Conosciuto principalmente per essere stato l'assistente di Masashi Kishimoto durante la produzione di Naruto, Ikemoto ha successivamente lavorato come disegnatore per il manga Boruto.
Biografia Appassionato di disegno fin dall’infanzia, Mikio Ikemoto pubblicò la sua prima opera, Cosmos, sulla rivista Weekly Shōnen Jump nel 1997, ottenendo un premio che gli consentì di farsi notare nell’ambiente editoriale.
Nel 1999 entrò a far parte dello staff di Naruto come assistente di Masashi Kishimoto, occupandosi principalmente della rifinitura delle tavole e contribuendo con suggerimenti relativi ad alcuni dettagli narrativi.
Dopo la conclusione di Naruto nel 2014, Shueisha propose a Kishimoto la realizzazione di un sequel dell’opera. L’autore declinò inizialmente l’offerta, indicando Ikemoto come possibile successore per il progetto.
Ikemoto divenne così il disegnatore di Boruto, mentre la sceneggiatura venne affidata a Ukyo Kodachi. A partire dal capitolo 52 del manga, tuttavia, Kodachi lasciò il ruolo di sceneggiatore e Kishimoto tornò a occuparsi direttamente della storia, riprendendo così la collaborazione con il suo ex assistente.
Stile Lo stile artistico di Mikio Ikemoto è stato influenzato principalmente da Kinnikuman e soprattutto da Dragon Ball, opera che l’autore ha più volte indicato come riferimento per la realizzazione delle scene d’azione. Ikemoto ha inoltre dichiarato di avere maggiori difficoltà nella rappresentazione di elementi comici rispetto ai combattimenti.
Per la serializzazione di Boruto, Ikemoto ha espresso apprezzamento per la pubblicazione mensile, ritenuta meno stressante rispetto a una cadenza settimanale, pur considerandola comunque impegnativa per l’elevato numero di pagine richieste.
Il suo stile grafico è stato elogiato dal regista Hiroyuki Yamashita per il realismo e l’attenzione ai dettagli, mentre il mangaka Yoshihiro Togashi ha espresso apprezzamento per le sue illustrazioni.
Note
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