Lultimo viaggio del Karluk, nave ammiraglia della Spedizione artica canadese del 1913-1916, si concluse con la perdita dell'imbarcazione nei mari artici e con la successiva morte di quasi metà dei suoi 25 membri.
Nell'agosto 1913 il Karluk, un brigantino già impiegato come baleniera, rimase intrappolato nei ghiacci mentre navigava verso un punto d'incontro presso Herschel Island. Dopo una lunga deriva attraverso i mari di Beaufort e dei Ciukci, nel gennaio 1914 la nave fu schiacciata dai ghiacci e affondò. Nei mesi seguenti, l'equipaggio e il personale della spedizione lottarono per sopravvivere, dapprima sul ghiaccio e poi sulle coste dell'isola di Wrangel. In tutto, undici uomini morirono prima che arrivassero i soccorsi.
La Spedizione artica canadese fu organizzata sotto la guida dell'antropologo canadese Vilhjalmur Stefansson e aveva obiettivi sia scientifici sia geografici. Poco dopo che il Karluk rimase intrappolato, Stefansson lasciò la nave con un piccolo gruppo, sostenendo di voler andare a caccia di caribù. Il ghiaccio trascinò poi il Karluk verso ovest. Una volta raggiunta la terraferma, Stefansson si dedicò agli obiettivi scientifici della spedizione, lasciando l'equipaggio e il personale rimasti a bordo della nave a cavarsela sotto la responsabilità del capitano Robert Bartlett. Il Karluk affondò l'11 gennaio 1914. Dopo l'affondamento, Bartlett organizzò una marcia sul ghiaccio verso l'isola di Wrangel, distante 130 chilometri.In assenza di indicazioni specifiche nelle fonti, tutte le distanze sono state considerate miglia terrestri (statute miles) e convertite in chilometri su tale base. Le condizioni erano difficili e pericolose; due gruppi di quattro uomini andarono perduti prima che l'isola fosse raggiunta.
Dall'isola, Bartlett e un compagno inuk, Kataktovik, partirono attraverso il mare ghiacciato verso la costa siberiana in cerca di aiuto. Assistiti dalle popolazioni locali, i due riuscirono infine a raggiungere l'Alaska, ma le condizioni del ghiaccio marino impedirono l'invio immediato di una missione di soccorso. Sull'isola di Wrangel, il gruppo bloccato sopravvisse cacciando selvaggina, ma soffrì la scarsità di cibo e fu travagliato da dissensi interni. Prima del salvataggio finale, nel settembre 1914, altri tre membri del gruppo morirono: due di malattia e uno in circostanze violente; quattordici furono tratti in salvo.
Gli storici hanno espresso giudizi discordanti sulla decisione di Stefansson di lasciare la nave. Alcuni sopravvissuti al viaggio criticarono quella che appariva come la sua indifferenza verso le loro sofferenze e la perdita dei compagni. Stefansson evitò censure ufficiali e fu pubblicamente onorato per il lavoro successivo svolto durante la spedizione, nonostante le riserve del governo canadese sulla sua gestione complessiva. Sebbene Bartlett fosse stato criticato da una commissione dell'Ammiragliato per aver condotto il Karluk nei ghiacci, fu celebrato come un eroe dal pubblico e dai suoi ex compagni del Karluk.
Spedizione artica canadese Contesto
La Spedizione artica canadese fu ideata da Vilhjalmur Stefansson, antropologo canadese di origine islandese residente negli Stati Uniti, che aveva trascorso gran parte del periodo tra il 1906 e il 1912 studiando la vita degli inuit nelle remote regioni artiche del Canada. Le sue ricerche sul campo avevano prodotto le prime informazioni dettagliate sulla vita e la cultura dei Copper Inuit, i cosiddetti «eschimesi biondi». Stefansson era tornato in patria con il progetto di una nuova spedizione per proseguire i propri studi artici e aveva ottenuto promesse di finanziamento per un totale di 45.000 dollari statunitensi (circa 750.000 dollari del 2010) dalla National Geographic Society (NGS) di Washington e dall'American Museum of Natural History di New York. Tuttavia desiderava ampliare il progetto includendo anche l'esplorazione geografica del Mare di Beaufort, allora ancora uno spazio vuoto sulle carte geografiche mondiali.. Per questi obiettivi più ambiziosi aveva bisogno di ulteriori fondi e si rivolse quindi al governo canadese..
