Il Palazzo Dardanelli è un edificio storico situato a Mondovì (provincia di Cuneo), in Corso Statuto 28. Progettato da Nino Fracchia, è considerato uno degli esempi più significativi dell'eclettismo monregalese del primo Novecento.
Fu edificato su commissione della famiglia Dardanelli e inaugurato nel 1928. In seguito fu ereditato dal senatore Giuseppe Benedetto Dardanelli, che lo utilizzò come propria residenza. Attualmente presenta una destinazione d'uso mista, residenziale e commerciale.
Storia
Costruzione Il Palazzo Dardanelli fu progettato negli anni '20 del Novecento per la famiglia composta da Francesco Dardanelli, commerciante che operò come albergatore ed imprenditore, sua moglie Antonia Prato e i figli della coppia.
La famiglia Dardanelli era presente a Mondovì almeno dal XVI secolo, specialmente nella vicina frazione di Breolungi, dove furono proprietari di Palazzo Fontana-Dardanelli, e patroni della cappella della Fusenta.
Realizzato dal pittore e architetto monregalese Nino Fracchia, la costruzione di Palazzo Dardanelli terminò nel 1928. Pochi anni dopo, nel 1935, vi resultava già domiciliato il proprietario, l'imprenditore Francesco Dardanelli.
Uso successivo Negli anni successivi, il palazzo passò di proprietà uno dei figli, l'avvocato e senatore Giuseppe Benedetto Dardanelli, il quale in una lettera del 1971 indirizzata al procuratore Giovanni Colli indica l'indirizzo del Palazzo come proprio domicilio.Archivio Storico della Presidenza della Repubblica. Archivi personali, Colli, Scatola 10, Lettera dattiloscritta di plauso dell'avv. Benedetto Dardanelli a Colli e al suo operato. Mondovì, 15 novembre 1971.
In tempi più recenti, Palazzo Dardanelli è stato oggetto di una ristrutturazione edilizia da parte dell'architetto Mario Gandolfi, che ha diretto i lavori volti a conservarne la struttura e gli elementi stilistici e architettonici caratteristici.
Attualmente il palazzo ha un uso misto: le unità superiori hanno una destinazione residenziale, mentre le unità al piano terra con affaccio sulla pubblica via hanno una destinazione commerciale.
Stile
Architettura Il Palazzo Dardanelli costituisce uno degli esempi più significativi dell'eclettismo monregalese del primo Novecento. L'edificio, progettato da Nino Fracchia, combina elementi classicisti, barocchi e floreali in una sintesi personale e volutamente libera dalle convenzioni accademiche.
La facciata presenta una composizione simmetrica di gusto borghese, scandita da lesene monumentali, cornici marcapiano e aperture regolari, ma reinterpretata attraverso dettagli decorativi di forte sensibilità pittorica. Pur inserendosi nel contesto urbano dell'Altipiano di Mondovì, il palazzo manifesta una ricerca stilistica autonoma, distante tanto dal monumentalismo ufficiale quanto dal puro art nouveau decorativo.
Elementi artistici Tra gli elementi più caratteristici dell'edificio spiccano i balconi con ringhiere "a canestro", decorati con motivi a girali in ferro battuto. Mamino osserva che tali ringhiere «sono appese con delicatezza su una rigida e smorta trama classicista, e richiamano i cancelli funerari del territorio monregalese».
La facciata è inoltre arricchita da un articolato apparato ornamentale in stucco, con motivi floreali verticali, mensole classicheggianti e cornici aggettanti. Nella parte superiore corre una decorazione continua che alterna elementi geometrici e floreali, contribuendo ad alleggerire la monumentalità dell'insieme. Le ringhiere semicircolari dei balconi superiori accentuano ulteriormente il dialogo tra rigidità compositiva e decorazione liberty.
Descrizione Riferendosi all'opera architettonica di Nino Fracchia, lo storico dell'arte Lorenzo Mamino descrisse il Palazzo Dardanelli nei seguenti termini:
Note
Categoria:Palazzi di Mondovì Categoria:Architettura eclettica