione CaricaTitolare SottosegretariPresidenza del Consiglio dei ministri Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Presidente del Consiglio dei Ministri, Primo Ministro Segretario di StatoAlcide De Gasperi (DC) Giustino Arpesani (PLI) Giorgio Amendola (PCI) Vicepresidente del Consiglio dei Ministri Pietro Nenni (PSIUP) Ministri senza portafoglio Sottosegretario Costituente Pietro Nenni (PSIUP)(dal 12 agosto 1945) Carica non assegnataConsulta Nazionale(soppresso) Emilio Lussu (Pd'A)(fino al 20 febbraio 1946) Alberto Cianca (Pd'A)(dal 20 febbraio al 25 giugno 1946) MinisteroMinistri Sottosegretario Affari esteri Alcide De Gasperi (DC) Renato Morelli (PLI)Sottosegretario con delega per gli Italiani all'estero Celeste Negarville (PCI) Africa ItalianaAlcide De Gasperi (DC)Ad interim Carica non assegnata Interni Giuseppe Romita (PSIUP) Giuseppe Spataro (DC) Grazia e Giustizia Palmiro Togliatti (PCI) Dante Veroni (PDL) Finanze Mauro Scoccimarro (PCI) Bruno Visentini (Pd'A) Tesoro Epicarmo Corbino (PLI) Giovanni Persico (PDL) Pietro Mastino (Pd'A)Sottosegretario con delega ai danni di guerra Guerra Manlio Brosio (PLI) Pompeo Colajanni (PCI) Luigi Chatrian (DC) Aeronautica Mario Cevolotto (PDL) Ernesto Pellegrino (Militare) Marina Raffaele de Courten (Militare) Pasquale Schiano (Pd'A) Angelo Corsi (PSIUP)Sottosegretario con delega per la Marina mercantile Agricoltura e Foreste Fausto Gullo (PCI) Antonio Segni (DC) Industria e Commercio Giovanni Gronchi (DC) Enzo Storoni (PLI)(fino al 9 gennaio 1946) Rosario Pasqualino Vassallo (PDL)(dal 16 gennaio 1946) Ivan Matteo Lombardo (PSIUP) Lavoro e Previdenza Sociale Gaetano Barbareschi (PSIUP) Gennaro Cassiani (DC) Lavori Pubblici Leone Cattani (PLI) Giuseppe Bruno (Pd'A) Poste e telecomunicazioni Mario Scelba (DC) Mario Fano (Indipendente) Trasporti Riccardo Lombardi (Pd'A) Antonio Priolo (PSIUP) Pubblica Istruzione Enrico Molè (PDL) Achille Marazza (DC) Enrico Paresce (PDL)Sottosegretario con delega per le belle arti e lo spettacolo Ricostruzione(soppresso) Ugo La Malfa (Pd'A)(fino al 22 dicembre 1945) Rosario Pasqualino Vassallo (PDL)(fino al 22 dicembre 1945)Commercio con l'Estero(istituito) Ugo La Malfa (Pd'A)(dal 9 gennaio al 20 febbraio 1946)Enzo Storoni (PLI)(dal 9 gennaio 1946) Mario Bracci (Pd'A)(dal 20 febbraio 1946) Assistenza postbellica Luigi Gasparotto (PDL) Enrico Berardinone (Indipendente) Antonio Cifaldi (PLI)(dal 22 dicembre 1945)Alti commissariati Sardegna Pietro Pinna Parpaglia (Militare)Sicilia Salvatore Aldisio (DC)(fino al 26 marzo 1946) Iginio Coffari (Indipendente)(dal 26 marzo 1946)Alimentazione Piero Mentasti (DC) Luigi Renato Sansone (PSIUP) Alto Commissario AggiuntoIgiene e Sanità Pubblica Gino Bergami (PLI) Nicola Perrotti (PSIUP) Alto Commissario Aggiunto
Cronologia 1945 10 dicembre - Il governo giura dinnanzi al Luogotenente. 12 dicembre - L'ammiraglio Ellery Stone, capo degli alleati, annuncia al presidente del Consiglio Alcide De Gasperi che entro la fine dell'anno il territorio italiano che si trova sotto la loro giurisdizione, esclusa la Venezia Giulia e la provincia di Udine, sarà restituito al governo italiano. 13 dicembre - Il Presidente del Consiglio espone al Consiglio dei ministri le linee programmatiche del governo. 18 dicembre - Il Presidente del Consiglio tiene una conferenza alla stampa estera, affrontando i rapporti con la nuova Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia e i problemi connessi al futuro trattato di pace. 19 dicembre - Il vicepresidente del Consiglio Pietro Nenni tiene una conferenza stampa in qualità di Alto commissario per le sanzioni sul fascismo, esponendo alcuni punti programmatici. 21 dicembre - Alcide De Gasperi firma ufficialmente il documento che riporta all'amministrazione italiana tutto il territorio nazionale con l'esclusione delle isole di Lampedusa e Pantelleria, nonché la Venezia Giulia e l’Alto Adige. Esso sarà promulgato il 28 dicembre ed entrerà in vigore il 1º gennaio dell’anno successivo.
1946 1º gennaio - Gli alleati passano i poteri al governo italiano che acquista la sovranità della maggioranza delle aree del paese. Palmiro Togliatti, in qualità di ministro della giustizia, invia ai magistrati un proprio messaggio in cui li invita a vigliare contro residui di illegalismo e contro tentativi di criminalità fascista e assicura che sarà sua cura prendere le misure affinché tutta la magistratura italiana, indipendente nell'esercizio delle sue funzioni, possa dare il suo contributo alla nascita di uno Stato Italiano democratico. 4 gennaio - A Roma si svolge una riunione presieduta dal presidente del Consiglio, Alcide De Gasperi, con la presenza del governatore della Banca d'Italia, Luigi Einaudi, per esaminare gli aspetti tecnici relativi al cambio della moneta nazionale, la Lira, nonché l’avvio della dismissione della Am-lira, completato solo nel 1950.