Durante il tardo periodo Edo e Bakumatsu, esplorò sei volte il territorio giapponese a nord-est dell'isola di Honshu (chiamato "Ezo"), le isole Curili e Sachalin. Nel primo periodo Meiji fu un funzionario della Commissione per lo sviluppo di Hokkaidō. Avendo coniato il nome dell'isola e di molti suoi luoghi, alcune volte è considerato il "padrino di Hokkaidō".
Biografia Le origini Matsuura Takeshirō nacque nel sesto giorno del secondo mese del Bunka 15 (1818) nel villaggio di Sugawa, poi Onoe, oggi Matsusaka, in quella che era la provincia di Ise e oggi è la prefettura di Mie. Tradizionalmente, la famiglia di samurai aveva come antenati membri del clan Matsuura del dominio Hiraido. Fu il quarto figlio di Matsuura Tokiharu. È scritto anche nel nome: shirō (四郎) sta per "quarto figlio". Tokiharu era un devoto della cerimonia del tè e dellHaikai (un tipo di componimento poetico che comprende l'haiku) e fu allievo dello studioso di Kokugaku Motoori Norinaga, anch'egli appartenente all'ipotetica linea di discendenza del clan Matsuura. Dato che suo fratello maggiore era destinato ad essere il capofamiglia, Takeshirō sapeva fin da giovane che avrebbe dovuto avventurarsi per il mondo.
Il giovane Takeshirō iniziò a frequentare lezioni di calligrafia al tempio Sōtō di Shinkaku-ji all'età di sette anni. Da ragazzo, mostrò già segni della sua energia giocando sul tetto del tempio. Leggeva libri illustrati di luoghi famosi o di meisho. Mostrò anche una promessa letteraria, componendo all'età di undici anni un haiku sul tema del ritorno delle oche selvagge, il che mostrò l'approvazione di suo padre. Inoltre, iniziò a manifestare inclinazioni per l'antiquariato, copiando disegni di campane di templi da vecchi libri. Fu impressionato dal canto di Raiō Oshō, prete buddista e suo maestro di calligrafia, che serviva ad aiutare una ragazza ossessionata da un kitsune (che significa in giapponese "volpe"); una volta espulsa, la "volpe" fu venerata come Seishun Inari Daimyōjin (una dea). Scriverà di questo episodio nella sua autobiografia. Fin da giovane, aveva già pensato di diventare sacerdote buddista, ma i suoi genitori riuscirono a fargli cambiare idea. All'età di tredici anni, iniziò a frequentare la scuola gestita dallo studioso confuciano Hiramatsu Rakusai, dove imparò il cinese ed ebbe modo di incontrare studenti da tutto il mondo; proseguì i suoi studi lì fino ai sedici anni.
Le prime tre spedizioni Nel Tenpō 4 (1833), partì bruscamente da casa, non solo spinto dal desiderio di viaggiare, ma anche per motivi finanziari: fu costretto a vendere di nascosto cimeli di famiglia per saldare debiti accumulati dall'acquisto di libri e di antiquariato. Nella lettera che scrisse appena dopo la sua partenza, Takeshirō espresse la sua volontà di voler andare prima a Edo (l'odierna Tokyo), poi a Kyoto e a Nagasaki, dove avrebbe salpato per Morokoshi (dal giapponese, "Cina") da cui probabilmente si sarebbe diretto fino a Tenjiku (dal giapponese, "India"). Sebbene non sia arrivato in Cina e in India, viaggiò lungo la Tōkaidō fino a giungere ad Edo, dove soggiornò insieme a Yamaguchi Gusho, che gli insegnò l'arte dell'incisione dei sigilli, e che si crede abbia supportato Takeshirō nei suoi viaggi, prima di dirigersi lungo la Nakasendō fino a Zenko-ji, un tempio buddista di Nagano; scalò il vicino Monte Togakushi, oggi parte del Parco nazionale di Myōkō-Togakushi Renzan. L'anno seguente, con inchiostro e taccuino alla mano, viaggiò da Kinki a Chūgoku e Shikoku. Passato un altro anno, dopo esser tornato indietro a Kinki, riprese il suo viaggio esplorando le regioni di Kinki, Hokuriku, Kōshin'etsu, Tōhoku (incluse Sendai e Matsushima), Kantō (dove prestò servizio per un periodo nella residenza di Mizuno Tadakuni, a Edo), Chūbu, per poi tornare nuovamente a Kinki e poi a Shikoku; nel 1836, seguì la strada del Pellegrinaggio di Shikoku e poi attraversò le