L'area conosciuta come «Alto Artico» era oggetto di rivendicazioni di sovranità non soltanto da parte del Canada, ma anche della Norvegia e degli Stati Uniti. Il governo canadese temeva che una spedizione finanziata dagli americani potesse fornire agli Stati Uniti una base legale per rivendicare eventuali nuove terre scoperte nel Mare di Beaufort; così, quando il primo ministro canadese Robert Borden incontrò Stefansson a Ottawa nel febbraio 1913, offrì di assumersi l'intera responsabilità finanziaria della spedizione. Il governo Borden sperava infatti che la spedizione rafforzasse le pretese di sovranità canadese sulle isole artiche. Gli sponsor americani accettarono di ritirarsi, a condizione però che la National Geographic Society mantenesse il diritto di riappropriarsi della spedizione nel caso in cui Stefansson non fosse partito entro il giugno 1913. Ciò impose una scadenza molto ravvicinata e costrinse ad accelerare febbrilmente i preparativi per il viaggio verso nord, anche se Stefansson sostenne nel suo resoconto del 1921 che «la previdenza sembrava aver previsto ogni eventualità»..
Obiettivi e strategia Il coinvolgimento finanziario del governo canadese comportò uno spostamento dell'enfasi della spedizione verso l'esplorazione geografica, piuttosto che verso gli originari studi etnologici e scientifici.. In una lettera inviata al quotidiano canadese Victoria Daily Times, Stefansson illustrò questi differenti obiettivi. Lo scopo principale era esplorare «l'area di circa un milione di miglia quadrate rappresentata da spazi bianchi sulle nostre carte, situata tra l'Alaska e il Polo Nord». La spedizione aspirava inoltre a diventare lo studio scientifico più completo dell'Artico mai intrapreso. Mentre il Gruppo Settentrionale avrebbe cercato nuove terre, un Gruppo Meridionale, composto prevalentemente da membri operanti via terra e guidato dallo zoologo Rudolph Anderson, avrebbe condotto rilevamenti e studi antropologici nelle isole al largo della costa settentrionale canadese..
La nave del Gruppo Settentrionale, il Karluk, avrebbe dovuto procedere verso nord dalla costa canadese fino a quando non avesse trovato terra oppure fosse stata fermata dai ghiacci. Qualunque terra incontrata lungo il percorso sarebbe stata esplorata; in caso contrario, la nave avrebbe seguito verso est il margine dei ghiacci tentando di svernare presso l'isola Banks o l'isola Prince Patrick. Se la nave fosse rimasta intrappolata nei ghiacci e costretta alla deriva, il gruppo avrebbe studiato la direzione delle correnti artiche e svolto ricerche oceanografiche. Nel frattempo, il gruppo di Rudolph Anderson avrebbe proseguito gli studi antropologici sugli «eschimesi biondi», raccolto esemplari della flora e della fauna artiche, effettuato ricerche geologiche e cercato canali di acqua libera nella speranza di individuare nuove rotte commerciali.
Organizzazione e personale
Il piano di Stefansson prevedeva di condurre la spedizione fino alla vecchia stazione baleniera di Herschel Island, al largo della costa artica canadese, dove sarebbe stata decisa la composizione definitiva dei Gruppi Settentrionale e Meridionale e dove equipaggiamenti e rifornimenti sarebbero stati suddivisi tra le diverse sezioni dell'impresa. La fretta di rispettare la scadenza imposta dalla National Geographic Society suscitò preoccupazioni fra i membri della spedizione riguardo all'adeguatezza delle scorte di cibo, vestiario ed equipaggiamento.. Stefansson, largamente assente durante le caotiche settimane immediatamente precedenti la partenza e molto riservato riguardo ai propri piani, liquidò tali timori definendoli «impertinenti e sleali». Sorsero inoltre contrasti tra Stefansson e gli scienziati sulla catena di comando; il Geological Survey of Canada, che aveva fornito quattro studiosi alla spedizione, desiderava che questi rispondessero direttamente all'istituzione piuttosto che a Stefansson. Il capo del Gruppo Meridionale, Rudolph Anderson, arrivò a minacciare le dimissioni a causa della pretesa di Stefansson di detenere i diritti di pubblicazione di tutti i diari privati della spedizione...
