Le Grotte di Tabon (in inglese: Tabon Caves) sono un complesso archeologico composto da circa 200 cavità calcaree situate a Lipuun Point, nella municipalità di Quezon, nella parte sud-occidentale dell'isola di Palawan, nelle Filippine.
Considerate la culla della civiltà delle Filippine, le grotte sono celebri per il ritrovamento, avvenuto nel 1962, dei resti dell'Uomo di Tabon, uno dei più antichi esemplari di Homo sapiens rinvenuti nel sud-est asiatico, datato a circa 47.000 anni fa. Il sito ha restituito una vasta gamma di reperti che documentano una frequentazione umana continua dal Pleistocene superiore fino al periodo della lavorazione dei metalli, tra cui spicca la celebre Urna di Manunggul, capolavoro dell'arte neolitica filippina.
Il complesso è gestito dal Museo nazionale delle Filippine ed è stato dichiarato tesoro culturale nazionale nel febbraio 2011.
Etimologia
Il nome delle grotte deriva dal nome comune di un uccello della famiglia dei Megapodidi, il megapodio delle Filippine, (Megapodius cumingii), chiamato localmente Tabon scrubfowl, che deponeva le uova all'interno di queste grotte.
La presenza di questi uccelli rese complicate alcune fasi degli scavi, in quanto il Tabon, scava profonde cavità nel guano delle grotte o nella sabbia soffice delle spiagge per deporre le uova. Alcune di tali cavità raggiungono i 130 cm di profondità e hanno portato alla luce e disturbato reperti risalenti a 22.000 anni fa. Ulteriori disturbi furono causati anche da grandi varani che scavavano nelle grotte alla ricerca delle uova di Tabon.
Descrizione del sito
Il complesso archeologico delle Grotte di Tabon si estende su un promontorio calcareo di circa 138 ettari, noto localmente come Lipuun Point, ma che era indicato come "Abion Head" sulle carte nautiche realizzate dai britannici nel 1851, situato sulla costa sud-occidentale dell'isola di Palawan, all'interno della municipalità di Quezon. È delimitato a nord dal Mar Cinese Meridionale, a est dalla baia di Nakoda e a ovest dalla baia di Malanut. A sud e sud-ovest, fitte foreste di mangrovie costeggiano un istmo che separa il promontorio dalla terraferma di Palawan. Tutta l'area è caratterizzata da una complessa morfologia carsica che si affaccia sul Mar Cinese Meridionale ed è formata da una serie di cupole calcaree arrotondate separate da profonde gole.
Il complesso è formato da circa 215–218 cavità calcaree, sebbene il numero esatto vari a seconda delle mappature più recenti. Di queste, solo 29 grotte sono state oggetto di scavi archeologici approfonditi a partire dagli anni '60.
Le principali grotte del complesso sono:
Grotta di Tabon: La cavità principale, che dà il nome all'intero sito, presenta un'ampia camera d'ingresso che riceve abbondante luce naturale, caratteristica che l'ha resa un luogo di abitazione ideale per millenni. Grotta di Manunggul: È uno dei siti più famosi del complesso. Qui, nel 1962, Robert Fox rinvenne la celebre Urna di Manunggul (datata tra l'890 e il 710 a.C.), un vaso funerario neolitico decorato con due figure su una barca, simbolo del viaggio dell'anima verso l'aldilà. Grotta Igang: È una delle più lunghe del complesso e fungeva principalmente da sito di sepoltura. Qui è stata rinvenuta la maggior parte delle urne funerarie del complesso, insieme a ornamenti in giada (lingling-o) e perline di vetro. Grotta di Duyong: Situata nelle vicinanze, ha restituito una sepoltura neolitica eccezionale con uno scheletro in posizione flessa. Il corredo includeva asce in pietra e strumenti ricavati da gusci di Tridacna gigas (vongola gigante), noti come asce di Duyong. Grotta Guri: Nota per essere stata un sito di abitazione post-pleistocenico, ha offerto una ricca collezione di strumenti in pietra (industria litica a schegge) risalenti al Paleolitico superiore. Grotta Liyang: Importante sito di sepoltura dove sono stati trovati grandi vasi contenenti resti umani, a testimonianza delle pratiche funerarie secondarie tipiche della regione.
Altre grotte scavate da Fox sono: la Grotta Uyaw, la Grotta Pagayona, la Grotta Tadyaw e la Grotta Ngipe't Duldug, ognuna con sequenze stratigrafiche che coprono diverse fasi del complesso funerario e dell'età dei metalli.
Storia degli scavi
Le indagini archeologiche nel complesso delle Grotte di Tabon vennero avviate in modo sistematico nel 1962, sotto la direzione di Robert Bradford Fox, allora capo antropologo del Museo nazionale delle Filippine. Le ricerche si concentrarono inizialmente sulla grotta principale, che dà il nome all'intero complesso, e proseguirono con diverse campagne fino al 1970.
