Natgeosocus è un genere estinto di pesci ossei appartenente all’ordine dei Lampridiformes, vissuto nell’Oligocene inferiore nell’area dell’attuale Caucaso settentrionale. Il genere comprende una sola specie, Natgeosocus sorini, descritta sulla base di un unico esemplare fossile.

Etimologia Il nome del genere deriva dall’abbreviazione della National Geographic Society (“NatGeoSoc”), che sponsorizzò le campagne di scavo nel Caucaso settentrionale nel 2013. Il nome specifico sorini è dedicato al paleoittiologo rumeno Sorin Baciu, partecipante alle spedizioni paleontologiche nella regione caucasica.Bannikov, A. F. (2014) A new genus of the family Palaeocentrotidae (Teleostei, Lampridiformes) from the Oligocene of the northern Caucasus and comments on other fossil Veliferoidei. Paleontological Journal, 48 (6) 624-632 doi:10.1134/s0031030114060021

Descrizione Natgeosocus era un minuscolo pesce dal corpo estremamente alto e fortemente compresso lateralmente, con un corto peduncolo caudale. La profondità del corpo raggiungeva almeno l’80% della lunghezza totale, conferendo all’animale un aspetto molto elevato e discoidale. La testa era relativamente corta e corrispondeva a circa il 40% della lunghezza corporea. La lunghezza standard dell'esemplare era di circa 1,5 centimetri.

Gli occhi erano moderatamente grandi e il diametro orbitale rappresentava circa il 30% della lunghezza della testa. Il peduncolo caudale era molto profondo e corto, pari a circa il 19% della massima altezza del corpo. La colonna vertebrale era composta da 32 vertebre, delle quali 19 caudali. Le quarta e quinta ipurale erano fuse con il centro vertebrale terminale, mentre erano presenti due epurali sottili. Le supraneurali erano assenti, una caratteristica distintiva del genere. La pinna dorsale iniziava con un lungo raggio filamentoso seguito da sei raggi molli progressivamente più corti; posteriormente erano presenti otto spine e circa venti raggi molli. La pinna anale, leggermente più corta della dorsale, possedeva cinque spine corte e ventidue raggi molli. Le pinne pelviche erano inserite anteriormente rispetto alle pinne pettorali. La pinna caudale era particolarmente insolita: i lobi superiore e inferiore erano ampiamente separati e gli ipurali 2 e 3 risultavano privi di raggi. La coda possedeva complessivamente dieci raggi principali.

Un elemento anatomico notevole era il robusto postcleitro ventrale inclinato anteriormente. La sua estremità inferiore risultava fortemente separata dal margine anteroventrale del primo pterigioforo della pinna anale, anche se gli studiosi hanno suggerito che questa configurazione possa essere stata accentuata da deformazioni post-mortem del fossile.

Classificazione Natgeosocus è stato assegnato alla famiglia Palaeocentrotidae, un piccolo gruppo di Veliferoidei noto precedentemente solo per il genere eocenico Palaeocentrotus. Rispetto a quest’ultimo, Natgeosocus differisce per l’assenza delle supraneurali, per il corpo molto più profondo e per il minor numero di spine anali, cinque anziché sei.

L’ampia separazione dei lobi della pinna caudale rappresenta inoltre un carattere non osservato in Palaeocentrotus. L’insieme di queste caratteristiche suggerisce che Natgeosocus costituisse una forma altamente specializzata all’interno dei lampridiformi primitivi.

Paleoecologia L’unico esemplare noto di Natgeosocus sorini rappresenta probabilmente un individuo giovane, circostanza che potrebbe aver influenzato alcune proporzioni corporee. L’aspetto estremamente alto e compresso del corpo richiama quello di numerosi lampridiformi pelagici moderni, e suggerisce un possibile stile di vita in ambienti marini aperti.

Note

Categoria:Lampriformes estinti Categoria:Taxa descritti nel 2014