Interpromium (chiamato in alcune fonti Interpromum, Interbromio e Interbromum) fu un insediamento di età antica della Val Pescara in Abruzzo, identificato sul fondovalle dell'Area Casauriense (negli odierni territori di Tocco da Casauria e Castiglione a Casauria) tra l'abbazia di San Clemente a Casauria.. e la chiesa della Madonna degli Angeli.

Le ricerche archeologiche ne provano l'esistenza a partire dalla protostoria fino all'alto medioevo, poi scomparso per cause non chiarite, forse disastri naturali. Non è stato stabilito se ad abitarlo furono il popolo dei Marrucini. o dei Peligni..

Nome e attestazioni nelle fonti

Il nome più comune nella letteratura moderna è Interpromium. Le forme Interpromum, Interbromio e Interbromum dipendono dalla trasmissione dei testi itinerari antichi e dalle diverse tradizioni manoscritte o repertoriali.

Nell’Itinerarium Antonini il centro è indicato come Interpromium vicus, in una sequenza stradale che lo colloca nel sistema della viabilità romana dell'Abruzzo antico. La Tabula Peutingeriana Online identifica Interpromum con Interpromium e lo pone presso l'area di Torre de' Passeri, in relazione con il tracciato della via Claudia Valeria.

Nei repertori di topografia antica, come Pleiades, Interpromium è descritto come un villaggio dei Marrucini, stazione della via Claudia Valeria fra Corfinium e Teate. Questa attribuzione etnica e territoriale è tuttavia oggetto di discussione nella letteratura epigrafica, poiché parte della tradizione del Corpus Inscriptionum Latinarum e dei suoi supplementi moderni tratta Interpromium nell'ambito dei Peligni.

Nella letteratura archeologica recente compare anche la formula Interpromium-Insula, usata per descrivere la continuità fra l'insediamento italico-romano e la successiva fase altomedievale dell'area casauriense, quando il luogo risulta ricordato con il nome di Insula.

Topografia e viabilità

La localizzazione di Interpromium è stata a lungo discussa. Le ipotesi moderne convergono in larga misura sull'area compresa fra la valle del fiume Pescara, l'abbazia di San Clemente di Castiglione a Casauria e Tocco da Casauria.. Secondo la sintesi di Buonocore, gli studi di Giulio De Petra e Pier Luigi Calore collocarono l'insediamento romano nell'area dell'«isola» formata dai rami del Pescara presso il luogo dove sorse poi San Clemente a Casauria.

La ricerca archeologica più recente descrive l'area dell'abbazia come parte di un più ampio sistema insediativo antico dell'alta valle del Pescara. Staffa individua il nucleo principale dell'abitato antico su un terrazzo fluviale, in rapporto con il Pescara, il torrente Arolla, l'attuale tracciato della Tiburtina-Valeria e la zona di Case Francoli presso Tocco da Casauria.. Le coordinate riportate nel sinottico sono quindi da intendere come riferimento topografico indicativo, non come perimetro archeologico puntualmente definito.

Il ruolo del sito dipendeva dalla sua posizione di passaggio. La via Claudia Valeria, proseguimento orientale del sistema della Via Valeria, collegava le aree interne con la costa del Mare Adriatico e con il porto di Ostia Aterni, attraversando territori di confine fra comunità peligne, marrucine e vestine... Secondo Staffa, l'abitato si trovava presso un punto di attraversamento del fiume e in prossimità di altri assi viari antichi, condizione che ne spiega la funzione di stazione e nodo territoriale.

Storia

Frequentazione protostorica e italica

La documentazione archeologica dell'area casauriense non riguarda soltanto la fase romana. Le ricognizioni e gli scavi hanno riconosciuto tracce di frequentazione protostorica e italica nella zona dell'alta valle del Pescara, in un quadro insediativo articolato e distribuito..