regioni di Kinki, San'in e San'yō (incluso Tomonoura, il porto di Fukuyama); l'anno seguente dal San'yō si diresse in varie località dell'isola di Kyūshū; a causa di restrizioni di viaggio, fu costretto a travestirsi da monaco buddista per entrare nel dominio di Satsuma. Nel 1838, all'età di 21 anni, si ammalò gravemente mentre si trovava a Nagasaki, per via di un'epidemia. Nello stesso anno, morì suo padre (uno dei suoi fratelli e sua sorella erano morti già anni prima). Incoraggiato dal monaco Zen che lo aiutò a riprendersi dalla malattia, fu ordinato sacerdote buddista presso il tempio di Zenrin-ji, per poi prestare servizio nel Senkō-ji, a Hirado, per i tre anni successivi. Nel 1842, tentò di attraversare il confine tra Tsushima e Chōsen (la Corea sotto il dominio giapponese), ma per via dello , non poté farlo. In questo periodo morì sua madre. A Nagasaki, all'età di 26 anni, sentì da un capo villaggio racconti su Ezo e Sachalin, su come l'interesse russo nella regione stava accrescendo e sullo sbarco di barche russe sulle coste dell'isola. Nel 1844, per la prima volta in nove anni, tornò a casa, per rendere omaggio alle tombe dei suoi genitori. Prima di partire per il nord, visitò il Santuario di Ise.
Dopo essere giunto all'attuale Ajigasawa, all'estremità settentrionale di Honshū, non riuscì ad attraversare il confine con Ezo a causa delle severe restrizioni imposte dal Dominio di Matsumae. Fu quindi costretto a tornare nella Provincia di Rikuzen. Nel 1845, all'età di 28 anni, attraversando lo Stretto di Tsugaru e giungendo a Esashi, riuscì ad esplorare per la prima volta Ezo. Lasciò la città travestito da mercante e viaggiò lungo tutta l'isola (l'odierna Hokkaidō) per sette mesi: camminò, con gli Ainu locali come guide, lungo la costa meridionale del Pacifico da Hakodate fino all'estremità settentrionale della penisola di Shiretoko, dove eresse un cippo con l'iscrizione "Provincia di Ise, Distretto di Ichishi, fiume Kumozu, Sud: Matsuura Takeshirō" (勢州一志郡雲出川南 松浦竹四郎), prima di tornare nuovamente a Hakodate, e di lì a Edo. L'anno seguente, assumendo il ruolo di servitore personale di Nishikawa Shunan, con il nome di Unpei, percorse a piedi la costa del Mar del Giappone da Esashi fino al capo Sōya. Da lì attraversò lo stretto verso Sachalin, dove insieme, Takeshirō e Shunan, attraversarono l'isola ed esplorarono le coste orientali e occidentali della sua parte meridionale. Dopo essersi separato da Shunan, attraversò lo Stretto di La Pérouse (tra la sottoprefettura di Sōya e Sachalin) e camminò per la costa del mare di Ochotsk fino alla Penisola di Shiretoko, prima di tornare a Sōya con una barca, e poi via terra attraverso Ishikari, Chitose, e Yūfutsu fino a tornare indietro a Esashi, e da lì di nuovo a Honshū. Mentre si trovava ad Esashi, incontrò lo studioso Confuciano Rai Mikisaburō; i due gareggiarono per comporre cento poesie e intagliare cento sigilli in un solo giorno. Tre anni dopo, nel 1849, nella sua terza spedizione a Ezo, salpò da Hakodate a Kunašir e Iturup. A quel punto, aveva ormai attraversato l'intera regione settentrionale. I suoi viaggi furono di un importanza epocale dal punto di vista geografico, letterario e politico. La cartografia di quelle regioni ha inizio, di fatto, con Matsuura. Egli era munito soltanto di una bussola tascabile, e si affidava ai propri passi e all'osservazione dai punti più elevati per stimare le distanze. Allo stesso tempo, studiò la lingua degli Ainu e si rese conto delle difficili condizioni in cui essi vivevano a causa dello sfruttamento da parte dei commercianti senza scrupoli e dei funzionari del Dominio di Matsumae.
Non ritornò a Ezo per quasi sette anni. Nel frattempo, pubblicò diari in volumi delle sue tre prime spedizioni e interagì con molte figure di spicco di questo periodo turbolento. La sua casa iniziò ad essere frequentata dagli shishi ("uomini di alto ideale").
