La Sibilla Libia è un dipinto a olio su tela, raffigurante una sibilla, realizzato da Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, intorno al 1651 e custodito presso il Palazzo di Holyrood (Royal Collection) a Edimburgo.

Storia La prima menzione nella letteratura artistica di questo dipinto si trova nella Felsina pittrice di Carlo Cesare Malvasia: «Dipinse duoi quadri al Sig. Ippolito Cattani Bolognese, la Sibilla Libica e la Samia.»

Il pagamento dell'opera è registrato nel Libro dei conti.Il Libro dei conti è il registro amministrativo compilato dal fratello minore Paolo Antonio Barbieri dal 1629 al 1649, anno della sua morte, e proseguito dai familiari fino al 1666. Alla data 4 dicembre 1651 è annotato: «Dal Sig:r Inpolito Cattanio si e riceuto Ungari n:o t0 e L. 8 - 10 fano L 595, moneta bianca L 5, fanno in Tutto L 600 e questo e il pagamento delle due mezze figu.re ciove la Sibila Samia et Sibila Libia, fano ducatoni n:o 120. fa.no Scudi 150.»

Il dipinto entrò nelle Collezioni Reali britanniche probabilmente poco dopo l’ascesa al trono di re Giorgio III, avvenuta nel 1760. Secondo Sir Denis Mahon l’acquisto potrebbe essere stato effettuato in Italia da Richard Dalton, bibliotecario del sovrano e suo agente artistico. Poco tempo dopo l’ingresso nella collezione reale, l’opera fu incisa da Francesco Bartolozzi.

Il dipinto compare inoltre nelle Royal Residences illustrate da Pyne del 1819, appeso nella Second Drawing Room di Buckingham Palace. In seguito la tela passò a Windsor Castle, mentre negli anni Sessanta del Novecento Mahon la segnalava a Hampton Court. Inventari più recenti della Royal Collection registrano invece il dipinto presso il Palazzo di Holyrood, a Edimburgo.

Descrizione e stile Il dipinto raffigura la Sibilla Libia, una delle dodici sibille alle quali la tradizione cristiana attribuì la profezia della venuta di Cristo e che furono pertanto assimilate ai profeti dell’Antico Testamento. La sibilla libica era associata all’annuncio della manifestazione di Cristo ai gentili ed era abitualmente rappresentata con una torcia accesa; il Guercino rinuncia tuttavia a questo attributo iconografico, identificando il personaggio attraverso l’iscrizione visibile sul libro.

La figura, colta a mezza figura e immersa in una luce soffusa, è assorta nella lettura con un atteggiamento di intensa concentrazione, ignara della presenza dello spettatore. Il volto emerge da una delicata semioscurità, mentre il panneggio ampio e morbido contribuisce a conferire monumentalità alla composizione nonostante le dimensioni relativamente contenute del dipinto. La tavolozza, giocata su pochi colori accuratamente modulati, accosta il freddo azzurro dell’abito ai toni rosati e bruno-aranciati del mantello, equilibrati dal bianco del turbante e della fascia annodata alla vita.

L’opera appartiene alla fase tarda della produzione del Guercino, nella quale il vigoroso chiaroscuro degli anni giovanili lascia progressivamente spazio a tonalità più chiare e a un linguaggio più misurato e classicheggiante. Pur richiamando ancora gli effetti luministici delle opere precedenti, la stesura pittorica appare qui più sottile ed essenziale, con passaggi di luce più sfumati e una resa particolarmente delicata degli incarnati e dei tessuti.

Il dipinto costituiva il pendant della Sibilla Samia, oggi conservata presso la Fondazione Carisbo, a Bologna. L’accostamento delle due opere era particolarmente appropriato poiché entrambe le sibille erano tradizionalmente associate all’isola di Samo. Mentre la Sibilla Libia è raffigurata assorta nella lettura, la Sibilla Samia volge invece lo sguardo verso il cielo con le mani appoggiate sul volume. Entrambe le tele presentano inoltre la caratteristica grafia «sybilla», che il Guercino sembra avere modificato solo alcuni anni più tardi nella forma «sibylla».

«Questo dipinto, con i suoi squisiti colori pastello e la delicatezza del tocco, è una delle più riuscite mezze figure femminili del periodo tardo del maestro.»

Note

Bibliografia

Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti su sibille Categoria:Royal Collection