La squadra scientifica, composta da alcuni fra i più illustri specialisti dei rispettivi campi, comprendeva rappresentanti degli Stati Uniti, della Danimarca, della Norvegia e della Francia, oltre che della Gran Bretagna e del suo impero.. Tuttavia, soltanto due di loro possedevano una precedente esperienza polare: Alistair Forbes Mackay, medico della spedizione, aveva partecipato alla spedizione Nimrod di Sir Ernest Shackleton in Antartide nel 1907-1909 ed era stato uno dei tre uomini che individuarono la posizione del Polo Sud Magnetico.. Un altro veterano della Nimrod era James Murray, quarantaseienne oceanografo della spedizione guidata da Stefansson. Tra gli scienziati più giovani figuravano William Laird McKinlay, un insegnante di scienze ventiquattrenne di Glasgow raccomandato dall'esploratore britannico William Speirs Bruce, e Bjarne Mamen, ventenne campione di sci di Christiania, in Norvegia, assunto come esperto forestale nonostante la mancanza di esperienza scientifica.
Stefansson avrebbe voluto affidare il comando del Karluk, la nave destinata al Gruppo Settentrionale, al capitano baleniere americano Christian Theodore Pedersen. Quando quest'ultimo rinunciò, il comando fu offerto al trentaseienne Robert Bartlett, esperto navigatore polare originario di Terranova, che aveva comandato la SS Roosevelt di Robert Peary durante le spedizioni polari del 1906 e del 1909.. Bartlett non ebbe però il tempo di scegliere personalmente l'equipaggio del Karluk, che venne reclutato in tutta fretta nei pressi del cantiere navale della Royal Navy a Esquimalt, nella Columbia Britannica. McKinlay scrisse in seguito dell'equipaggio che «uno era un tossicodipendente conclamato… un altro soffriva di una malattia venerea; e, nonostante gli ordini che vietavano di trasportare alcolici, almeno due uomini ne introdussero di nascosto a bordo». McKinlay temeva che quell'equipaggio mancasse delle qualità e del carattere necessari per affrontare i durissimi mesi che li attendevano, preoccupazioni condivise da Bartlett, il cui primo atto dopo l'arrivo a Esquimalt fu licenziare il primo ufficiale per incompetenza. Al suo posto nominò il ventiduenne Alexander "Sandy" Anderson..
Navi
Il Karluk era stato scelto da Pedersen e acquistato da Stefansson al prezzo vantaggioso di 10.000 dollari statunitensi.. Stefansson era stato rassicurato da Pedersen che, tra le quattro navi disponibili, il Karluk fosse «la più solida e la più adatta ai nostri scopi»,. ma Bartlett nutriva forti dubbi sulla sua idoneità a un prolungato servizio artico. La nave, un brigantino di 29 anni, era lunga 39 metri e larga 7 metri. Era stata costruita per l'industria della pesca nelle Aleutine (karluk è la parola aleutina per «pesce») e successivamente convertita in baleniera, occasione nella quale la prua e le fiancate erano state rivestite con tavole di ironwood australiano spesse 5 centimetri. Nonostante avesse compiuto 14 viaggi balenieri artici, compresi sei svernamenti, (cercare nave «Karluk») la nave non era stata progettata per resistere a una pressione continua dei ghiacci e disponeva di un motore troppo debole per aprirsi un varco attraverso il pack. Non corrispondeva alle aspettative di Bartlett né a quelle di molti membri più esperti dell'equipaggio.