Nell'area di Castiglione a Casauria e Torre de' Passeri sono attestati rinvenimenti attribuiti all'età del bronzo, all'età del ferro e all'età italica. Fra le testimonianze richiamate da Staffa vi sono un abitato dell'età del bronzo presso Torre de' Passeri, livelli archeologici protostorici emersi nel 1972 durante i lavori legati al tracciato dell'A25 e un tumulo funerario rinvenuto nel 1981 presso la scuola Di Battista a Torre de' Passeri.

Gli scavi del 1972-1973 nell'area di San Clemente, a Castiglione a Casauria, misero inoltre in luce nuclei sepolcrali di diversa cronologia, fra cui tombe riferibili al periodo italico, sepolture romane e un sepolcreto tardoantico. In questa prospettiva Interpromium appare come l'esito romano di una frequentazione più antica della valle, favorita dalla presenza del fiume, dai terrazzi alluvionali e dalle vie naturali di attraversamento dell'Appennino abruzzese.

Età romana

In età romana Interpromium era un centro minore, definito dalle fonti come vicus e documentato epigraficamente come pagus. La posizione lungo la via Claudia Valeria ne fece una stazione stradale di rilievo nel collegamento fra la Conca Peligna, la valle del Pescara e l'area teatina.

La funzione stradale è coerente con il rapporto dell'abitato con il tracciato antico e con i resti interpretati come pertinenti a una mansio, richiamati nella sintesi archeologica di Staffa e rimessi in luce casualmente nel 1967 nell'area dell'ex stabilimento Cappola. La presenza di una struttura di servizio lungo la via è compatibile con la funzione di stazione ricordata dagli itinerari e con la collocazione dell'abitato presso un passaggio fluviale di rilievo.

L'iscrizione relativa al ponderarium del pagus Interprominus mostra l'esistenza di strutture pubbliche connesse alla regolazione dei pesi e delle misure e, più in generale, alla vita amministrativa ed economica del centro.. La menzione del restauro dopo un terremoto indica inoltre che l'insediamento subì danni sismici in età imperiale, pur conservando una comunità capace di finanziare interventi pubblici..

La documentazione epigrafica aggiornata conferma la vitalità del centro e del suo territorio. Nel supplemento moderno alle iscrizioni latine dell'Abruzzo romano sono raccolti e discussi numerosi testi riferiti a Interpromium, compresi documenti votivi e funerari.

Tarda antichità e Alto Medioevo

Le indagini archeologiche condotte fra il 1988 e il 2013 a Castiglione a Casauria, nell'area dell'abbazia di San Clemente a Casauria, hanno documentato una sequenza complessa, con fasi tardoantiche e altomedievali precedenti e contemporanee alla formazione del complesso monastico... La tradizione medievale ricorda la fondazione dell'abbazia fra l'871 e l'873 per iniziativa dell'imperatore Ludovico II il Giovane, in un'area che la ricerca archeologica riconosce come già occupata e strutturata in epoche precedenti.

Gli scavi presso l'abbazia hanno consentito di riconoscere una necropoli tardoantica, possibili resti di un primitivo luogo di culto menzionato nel Chronicon Casauriense come San Quirico, strutture lignee riferibili al primo complesso monastico e resti del monastero precedente alla ricostruzione di XII secolo promossa dall'abate Leonate. Il passaggio dall'abitato antico al paesaggio monastico medievale non deve quindi essere interpretato come una cesura assoluta, ma come una trasformazione funzionale e insediativa di un'area strategica della valle del Pescara.

Storia degli studi e delle ricerche

La conoscenza di Interpromium dipende dall'integrazione fra fonti itinerarie, iscrizioni, rinvenimenti archeologici e studi topografici. La tradizione antiquaria e archeologica ottocentesca raccolse iscrizioni e materiali provenienti dall'area di Tocco da Casauria e Castiglione a Casauria (abbazia di San Clemente); fra i nomi più rilevanti figurano Antonio De Nino, Giulio De Petra e Pier Luigi Calore.

