Carpe Diem, noto successivamente anche come C Diem, è stato un marchio italiano di moda e pelletteria fondato da Maurizio Altieri a Perugia negli anni novanta. Il marchio è associato alla moda d'avanguardia e alla produzione artigianale di calzature, capi e accessori in pelle. Carpe Diem è stato analizzato in studi dedicati alla moda artigianale e ai sistemi di consumo contemporanei.

Storia Carpe Diem fu fondato da Maurizio Altieri a Perugia negli anni novanta. Secondo la cronologia pubblicata dal sito ufficiale C Diem, il marchio nacque nel 1994 e nel 1995 avviò una collezione di scarpe e capi in pelle realizzati a mano. Nel 2000 il nome del marchio venne modificato in C Diem, mentre nel 2001 la società assunse il nome 1+1=3; nello stesso periodo furono sviluppate linee collegate come LM Altieri, Linea e Sartoria.

Il MACRO indica Altieri come fondatore dei marchi Carpe Diem e m_moria, descrivendo il suo lavoro come una ricerca sui materiali, sulle forme e sul corpo, collocata in un territorio che oltrepassa i confini funzionali della moda.

Estetica e produzione Il lavoro di Carpe Diem era caratterizzato da una produzione artigianale, dall'uso di materiali trattati manualmente e da una comunicazione volutamente ridotta. Nel paper Seize the Day. A critique of artisanship in the system of fashion, presentato nell'ambito dell'International Foundation of Fashion Technology Institutes, il marchio è analizzato come caso di studio per il rapporto tra abbigliamento artigianale, consumo e sistema moda. Il testo osserva che i capi Carpe Diem incorporavano processi artigianali e materiali lavorati a mano, e che il marchio non faceva ricorso alla pubblicità.

La produzione comprendeva in particolare calzature, capi in pelle e abbigliamento realizzato attraverso trattamenti non convenzionali dei materiali. Kevin Almond, in uno studio pubblicato dalla University of Huddersfield, cita Carpe Diem come esempio di marchio incentrato su capi fatti a mano, materiali di qualità e trattamenti quali lavaggi, tinture, invecchiamenti e lavorazioni della pelle.

L'approccio di Altieri è stato descritto anche in relazione a un modello di distribuzione selettivo e a un rifiuto di alcuni strumenti tradizionali della moda, come pubblicità, sfilate e collezioni stagionali. In un articolo pubblicato su Marketing Science, Hema Yoganarasimhan cita Carpe Diem come esempio di marchio d'avanguardia caratterizzato da una strategia di comunicazione riservata, priva di pubblicità e promozione diretta, con una distribuzione limitata a negozi selezionati.

Ricezione critica Carpe Diem è stato oggetto di analisi accademiche per il suo rapporto con la moda artigianale, il consumo e le strategie di comunicazione nel sistema moda. Il paper Seize the Day lo considera un caso utile per studiare l'apparente opposizione tra produzione artigianale e logiche del consumo di moda, osservando tuttavia che anche un marchio fondato sull'inconspicuità e sull'assenza di pubblicità resta inserito nel sistema simbolico del lusso contemporaneo.

Nel contesto della moda italiana contemporanea, Maurizio Altieri e Carpe Diem sono stati citati dalla curatrice e studiosa di moda Maria Luisa Frisa, in un incontro organizzato dal MAXXI e dedicato alla moda italiana tra anni novanta e nuovo millennio, tra i protagonisti italiani del periodo insieme ad Antonio Marras ed Ennio Capasa.

Note

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Categoria:Aziende italiane di abbigliamento del passato