Origini e formazione (1867-1892) Nacque a Venezia il 19 ottobre 1867 da Isacco (1819-1900) e Elisa Romanin Jacur (1828-1909) , appartenente a una famiglia ebraica veneziana con radici anche a Modena. Compì gli studi giuridici all’Università di Bologna e si laureò in legge il 4 luglio 1890.

Il padre Isacco Sacerdoti ottenne il titolo di conte di Carrobio con Regie Lettere Patenti del 1º marzo 1895. Alla sua morte, nel 1900, Vittorio assunse il titolo come primogenito.

Carriera diplomatica (1893-1925) Nel 1893 vinse un concorso consolare che gli permise di entrare nella carriera diplomatica del Regno d’Italia. Prestò servizio in diverse sedi, tra cui Marsiglia, Berna, Parigi e Madrid. Nel 1896 sposa Helen von Gutmann, figlia di un ricco magnate e filantropo austriaco.

Con il decreto del 18 aprile 1898 fu trasferito da Madrid a Londra, dove giunse accompagnato dalla moglie e venne nominato addetto di legazione. Nel 1899 la coppia fu presentata alla regina Vittoria tramite la baronessa Edith de Renzis (nata Sonnino), moglie del primo segretario Francesco De Renzis. L’anno seguente, in seguito alla morte del collega De Renzis, Sacerdoti divenne primo segretario. Nel 1901 fu delegato italiano presso la Commissione inglese per i reclami transvaliani, incarico legato alla fase post‑bellica della guerra anglo‑boera e nel 1902 la coppia partecipò alle cerimonie per l’incoronazione di Edoardo VII e Alessandra di Danimarcahttps://www.colasantiaste.com/uploads/auctions/52-ASTA58.pdf.

Per iniziativa di Sacerdoti, tra il 1898 e il 1900 venne costruito il castello di Carrobio come dimora destinata alla vita sociale e mondana dell’aristocrazia. Un secondo intervento edilizio, realizzato tra il 1911 e il 1914, ne ampliò la struttura originaria.

Nel 1903 fu promosso segretario di legazione e il 31 dicembre dello stesso anno fu insignito dell’onorificenza di cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia.Nel 1905 partecipò ai lavori della Conferenza internazionale di agricoltura, in qualità di segretario della delegazione italiana, e il 30 settembre ricevette il titolo di cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Nel 1907 fu trasferito nuovamente a Madrid, con la qualifica di segretario di prima classe. Il 20 dicembre 1908 fu promosso ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia.

Nel 1913 fu nominato inviato straordinario e ministro plenipotenziario presso la legazione italiana di Copenaghen, assumendo la guida della rappresentanza diplomatica del Regno d’Italia in Danimarca. Nel 1914 la sua residenza principale risultò essere il castello di Carrobio a Massa Finalese (prima risiedeva a Roma). Fu inoltre proprietario del Bosco della Saliceta, un’estesa area boschiva e agricola della bassa modenese (Camposanto, Medolla, Bomporto, San Felice)

Durante la Prima guerra mondiale mantenne la guida della legazione italiana di Copenaghen, pur collaborando tra il 1915 e il 1918 con l’ambasciatore Guglielmo Imperiali presso la sede di Londra, e nel 1919 è ancora attivo a Copenhagen.

Nel settembre 1920 Sacerdoti venne destinato alla legazione italiana presso L’Aja. Qui fu delegato italiano in varie commissioni internazionali, in particolare quelle relative al diritto internazionale, ai rapporti commerciali post‑bellici e alle conferenze multilaterali del primo dopoguerra.

Nel febbraio 1925 Sacerdoti fu nominato ambasciatore e destinato alla sede di Tokyo; nello stesso mese lasciò volontariamente il servizio diplomatico.

Ultimi anni Dopo il ritiro dalla carriera, risiedette tra Roma e la proprietà di Carrobio, senza ricoprire ulteriori incarichi pubblici noti.

L’ultima menzione certa della moglie Helene risale al 1935, in occasione della visita del principe Umberto al castello di Carrobio. La sua assenza nella documentazione successiva, indica che era già deceduta entro tale data.

Nel 1938, in seguito all’emanazione delle leggi razziali fasciste, ricevette il battesimo cattolico.

Nel 1940 il nipote Marco Sacerdoti di Carrobio chiese il cambio di cognome in “Carrobio di Carrobio”, concesso con Regio Decreto del 29 novembre 1941https://collegio-araldico.it/wp-content/uploads/2018/07/Rivista-Araldica-giugno-2016.pdf (p. 25); negli atti successivi anche Vittorio compare con il cognome “Carrobio”, secondo l’uso familiare.

Sacerdoti è attestato in documenti amministrativi fino al 1942, tra cui una licenza di caccia rilasciata nella riserva della Saliceta. Nel 1944 è documentato a Finale Emilia, dove sfuggì insieme al figlio Renzo all’arresto grazie all’intervento di Don Benedetto Richeldi e di un maresciallo dei Carabinieri; riuscì poi a riparare in Svizzera. Dopo il 1944 non sono note ulteriori informazioni sulla sua vita e non è documentata la data della morte.

Discendenza Vittorio Sacerdoti e Helene von Gutmann ebbero due figli e una figlia:https://www.geni.com/people/Vittorio-Sacerdoti-Graf-di-Carrobio/6000000010395083955

Mario Umberto Alfredo (1897 - ?) sposò Gabriella dei conti di Robilant, da cui ebbe un figlio. Lucia Margherita Sofia (1903 - 1986) sposò Pietro de Vito Piscicelli (1897-1985), che ebbe figli. Renzo Vittorio Emanuele (1905 - ?)

Onorificenze Secondo l’Elenco Ufficiale della Nobiltà Italiana, Vittorio Sacerdoti ricevette numerose onorificenze italiane e straniere, tra cui il gran cordone dell’Ordine della Corona d’Italia, il gran cordone dell’Ordine di Dannebrog, il gran cordone di Nassau‑Orange, la commenda con placca dell’Ordine di Isabella la Cattolica, la commenda con placca del Medjidìè e la Legion d’Onore.

Onorificenze italiane

Note

Collegamenti esterni

Annuario diplomatico del Regno d'Italia (1909) - voce Sacerdoti Vittorio conte di Carrobio Enciclopedia storico‑nobiliare italiana, vol. VI (1932), Marchese Vittorio Spreti - voce Sacerdoti.