La scoperta più significativa avvenne durante la prima fase di scavi, quando nel settore della grotta di Tabon furono rinvenuti frammenti di un cranio, di una mandibola e di una tibia umani che vennero chiamati brevemente l'uomo di Tabon. Le analisi iniziali datarono i resti a circa 22.000–24.000 anni fa, ma successivi studi condotti con la tecnica della serie dell'uranio hanno retrodatato i frammenti più antichi a circa 47.000 anni fa.
Il team di Fox non si limitò a rinvenire dei resti umani, ma portò alla luce una vasta stratigrafia che documentava diverse fasi di occupazione. Fra il 1962 e il 1965 furono identificate cinque diverse epoche di cultura materiale (industria litica). Nello scavo della Grotta di Manunggul, fu ritrovata una urna funeraria nota come Urna (o vaso) di Manunggul.
Nel 1972 il presidente Ferdinand Marcos dichiarò Lipuun Point Area Riservata tramite il Proclama Presidenziale n. 996 dell'11 aprile 1972, incaricando il NMP (National Monuments Police) di proteggere e preservare la riserva.
Negli anni 2000 diversi ricercatori, tra cui un team internazionale del Museo Nazionale di Storia Naturale di Parigi, hanno ripreso gli studi sulle grotte applicando moderne tecniche di analisi sui micro-resti animali e botanici, confermando come il sito sia stato un rifugio cruciale durante le variazioni del livello del mare nell'era glaciale.
Reperti fossili e manufatti
Il complesso ha restituito una straordinaria quantità di testimonianze che coprono un arco temporale di circa 50.000 anni. I reperti si dividono principalmente in resti biologici (fossili umani e animali) e manufatti (industria litica e ceramica).
Resti fossili umani Robert Fox e il suo team trovarono i primi fossili umani tra il maggio e il luglio del 1962 nella Grotta di Tabon, che documentano la presenza umana continuativa nelle grotte nel Pleistocene superiore. I resti principali rinvenuti in questa fase furono: una calotta cranica appartenente a un Homo sapiens anatomicamente moderno. Inizialmente datato a 22.000-24.000 anni fa, analisi recenti (serie dell'uranio) hanno confermato un'età di circa 47.000 anni; una mandibola destr a e alcuni denti isolati.
Questi resti furono trovati in uno strato disturbato della grotta, il che rese inizialmente difficile la datazione precisa, che al tempo portò a stimare un'età di circa 22.000-24.000 anni fa.
Tra il 2000 e il 2001, nuove campagne di scavo condotte da un team congiunto del Museo Nazionale delle Filippine e del Muséum national d'histoire naturelle di Parigi (guidato da Florent Détroit) hanno portato alla luce nuovi resti nella stessa area: un frammento di tibia (rinvenuto nel 2000) che è risultato essere il pezzo più antico del complesso; altre ossa lunghe e frammenti cranici minori.
Manufatti I manufatti rinvenuti nelle grotte di Tabon appartengono a due tipologie principali: fasi di sepoltura e strumenti in pietra. Vasi di sepoltura Le grotte di Lipuun Point hanno chiaramente rivelato una tradizione di sepoltura in giare e un complesso ceramico storicamente correlati. Questo complesso di sepoltura in giare e ceramica apparve per la prima volta nelle grotte di Tabon durante il Neolitico tardo e persistette, probabilmente come principale tipo di sepoltura in quest'area, fino all'Età dei Metalli sviluppata; un arco temporale che va dal 1500 a.C. circa al 500 d.C., e forse anche più tardi.
Il più significativo di questi vasi è quello chiamato Urna di Manunggul, considerata tesoro nazionale filippino e designato come oggetto 64-MO-74 dal Museo Nazionale delle Filippine.} Il vaso è stato scoperto nel marzo del 1964 da Robert B. Fox all'interno della grotta di Manunggul.
Il vaso di Manunggul è un vaso funerario secondario del periodo neolitico datato all'890-710 a.C. Il coperchio del vaso rappresenta le anime che navigano verso l'aldilà su una barca funeraria.
Strumenti in pietra La notevole quantità e tecnologia degli strumenti in pietra rinvenuti a Tabon è caratterizzata da una sorprendente continuità che mostra come il sito sia stato abitato dal Pleistocene superiore fino al periodo della lavorazione dei metalli. La stragrande maggioranza dei manufatti è costituita da strumenti su scheggia in selce dura. A differenza di altre culture preistoriche che svilupparono punte di lancia o lame simmetriche, gli abitanti di Tabon privilegiavano strumenti multifunzionali ottenuti per percussione, utilizzati principalmente per la lavorazione del bambù, del legno e per la macellazione della fauna locale (come cervi e maiali selvatici).
Altri reperti Negli strati più recenti, i reperti testimoniano l'inserimento di Palawan in reti commerciali a lunga distanza. Sono stati rinvenuti ornamenti in giada verde, come i pendenti lingling-o, i cui materiali provengono da depositi situati a Taiwan, a dimostrazione di una precoce rete di scambi marittimi. Insieme alla giada, la presenza di braccialetti in vetro colorato e resti di bronzo e ferro segna la fine della preistoria e l'inizio di una nuova era di contatti con le civiltà vicine.
Note
Bibliografia
Voci correlate Storia delle Filippine Foreste pluviali di Palawan Patrimoni dell'umanità delle Filippine
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