All'inizio del Novecento, De Petra e Calore proposero una ricostruzione della posizione di Interpromium nell'area dell'insula fluviale presso San Clemente a Casauria, cercando di superare le precedenti controversie sulla localizzazione del pagus.. Gardner, nel suo studio sulla via Claudia Valeria, diede grande rilievo all'iscrizione CIL IX, 3046 e alla sua funzione localizzante, richiamando anche le discussioni precedenti sul tracciato della strada e sulla posizione del centro antico.

Nel 1984 Marco Buonocore riesaminò vecchie e nuove iscrizioni da Interpromium, aggiornando il quadro epigrafico e discutendo la relazione fra documentazione latina, localizzazione dell'insediamento e appartenenza territoriale. Le ricerche di Andrea R. Staffa hanno poi inserito il sito in una più ampia storia insediativa dell'alta valle del Pescara, collegando l'abitato antico, le necropoli, le infrastrutture romane, la fase tardoantica e la nascita del complesso monastico altomedievale di San Clemente a Casauria.

Epigrafia

L'epigrafia latina è uno dei principali elementi per l'identificazione e lo studio di Interpromium. Il documento più citato è CIL IX, 3046, identificato anche come ILS 5609, relativo al restauro del ponderarium del pagus Interprominus. La trascrizione comunemente citata dell'iscrizione è la seguente:.

La traduzione italiana è:

Gaio Sulmonio Primo e Gaio Sulmonio Fortunato restaurarono a proprie spese, dalle fondamenta, il ponderarium, cioè la pesa pubblica, del pagus Interprominus, crollato per la violenza di un terremoto.

Le lettere fra parentesi quadre indicano integrazioni del testo epigrafico. La prima riga è resa nella letteratura moderna anche con forme equivalenti, come [CC.] Sulmonii, secondo la diversa espansione dell'abbreviazione dei prenomi. Il testo ricorda il restauro di una struttura pubblica destinata al controllo dei pesi, finanziato privatamente da due personaggi della gens Sulmonia. Per la presenza del nome del pagus, l'iscrizione è stata considerata un documento fondamentale per collegare il toponimo antico all'area di San Clemente a Casauria.

La cronologia dell'iscrizione non è interpretata in modo uniforme. Sisani la considera una testimonianza della prima età imperiale, mentre Luciani la assegna alla seconda metà del II secolo d.C. e ricorda anche la possibile relazione fra uno dei dedicanti e un signaculum rinvenuto a Torre de' Passeri.. Il documento ha inoltre rilievo per la storia della sismicità antica dell'area appenninica, poiché menziona esplicitamente il crollo della struttura per effetto di un terremoto.

Nel 1984 Buonocore pubblicò una revisione delle iscrizioni vecchie e nuove riferibili a Interpromium, aggiornando il quadro documentario e discutendo il rapporto fra localizzazione, appartenenza territoriale e tradizione antiquaria. Il successivo supplemento epigrafico del Corpus Inscriptionum Latinarum relativo a Marrucini, Peligni e Vestini ha ulteriormente ampliato la documentazione disponibile per il pagus Interpromium.

Questione etnica e amministrativa

La posizione di Interpromium in un'area di contatto fra vallate e comunità italiche ha prodotto interpretazioni diverse sulla sua appartenenza etnica e amministrativa. Una parte della tradizione topografica lo presenta come centro dei Marrucini, coerentemente con il collegamento verso Teate e con la posizione lungo la via Claudia Valeria. Altri studi e repertori epigrafici lo trattano invece nell'ambito dei Peligni, valorizzando il rapporto con Sulmo, Corfinium e la Conca Peligna.

La difficoltà nasce anche dalla natura stessa dell'insediamento: Interpromium non è attestato come grande municipium urbano, ma come vicus e pagus lungo una direttrice stradale di confine. Secondo Sisani, Interpromium non deve essere identificato semplicemente con il pagus, ma con il vicus eponimo del pagus Interprominus, cioè con un abitato centrale rispetto alla vita sociale ed economica del distretto.