Il lavoro da funzionario del Governo Sotto il nuovo shōgun Tokugawa Iesada, poiché la situazione a Ezo, alla luce della crescente attività russa, stava diventando una priorità, i suoi lavori iniziarono a ricevere un riconoscimento ufficiale: nel 1855 fu insignito di 10 ryō d'oro dal bakufu, e con il doppio nei giorni successivi da Togukawa Nariaki, daimyō del Dominio di Mito, e Date Yoshikuni, daimyō del Dominio di Sendai. Ricevette l'incarico di recarsi nuovamente a Ezo, ma questa volta come funzionario del bakufu, per proseguire le ricerche geografiche, esplorarne le montagne e i fiumi e valutarne il potenziale per la costruzione di nuove strade.
Nei successivi tre anni, seguirono tre visite: una teoria dice che le visite precedenti non erano iniziative personali, ma operazioni finanziate dal bakufu, collegandolo al fatto che lui abbia incontrato vari ostacoli sulla strada verso il Dominio di Matsumae. Prese parte alla spedizione guidata da Mukōyama Gendayū e completò un giro dell'isola, viaggiando in senso orario da Hakodate, passando per lo Stretto di La Pérouse fino alle regioni settentrionali di Ezo, in quella che oggi è Poronajsk, a Sachalin. Mukōyama morì durante il viaggio e Matsuura si ammalò gravemente, tanto da scrivere un "poema della morte". L'anno seguente, dopo aver abbandonato l'idea di esplorare Sachalin, seguì i corsi dei fiumi Ishikari e Teshio, dalle foci alle sorgenti. La sua ultima visita, nel 1858. incluse l'esplorazione dell'entroterra della parte centrale e orientale dell'isola, nell'area dell'odierno Parco nazionale di Akan. Le sue indagini coprirono sia la geografia fisica che quella antropica; diede inoltre suggerimenti sullo sviluppo del territorio e sul progresso dei suoi abitanti.
Mentre il periodo Bakumatsu si stava per chiudere, essendo un'autorità del nord, Matsuura Takeshirō ricevette la visita di personaggi del calibro di Ōkubo Toshimichi e Saigō Takamori, figure di spicco del Rinnovamento Meiji. Ōkubo gli diede un ruolo nel nuovo governo, assegnandogli responsabilità per lo sviluppo di Ezo, e, dopo aver condotto un'indagine su Tōkaidō, gli fu assegnato un posto nell'amministrazione della breve Prefettura di Hakodate; fu elevato al Quinto rango di corte junior, grado inferiore. Poco dopo, diventò Aiutante del Governatore della Prefettura di Tokyo; si occupò della suddivisione della prefettura in distretti e svolse la funzione di araldo durante il trasferimento della capitale da Kyōto.
Con la creazione della Commissione per lo Sviluppo di Hokkaidō nel 1869, fu nominato Commissario allo sviluppo. Durante il suo incarico si concentrò sulla nomenclatura ufficiale, sia per i distretti dell’isola di Hokkaidō sia di quelle che oggi sono le sue sottoprefetture; si dedicò alla ricerca di un nuovo nome per "Ezo". Dopo aver proposto sei alternative,I sei nomi proposti da Matsuura Takeshirō per la valutazione furono: Hitakamidō (日高見道), Hokkaidō (北加伊道), Kaihōdō (海北道), Kaitōdō (海東道), Tōhokudō (東北道) e Chishimadō (千島道). il governo scelse Hokkaidō (北加伊道), sostituendo il carattere per "mare" (海) con i due caratteri "kai" (加伊), che egli aveva tratto dalle Leggende del santuario di Atsuta, deposito della spada Kusanagi-no-tsurugi, uno dei Tre Tesori Sacri, avendo sentito per la prima volta "kai" come antico endonimo Ainu per il popolo Ainu da un anziano incontrato durante il suo viaggio lungo il fiume Teshio nel 1857; così nacque "Hokkaidō". Matsuura ha adottato dal 1859 un nome d'arte, "Hokkai Dōjin"; questo può essere interpretato come "uomo di Hokkaido", "uomo esperto nelle vie del mar del Nord" o "eremita dei mari del nord". Quindi, il nome dell'isola è diventato il suo alias. Per questo è chiamato alcune volte il "padrino di Hokkaidō". Il suo Quinto Rango fu elevato e ricevette cento ryo d'oro.
Il ritiro